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Ma non tornerá il duca

2 Ottobre 2012 910 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Dunque siamo condannati a tornare al vecchio ducato estense? Pare di sì. L’idea della provincia definita erroneamente Emilia, ma comprendente solo quelle di Piacenza, Parma, Reggio e Modena, pare non sia passata per indisponibilitá dei potenziali contraenti. C’era da aspettarselo. Parma preferisce estendersi solo su Piacenza e Modena su Reggio, piuttosto che accorparsi l’una all’altra.

Così torneranno i territori dei vecchi ducati, quello di Maria Luigia, che si estendeva però fino a Guastalla, e quello degli estensi imparentati con gli austriaci, che dominava su Reggio. Questa storia delle province, che in una prima fase si volevano tutte eliminate, poi solo dimezzate e aggregate, mi ricorda il peggio delle riforme italiane. Assai gattopardesca. Dove staranno i risparmi di spesa pubblica non saprei. Avremo qualche Prefettura e Questura in meno? Di certo avremo meno consiglieri provinciali con Consigli che però resteranno in carica. Come i presidenti. Se il solo problema che ci resta é ormai quello del gioco dei nomi (sarà la provincia di Modena e Reggio, come suggerisce Giovanardi, o quella di Reggio e Modena, come propone Delrio?) si potrebbe tirare a sorte. Se si va verso l’ordine alfabetico si potrebbe optare per la provncia di Meggio e di Rodena. E fare tutti contenti. La fantasia  non manca a noi, incallite teste quadre, sempre pronte a lamentarci, ma anche ad incassare con una certa abitudine. Non credo invece che alla fine tornerà un parente di Ercole III, che da Reggio levò le tende la prima volta nel gennaio del 1796, quando i reggiani si liberarono dai vicini oppressori. Tutto si può prevedere dalla Seconda repubblica, e il peggio è arrivato, ma che debbano anche tornare i vecchi tiranni, pare almeno inverosimile. E quanto alle sottomissioni, cominciamo a chiarire che dipende da noi. Non sta scritto da nessuna parte che i vantaggi debbano andare tutti a Modena. E i danni tutti a noi. Nel territorio del vecchio ducato estense c’è ancora spazio per un’attività oggi in disuso chiamata politica?

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