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Il vecchio, il nuovo e il cattivo

13 luglio 2009 863 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ringrazio di cuore Andrea Zambrano per le belle parole che ha voluto spendere su di me nell’articolo, pubblicato su Il Giornale di Reggio, intitolato “Il nuovo e il vecchio” che, come lui giustamente sostiene, paiono categorie dell’altro mondo. Eppure qualcuno, mi auguro rappresentativo di un’esigua minoranza del Pd, continua a proporle, abbinandole anche ad offese personali. Preciso che ho sei anni in meno di Pierluigi (Castagnetti) e uno in meno di Giulio (Fantuzzi). Ho l’età di Franco (Ferretti), vice sindaco fino a ieri, circa tanti quanti l’altro Pierluigi (Bersani), che si propone come rinnovatore del Pd e che ha l’appoggio di Massimo (D’Alema), che di anni in più di me ne ha due, e anche il consenso di chi a Reggio mi dà del vecchio. Ho circa l’età di Ugo (Ferrari), valente e gentile assessore della nostra giunta, esattamemente l’età del mio amico Fausto (Giovanelli) e credo alcuni anni di meno del bravo e resistente Del Monte, sindaco di quella Cavriago ove dovrebbero imperare, dato il segretario, principi di immediata sentenza di morte per gli ultra cinquantenni. Quando entrai per la prima volta in sala del Tricolore Giuseppe Gherpelli, colto e intelligente presidente dei Teatri, era assessore alla cultura, e quando divenni deputato la simpatica e brava Elena Montecchi mi aveva già anticipato di un anno. Allora? Anatema anche per loro perchè han fatto parte della Prima Repubblica?Sono stato per un anno al governo con Berlusconi, perchè il mio partito, il Nuovo Psi, aveva deciso così, circa quanto Follini, che è oggi senatore del Pd, molto meno di Casini e dell’Udc, che con Berlusconi hanno rotto solo dopo quindici anni di intensa collaborazione e che oggi hanno composto coalizioni amministrative col Pd in mezza Italia, meno di Fisichella, che l’Ulivo ha prelevato direttamente da An riservandogli la vice presidenza del Senato, di Dini e di Mastella, ministri di qua e di là. Con la sola e marginale differenza che questi ultimi hanno mantenuto i posti da parlamentari e si sono alleati col centro sinistra prima di una prevedibile vittoria, io, nel segno della Costituente socialista, ho perso il seggio che mi era stato garantito e mi sono alleato col centro sinistra prima di una certissima sconfitta. La verità è che l’unico che dovrebbe espiare non è nè il vecchio, nè il convertito, ma il cattivo. Cioè il socialista. Non perchè proviene dalla prima Repubblica o dall’altro schieramento. Ma perchè è stato con Craxi e De Michelis, perchè fa parte di una storia da cancellare. Eppure anche questa storia viene clamorosamente rivalutata. E’ di ieri l’intervento di Veltroni su Craxi giudicato “un grande in politica estera” e “l’uomo che ha più d’ogni altro interpretato le modificazioni del Paese”. Non pretendevo analoghi riconoscimenti. Ma lanciare anatemi e scomuniche alle mie scelte significa umiliare un percorso politico e scoraggiare qualsiasi altro ad imitarmi. Cosa che il Pci, ma neppure il Psi e la Dc, non si sarebbero mai neanche sognati di fare, perchè non hanno mai sofferto di sindrome da suicidio. Altri tempi? Vecchi…

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