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Quelle rose di Oslo

27 Luglio 2011 944 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Un mare di rose alzate a Oslo in segno di orgoglio per una storia e per un’identità che un “mostro” ha colpito a morte. Il segno di un partito che non molla, ma crede nei suoi valori e combatte per affermarli. La rosa socialista europea che ci accomuna, ma che purtroppo non accomuna altro che noi in Italia. Mi chiedo. Quell’effluvio di rose dopo una strage di giovani così crudele e tragica,che significato ha? E poi mi domando anche: in Italia sarebbe successo (con la rosa o con qualsiasi altro simbolo)? Il significato è nelle parole stesse di Stoltemberg. Dopo il masssacro il premier norvegese ha ribadito la sua fiducia nella società aperta e non ha mancato di richiamare la sua fede negli ideali del suo partito e del suo governo. Ideali che hanno una storia e un minimo comun denominatore europeo. Il milione di giovani in piazza questo hanno testimoniato. Non ci sarà mai strage capace di farci cambiare le nostre idee di solidarietà, di libertà, di giustizia. Sarebbe avvenuto in Italia? Non credo. E non tanto perchè le stragi (in Italia un episodio simile a quello di Oslo non si è mai per fortuna verificato, anche se le stragi sono state assai più numerose di quelle degli altri paesi europei) o anche un singolo episodio di violenza portano in genere i leader politici a inseguire gli umori della piazza, e questa è caratteristica italiana. Ogni volta che dobbiamo piangere una vittima italiana in una missione di pace vorremmo richiamare in patria i nostri soldati. Ogni volta che assistiamo a un episodio di sangue vogliamo un colpevole pur che sia e magari chiediamo la pena di morte. Ogni volta che un presunto colpevole viene incarcerato assistiamo a stupide e grottesche resse di cittadini che vorrebbero la gogna. Lo stile di Oslo e quelle rose non c’entrano purtroppo con l’Italia, anche per un altro motivo. In Italia non si alza il simbolo di una storia perchè i partiti attuali sono tutti senza storia. Possono alzare la loro impotenza a suscitare un minimo sentimento di appartenenza. Quale orgoglio per un’identità per partiti senza identità? L’Italia è lontana dallo stile, ma anche dalle rose, di Oslo.

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