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Più defibrillatori, meno tornelli

15 aprile 2012 1.519 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

E’ inaccettabile che si continui a morire a poco più di vent’anni sui campi di calcio e nelle palestre. Ed è altrettanto discutibile che si pianga sul latte versato. Da Curi, a Morosini, passando attraverso Vendemini e Bovolenta, e tanti altri meno noti che sono morti sui campi di calcio minore, dilettantistico, periferico, non credo si possa solo parlare di imponderabile. E’ evidente che si tratta generalmente di atleti controllati e che più volte sono stati oggetto di approfonditi esami cardiologici, ma quel che non convince è che gli stadi, i palazzi dello sport, le palestre, le piscine, i campi sportivi siano tuttora privi, almeno nella gran parte, di attrezzature idonee a fronteggiare l’emergenza. Verificherò la situazione degli impianti sportivi di Reggio perché in ognuno di questi le società sportive, a mio parere, dovrebbero dotarsi di defibrillatori (non solo attivi durante la partita, ma anche durante tutti gli allenamenti e durante l’apertura di questi spazi al pubblico). Il costo di un defibrillatore, secondo le stime che mi ha fornito oggi il dottor Umberto Guiducci, uno dei medici sportivi più esperti e preparati d’Italia, col quale mi sono consultato e che già dopo la vicenda di Bovolenta aveva avanzato questa stessa proposta, varia dai 600 ai 900 euro. E si tratta di un attrezzatura che può essere usata anche “dai laici” (cioè dal personale non medico). Basterebbe preparare all’uso gli allenatori e i preparatori atletici, nonchè qualche giocatore, perché si tratta di uno strumento elementare, che non richiede particolare preparazioe tecnica. Non penso che i defibrillatori siano oggetti miracolosi e possano evitare tutte le tragedie che si verificano sui campi di gioco, ma solo se ne evitassero qualcuna varrebbe la pena dotarsene. Se ci si occupasse di più, anche a livello legislativo, di defibrillatori e meno di tornelli e di biglietti nominativi, forse sarebbe meglio ai fini di rendere lo sport meno a rischio di vita.

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