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Perchè un club granata per Angelo Brindani

30 dicembre 2010 1.911 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Me lo chiese sul letto di morte, qualche anno fa. Mi disse con voce fioca: “Vorrei che mi intestassero un club”. E adesso è davvero il momento. Nessuno più di lui, voce storica del Mirabello e dei primi anni del Giglio, ne ha diritto. Aveva studiato dizione e anche recitazione ai tempi del Circolo Zibordi e mi aveva fatto vedere foto con Romolo Valli e Anna Maria Guarnieri. Forse aveva anche recitato in qualche teatro. Ma quel suo “Attenzione, attenzione, vi diamo le formazioni delle squadre in campo offerte dalla ditta Christian Hansen di Copenaghen” mi aveva accompagnto fin dai tempi delle elementari. C’era un misterioso “Se bevi Neri ne -ribevi” da cui non riuscivo a venire a capo. E quel “Pervilli Orero Sala borsa 27”, chi era mai? Era davvero Orero? Tempi di Mirabello, di carbonella e segatura, di Pinti e di Pistacchi e del povero Tribuzio che saltellava e dribblava gli avversari come birilli. Tempi di “the voice”, che non era solo Franck Sinatra, ma anche Angelo Brindani. Poi scopersi che Angelo non era solo una voce, ma anche un uomo impegnato polticamente. Socialista, era finito nel Psiup nel 1964 poi, nel 1972, era tornato nel Psi. E si occupava in federazione di organizzazione e di amministrazione, poi anche di feste dell’Avanti. Nel 1980 venne anche eletto consigliere comunale e nel 1987 fu assessore al patrimonio del Comune di Reggio. Inutile dire che era innanzitutto una persona onesta. Bastava vedere dove viveva e come viveva. Uomo d’altri tempi, era soprattuto gentile, e quando ti avvolgeva con la sua calda voce, ti accarezzava anche con la dolcezza dei suoi modi. Era un militante socialista e lo fu anche dopo la fine del Psi, nonchè un attivo frequentatore del Circolo Pertini di Cavriago. Mercolediì 12 gennaio alleore 20 al Ristorante Alice (da Bottazzi) sulla via Emilia poco prima di Villa Cella, si terrà il battesimo del Club Angelo Brindani al quale sono invitati, oltre alla sua famiglia, anche giocatori e dirigenti della Reggiana di oggi e di ieri. Un appuntamento simbolicamente molto importante.

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