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Renzi e Lucie

5 Settembre 2012 1.805 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Devo confessare che non ho mai avuto simpatia per il rottamatore. Non solo perché sarei certamente uno dei condannati alla rottamazione, ma perché quel termine mi è sempre sembrato truculento. Si vuole paragonare un dirigente politico a un’auto usata? Ma un’auto non parla, non pensa, non vive. Capisco che lo stato di rivolta che imperversa nel Paese  e anche nei partiti esistenti, e non sempre ingiustificata, possa destare qualche propensione anche peggiore verso la classe politica. Tuttavia parlare solo, o soprattutto, di questo con quel faccino da furbetto da trentenne appena arrivato e quel suo accento fiorentino che di per sé appare come un gergo superiore (qualcuno pensò di lavarci il suo romanzo, a proposito di Renzi e di Lucie), mi ha sempre lasciato assai perplesso. Devo dire che i suoi avversari stanno dando una mano al fiorentino del dolce stil novo. Intanto non capisco che cosa stiano facendo e che cosa stiano dicendo. Vogliono, una volta per sempre, indire le primarie stabilendo di che primarie si tratta? Ripeto quel che ho già scritto. Il Pd intende svolgere primarie di partito (e allora che c’entra Vendola?). Intende svolgerle di coalizione (ma ci saranno ancora le coalizioni se e si varerà la riforma del Porcellum?). O intende convocare primarie di lista (la riforma elettorale provocherà, col premio di maggioranza alla prima lista, la necessità di una nuova aggregazione col medesimo simbolo, che comprenda non solo il Pd ma anche gli alleati?). Di tutto questo nessuno discute. E gli stessi giornalisti si guardano bene dal rivolgere questa domanda. Si resta nella più assoluta confusione, mentre Renzi preferisce salpare per l’America (alla ricerca di idee, come se la terra italiana ne fosse priva) e contro di lui si leva il sacro fuoco delle scomuniche. Non capisco proprio se questo  sia il metodo migliore per neutralizzarlo. A mio giudizio è proprio il modo migliore per accreditarlo. La base dei partiti non vede l’ora di far piazza pulita dei vertici, soprattutto quando hanno quasi sempre perso. Attento caro Bersani, perché il Pd di primarie non ne ha vinte molte…

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