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Segreteria Ps. Ho proposto sei modifiche al programma di Sinistra e libertà

26 Marzo 2009 670 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Segreteria nazionale del Ps riunita stamane principalmente per affrontare le discussione sulla bozza di programma presentata da Luca Cefisi. Mi sono permesso di avanzare sei proposte di modifica: 1) L a prima riguarda il linguaggio. Vi ho trovato un lessico da sinistra stile anni settanta: “il nuovo modello di sviluppo”, “gli spazi di partecipazione”, mancavano solo le “misure in cui” e gli “al limite”. Superiamo i vecchi e dogmatici richiami del passato, per favore. 2) Nulla obietto al no al nucleare francese, che mi pare il meno congruo. Ma non credo che noi dobbiamo sposare una linea ideologica contraria a qualsiasi tipo di nucleare. Mi sembra, oltretutto, poco corente con il socialismo europeo. 3) Nella parte in cui la bozza tratta l’argomento delle infrastrutture, vi compare un no secco al ponte sulla Stretto di Messina. Chi l’ha mai deciso? Dovremmo invece ricordare che il Psi, nel 1992, lanciò proprio questa idea che divenne anche centrale nella campagna elettorale di Craxi. Possiamo avere cambiato idea. Ma almeno dovremmo sapere dove e quando 4) Perchè dobbiamo dire no all’equiparazione dell’età pensionabile delle donne e degli uonini, dopo che la Corte di Lussemburgo ha avanzato l’ipotesi di sanzioni proprio all’Italia? Potremmo chiedere che l’equiparazione venga abbinata alla costruzione di nuovi servizi funzionali al lavoro femminile, concentrando il risparmio proprio lì 5) Non possiamo accettare una posizione che ponga un veto all’innalzamento dell’età pensionabile. E’ un errore. Anche su questa materia noi abbiamo sempre parlato di patto tra le generazioni e di risorse da rispamiare nella previdenza per spostarle sugli ammortizzatori sociali per i giovani, che sono i veri nuovi poveri di oggi. 6) Non c’è un parola sulle missioni internazionali e mi sembra un pò poco. Capisco che un programma tra partiti così diversi sia problematico da stendere. Allora potremmo limitarci a un pronunciamento programmatico-elettorale più generico, che sfumi le questioni sulle quali è più difficile l’intesa. Ritorna il dilemma tra alleanza elettorale e progetto politico. Mi pare che con così tanti punti di dissenso sia francamente difficile immaginare che possa nascere qualcosa di diverso da un’alleanza elettorale

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