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Bocca di rosa

14 Settembre 2011 1.141 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La vicenda della barista avvenente di Cadelbosco sopra che ha fatto scattare le ire delle donne del paese, ricorda quella di Bocca di rosa, la famosa ballata di De Andrè, per di più reggianizzata, essendo il paesino oggetto della poetica singolar tenzone quello di Sant’Ilario. Si sa, una donna particolarmente appetitosa suscita invidie, oltre a inevitabili dicerie. La bellezza è una virtù, ma anche un rischio. E’ una condanna preventiva. Ho sempre pensato a quei sondaggi sull’infedeltà. Risulta che circa il 70% delle donne siano state infedeli al partner. E mi sono chiesto: “Ma dell’altro 30% in quante hanno avuto la possibilità di diventarlo?”. Cioè, più volgarmente, chi gliel’ha mai chiesto? E’ come l’onestà. Mi è capitato una volta di parlare con un compagno del Psi che durante Tangentopoli diceva: “Io sono sempre stato onesto”. E io gli ho domandato secco: “Ma tu hai mai ricevuto uno che ti offrisse un miliardo per diventare disonesto?” E lui: “No”. “E  allora”, gli ho ribattuto, “come fai a dirti onesto?”.  Così per Bocca di rosa e per la bella barista. Se la barista fosse stata brutta nulla quaestio. E se le donne del paesino fossero avvenenti e belle come la barista? Difficile dirlo. Ma certo si sarebbero almeno sentite solidali con lei. Invece no: “Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziative, le contromisure sino a quel punto si limitarono alle invettive”. Contro la bella Lory pare invece vi sia addirittura una petizione. Come si possa poi allontanare da un bar privato una barista su petizione risulta alquanto incomprensibile. Ma si sa che “la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”, come recita il poeta Fabrizio. Così la raccolta, ne sono certo, è stata promossa da “una vecchia mai stata moglie, senza mai figli senza più voglie (che) si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto”. Che sarà andata dal commissario a dire peste e corna. Difatti risulta che al bar dell’avvenente Bocca di rosa cadelboschese, si sia recata più volte la Guardia di Finanza. Come nella bella e famosa ballata: “Ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi”. Bocca di rosa fu portata alla stazione ed espatriata da Sant’Ilario col foglio di via. Vuoi vedere che Lory verrà portata alla stazione più vicina dalla Guardia finanza? “Alla stazione c’erano tutti, dal commissario al sagrestano, alla stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano”. Col commissarioe il sagrestano che si portano in giro la Vergine e Bocac di rosa. Cioè l’amore sacro e l’amor profano. L’amore sacro e l’amor profano possono così essere conciliati. In fondo la bellezza e l’avvenenza mica sono difetti e neppure (men che meno) reati.  E se il potere (una volta, eh caro Giulione) logora chi non ce l’ha, anche il fascino logora chi non ce l’ha. A Roma, come a Sant’Ilario, come a Cadelbosco (di Sopra e di Sotto)….

 

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