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Pupi Avanti chiarisce con l’Avanti

21 gennaio 2014 441 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Mi aveva chiamato Ugo Intini la mattina per raccontarmi l’episodio trattato nella quinta puntata di “Un matrimonio” di Pupi Avati, e naturalmente per lamentarsi di come era stato trattato il rapporto del Psi col caso Moro. Appariva che il giovane Taddeo, ex comunista, e già giornalista dell’Unità, poi distaccatosi dal Pci dopo la tragedia ungherese, durante il caso Moro fosse stato richiamato da un dirigente socialista perché favorevole alla linea della trattativa. Come se il Psi, distorcendo la realtà, fosse stato sulla linea della fermezza. Pupi Avati ha voluto rilasciarmi una dichiarazione per chiarire il senso di quella vicenda. “Il giovane Taddeo ha voluto assumere, attraverso un articolo sul caso Moro, “ha rilevato il regista bolognese, “una linea apprezzata dal direttore dell’Avanti e sostenuta, all’epoca la condivisi, dal Psi, favorevole a un’iniziativa umanitaria per tentare di salvare la vita di Moro. Io, da cattolico, ero assolutamente favorevole alla posizione di Craxi, che contestava quella della Dc e del Pci. Chi, nella fiction televisiva, si reca all’Avanti per indurre Taddeo a cambiare idea è un amico ex redattore dell’Unità e nel frattempo divenuto parlamentare. È lui, e non un dirigente socialista, che chiede una sorta di ritrattazione che Taddeo orgogliosamente rifiuta. Mi spiace per questo fraintendimento, anche perché non solo ho apprezzato la posizione del PSI sulla vicenda Moro, ma sono molto grato alla storia e alla funzione politica dell’Avanti”. Non posso che prenderne atto con vivo piacere. Certo l’idea che sia stato un giovane giornalista ex comunista e non il segretario del Psi a lanciare la linea contraria alla fermezza è piuttosto discutibile. Resta il fato che si tratta di un racconto con le licenze del caso. Abbiamo sempre apprezzato Pupi Avati per la poesia dei suoi film che hanno sempre saputo conciliare il loro sviluppo col contesto storico, generalmente degli anni quaranta e cinquanta, che li ha accompagnati. Apprezziamo oggi la volontà di precisare immediatamente il senso del suo racconto. E anche la sua personale posizione che fu all’epoca in linea con quella dei socialisti. Possiamo attribuirci il merito di averla fatta emergere?

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