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Il decalogo socialista

5 febbraio 2013 677 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Si tratta di dieci temi che i socialisti agiteranno in campagna elettorale sia nelle realtà in cui saranno presenti con il loro simbolo, sia nelle realtà in cui saranno presenti nella lista comune col Pd. Questi temi si trasformeranno in dieci proposte di legge che i deputati e i senatori del Psi presenteranno nei primi dieci giorni di attività parlamentare.   1) Sviluppo ed equità. Il dramma italiano è la mancata crescita. Negli anni ottanta il Pil cresceva il doppio della media europea. Negli ultimi vent’anni è cresciuto della metà. E oggi l’Italia attraversa una situazione di grave depressione. Per rilanciare lo sviluppo occorre che le forze socialiste europee abbiano la meglio su quelle conservatrici. L’Italia, intanto, nei limiti sanciti dai vincoli europei, deve operare per diminuire la tassazione sul lavoro e sulle imprese, e nel contempo dismettere parte del proprio capitale immobiliare, senza per questo svenderlo come già avvenuto in epoca di privatizzazioni. Il tutto nell’ottica di una politica di equità sociale, che preveda che chi più ha più dia. Per questo il Psi propone da subito una patrimoniale sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari, una diversa e più selettiva modulazione dell’Imu che escluda la prima casa, tranne quella di lusso, il superamento del patto di stabilità per quanto riguarda gli investimenti, che ha messo in grave, drammatica difficoltà tutti i Comuni d’Italia e tante imprese. Su questi ultimi tre punti il Psi orienterà la sua prima proposta di legge.

2) La Costituente. Il Psi da tempo ha lanciato la parola d’ordine della Costituente, riprendendo uno slogan di Pietro Nenni nell’immediato dopoguerra valido ancor oggi: “O la Costituente o il caos”. Oggi il caos istituzionale è la prassi della vita democratica italiana. Si vive in una situazione schizofrenica, in un sistema formalmente parlamentare, ma sostanzialmente presidenziale. La costituzione resta quella del 1948 con la sola modifica del Titolo quinto, introdotta dal governo dell’Ulivo, ma poi messa in discussione dallo stesso governo Prodi per le numerose incongruenze introdotte nel rapporto tra stato e regioni. Per il resto le uniche modifiche introdotte in questi vent’anni di seconda Repubblica mai nata sono esclusivamente di natura elettorale. Il Psi porterà in Parlamento una riforma organica dello Stato, da varare attraverso un’Assemblea costituente, che dovrà scegliere tra parlamentarismo e presidenzialismo e solo in seguito tra proporzionalismo e maggioritario a uno o due turni. La preferenza del Psi è per un modello parlamentare di tipo tedesco, eventualmente con cancellierato, e per un proporzionale corretto, a cui si aggiunga la diminuzione del numero dei parlamentari e il Senato delle regioni.

3) La democrazia. Il Psi è partito della democrazia dei cittadini, non della democrazia delle èlites. In questi vent’anni sono venute meno molte prerogative democratiche. Parlamentari nominati e non eletti, listini regionali bloccati, giunte regionali, provinciali e comunali incompatibili con i Consigli, questi ultimi depotenziati dai tradizionali poteri, adesso proposta di abolizione dei Consigli provinciali e trasformazione delle province in enti di secondo grado, abolizione delle circoscrizioni nelle città con meno di 250mila abitanti. La democrazia del popolo, che si esercita attraverso il voto, è stata gradualmente sostituita dalla democrazia delle élites, alle quali sono affidati i poteri di scelta dei nominati. Così le èlites si sono sostituite al popolo. Sono divenute il vero centro decisionale del sistema politico. L’oligarchia regna peraltro sovrana in ogni campo della vita sociale. E in particolare nel mondo dell’informazione in cui singoli giornalisti televisivi possono incrementare o soffocare singole forze politiche attribuendole o negandole spazi, nel mondo giudiziario ove i partiti dei giudici regnano sovrani nel Csm effettuando promozioni o rimozioni a seconda dell’appartenza a questa o quella associazione, nel mondo industriale e sindacale, negando progressivamente diritti decisionali o di rappresentanza. Il Psi orienterà le sue proposte al ribaltamento della situazione attuale, per il ripristino della democrazia del popolo, e, in particolare, presenterà subito una sua proposta di legge che preveda il riordino e l’accorpamento delle province salvaguardando però il loro organo elettivo.

