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Tra Letta e Renzi sfogliando la Margherita…

12 febbraio 2014 588 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Anticipata a domani la riunione della direzione del Pd che avrebbe dovuto svolgersi il venti febbraio, tutto lascia prevedere che la crisi di governo incomba e che Renzi si appresti a sostituire Letta alla presidenza del Consiglio. Restano però da chiarire, al di là della volontà che in tal senso ha manifestato la stragrande maggioranza del partito, i modi in cui il cambio può avvenireAnche perché Letta non pare orientato a mollare. Anzi finora ha mostrato opposta volontà. Intende presentare il nuovo programma del suo governo e afferma di poter convincere tutti partiti della maggioranza “compreso il Pd”. In questo anomalo accenno sta tutta l’aria della sua sfida.

Se la direzione del Pd si concludesse con la votazione sulla sfiducia all’esecutivo presieduto da un autorevole esponente dello stesso partito si aprirebbe un precedente. Mai nella storia repubblicana un organo di partito ha sfiduciato un suo rappresentante. Si potrebbe cercare un analogo caso nella vicenda Tambroni. Ma alla fine fu lo stesso Tambroni a dimettersi e ad essere sostituito con Fanfani, dopo il luglio del 1960. E poi la liturgia democristiana sapeva ben nascondere, nella salvaguardia rituale della forma, le più aspre diatribe interne. Come nell’aspra lotta tra Andreotti e De Mita, pilotata da Craxi.

Immaginiamo che Letta non molli, cosa può accadere? Renzi ha due carte da giocare. La prima è quella di accettare che il governo Letta copra lo spazio dei prossimi otto mesi puntando tutto sulla riforme elettorale e costituzionali, che dubito possano però essere approvate entro quel termine di tempo. La seconda, qualora, com’è probabile, salti il tavolo per agguati neanche tanto imprevedibili, è quella di anticipare il voto ad ottobre. La pressione dei parlamentari per un governo di legislatura è però molto forte. Alla fine, forse non salvaguardando il bon ton, l’operazione Renzi si farà. Adesso tornare indietro non conviene a nessuno, eccetto il povero Letta. E la testa di Enrico val bene l’interesse di tanti. Anche di coloro che a sfogliare la Margherita per garantirsi un futuro non ci avrebbero mai pensato…

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