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Le lacrime di Berlusconi e la freddezza della sinistra

11 aprile 2009 754 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Diciamo la verità. Berlusconi riesce a mettersi in sintonia coi sentimenti degli italiani. Magari non è proprio un calcolo e il personaggio dispone di questa acuta sensibilità. Perchè escluderlo? E magari proprio questa è la ragione fondamentale del suo successo. Un tempo era la sinistra a piangere col popolo, ad avvertirne e interpretarne il dolore. Non dimenticherò tanto facilmente le lacrime di Pertini dopo la strage della stazione di Bologna e dopo il terremoto in Irpinia. E così pure a Vermicino, di fronte alla tragedia del piccolo Alfredino imprigionato nel pozzo. E per andare più indietro ancora è difficile non farsi venire alla mente la descrizione di personaggi quali Camillo Prampolini e Gregorio Agnini, che venivano considerati alla strega di Gesù, e venerati e addirittura toccati come santi, perchè sapevano parlare a nome dei poveri e dei diseredati e interpretarne i sentimenti e i bisogni. Oggi la sinistra è fredda e distaccata, abita più agevolmente i salotti del capitalismo nostrano e al massimo si degna di frequentare i mezzi busti dell’informazione salottiera televisiva, ma non riesce a sintonizzarsi con la gente. Dopo il terremoto in Abruzzo questo divario tra Berlusconi e la sinistra è ancora più evidente. E non si tratta solo di una differenza caratteriale dei personaggi. Alla sinistra di oggi non manca solo la sensibilità, manca l’anima. E’ ridotta a cercarla ovunque e come Diogene anche di notte e con la lanterna. Purtroppo senza trovarla. Per questo così come non sa ridere adesso non sa neanche più piangere.

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