4) I giovani. Occorre rilbaltare un welfare tutto basato sull’assistenza agli anziani, che vanno tutelati, mentre il mancato sviluppo e la necessità di tagliare il debito hanno portato alla ribalta l’esplosione drammatica della questione giovanile. L’Italia oggi registra quasi il 35 per cento di giovani disoccupati, che rappresentano un problema non solo di ordine economico, ma anche sociale. Il Psi poporrà una legge che preveda la dettassazione delle assunzioni giovanili, ammortizzatori sociali per i giovani che passano da un lavoro a un altro, con copertura parziale dello stipendio e formazione professionale garantita, un salario minimo garantito per tutti i giovani in cerca di occupazione la cui copertura potrebbe essere individuata non solo da una maggiore entrata fiscale dovuta alla lotta all’evasione, ma anche da una maggiore tassazione delle rendite e dei grandi patrimoni.

5) La giustizia giusta. È un vecchio obiettivo dei socialisti, che introdussero per referendum la responsabilità civile dei magistrati nel 1987, poi praticamente azzerata da una legge debole e contraddittoria. Occorre rilanciare, attraverso una proposta di legge del Psi, il tema giustizia con: lo sveltimento dei processi, magari anche la limitazione a due dei livelli di sentenza, la più scrupolosa e quasi mai rispettata gestione del carcere preventivo, che va ancor meglio e più specificatamente precisato, certo ristretto a casi estremi e non usato a fini di confessione, la separazione delle carriere dei magistrati, tra inquirenti e giudicanti, come avviene in tutti i paesi europei.

6) La Repubblica laica. Il Psi proporrà di inserire all’articolo uno della Costituzione la parola “laica”. L’Italia diviene così una Repubblica laica fondata sul lavoro. Il Psi intende rilanciare il tema dei diritti civili in Parlamento. Soprattutto su tre temi. Sulle coppie di fatto e il matrimonip gay, sul fin vita, sulla fecondazione assistita.

7) Sul matrimonio si intende parificare i diritti per le coppie eterosessuali e omosessuali, come avviene in Spagna e ormai anche in Francia, e come sta avvenendo perfino nell’Inghilterra del conservatore Cameron e in diversi stati americani, è un obiettivo del Psi. Più che leggi speciali occorre una semplice parificazione di diritti civili. E così per le coppie non sposate che devono poter godere di diritti all’ereditarietà e all’assistenza che solo l’Italia nega loro, trovandosi ultima in tutta Europa su questo delicato argomento. Sul testamento biologico. l’Italia è il fanalino di coda in Europa. Il primo a trattare l’argomento fu il socialista Loris Fortuna, padre della legge sul divorzio e sull’aborto, con una poposta di legge nel 1983 caduta nel vuoto. Il caso Englaro ha riacceso i riflettori sulla mancanza di qualsiasi legge sul fine vita, contrariamente agli altri paesi, dopo che già il caso Welby l’aveva richiamata. La legge che il centrodestra ha tentato di approvare a fine legislatura, rappresenta quanto di più conservatore, assurdo e liberticida esista. In nessun altro paese europeo, nemmeno nella Germania della democristiana Merkel, alimentazione e idratazione artificiale vengono considerate obbligatorie e da non contemplare nel testamento biologico. Il Psi sull’argomento si farà promotore di una proposta di legge che dedicherà a papà Englaro e che prevede che anche alimentazione e idratazione artificiali possano essere oggetto di testamento biologico. La pessima legge sulla fecondazione approvata nel 2004, e poi sottoposta a referendum abrogativo fallito per la mancanza del quorum, deve essere assolutamente modificata. Si tratta del terza anomalia italiana rispetto all’Europa in materia di diritti civili. La legge italiana, infatti, ammette solo la fecondazione omologa, cioè della coppia sterile, e vieta invece quella eterologa, con seme o ovulo di una terza persona. E in più pone il divieto di utilizzare più di tre embrioni, anche per la crioconservazione e il loro uso a fini terapeutici. Si è creato il signor Embrione, che viene tutelato più del feto. Così la legge 40 sulla fecondazione assistita risulta in evidente contraddizione con la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, richiamando su questo tema perfino l’attenzione della Corte dei diritti umani di Bruxelles. Il Psi si farà promotore di un netto cambiamento della legge 40.

8) Lo ius solis. Il Psi, con la legge Martelli del 1990, è stato il primo partito che ha affrontato il delicato problema dell’immigrazione. Oggi richiama il Parlamento a un dovere non più rinviabile. E cioè riconoscere la cittadinanza italiana a tutti i bambini nati in Italia dagli immigrati che vi abitano regolarmente, in nome di un principio di civiltà, di umanità e di laicità, che deve prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione.

9) La riforma della legge sule banche. Anche alla luce dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena, il Psi ritiene non rinviabile una profonda riforma degli istituti di credito in Italia. Occorre distinguere tra banche d’investimenti e banche commerciali perché il cittadino deve sapere dall’inizio come sono gestiti i suoi risparmi. Nessuna fondazione bancaria può detenere oltre il 30 per cento delle azioni bancarie, i cosiddetti derivati devono essere regolamentati diversamente (si può prevedere anche il divieto dei cosidetti derivati misti) e il richiamo dei rischi di ogni investimento, e non solo quello sul mercato azionario, deve obbligatoriamente essere comunicato all’investitore. Si deve anche prevedere un ruolo pubblico nel finanziamento alle imprese, che oggi necessitano di risorse per investimenti, per tutelare e incrementare l’occupazione. Lo stato può e deve entrare in campo per far sì che il sistema bancario conceda credito all’economia italiana, e anche l’azione per il recupero dell’evasione fiscale messo in moto da Equitalia, non deve mai scontrarsi con la necessaria tenuta del nostro comparto industriale, artigianale, commerciale.

10) Una scuola libera, del merito e della formazione. In tanti hanno tentato di por mano a riforme della suola superiore e dell’università. Il Psi rilancia l’esigenza di una riforma organica del sistema delle superiori che offra diverse opzioni umanistiche, scientifiche, tecniche, musicali e di un’università che premi il merito, che fuoriesca dalle vecchie logiche baronali, che offra la possibilità a tutti di arrivare alla laurea, tenendo presente che il numero dei laureati in Italia è in forte decrescita e supera di poco il 20 per cento contro il 40 per cento dei paesi europei più avanzati. L’Italia attraversa così una duplice crisi. Quella dei giovani che sono costretti ad abbandonare l’università e quella dei laureati senza lavoro, e che a volte sono costretti a lasciare l’Italia, imbarazzante analogia con il nostro passato di primo Novecento. Solo che mentre allora lasciavano l’Italia i lavoratori, oggi lasciano l’Italia i cervelli, gli scienziati, i ricercatori. Il Psi tenterà con tutti i suoi mezzi di potenziare la ricerca, di considerare la cultura, il turismo, la scienza, lo sport come straordinari fonti di sviluppo e di occcupazione. Proporrà per questo l’istituzione del ministero della Cultura e, d’altro lato, di quello del Turismo, nonché di un singolo ministero dello Sport che, senza sottarre al Coni i suoi poteri, rilanci la pratica sportiva anche come occasione di prevenzione e dunque di potenziale risparmio di cure. Si tratta di funzioni che in Italia devono essere considerate fondamentali per il futuro del paese. Il Psi tali le considererà nella futura azione parlamentare.

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