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Il gioco di Renzi

1 agosto 2014 570 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Si sono abbracciati come se avesse segnato l’Italia. Hanno esultato e gridato vittoria nell’aula del Senato i cinquestellati, assieme ai leghisti e ai vendioliani. Ma la gioia poteva cogliersi anche nei volti di settori della maggioranza, in particolare nel gruppo Pd. Eppure l’emendamento approvato a scrutinio segreto è pura follia. Si stabilisce che tutte le leggi possono essere approvata dalla sola Camera tranne quelle “eticamente sensibili”, cioè le disposizioni che riguardano la laicità dello stato, come il diritto al fine vita, quello delle coppie di fatto, quello di far figli anche per chi non può generarne, il diritto a divorziare senza attendere le calende greche, e altro. Capisco l’esultanza di Giovanardi, non quella dei grillini e men che meno dei vendoliani.

La verità e che la materia in oggetto non interessa nessuno. Tutto è stato impostato come guerra senza quartiere al patto del Nazareno e in particolare a Matteo Renzi. Certo quest’ultimo fa di tutto per tirarsi addosso le bordate dei senatori. Li tratta come pecoroni, poltronai, pirati. E non accenna a un minino di disponibilità a mediare. Perché Renzi usa il bastone anche se non è affatto sicuro di fare passare la riforma del Senato così com’è? Anzi, credo sia perfettamente consapevole che più alza i toni dello scontro frontale e più allontana la possibilità di fare passare il provvedimento.

Credo per una sola ragione. Renzi mette seriamente in conto di andare a votare in autunno, anche con la vecchia legge elettorale. Lo scenario sarebbe oltremodo a lui favorevole. Renzi apparirebbe agli occhi degli italiani come il riformatore al quale i conservatori di destra e di sinistra hanno impedito di cambiare il Paese. La vecchia nomenclatura opposta ai progetti di rinnovamento del giovane presidente del Consiglio. Il risultato potrebbe essere clamoroso e Renzi oltre a cambiare radicalmente i suoi parlamentari, nominando fedeli a oltranza, potrebbe riuscire anche ad ottenere la maggioranza al Senato, magari in coalizione con qualche vecchio e nuovo alleato.

Oltretutto la situazione economica non permette di puntare sui tempi lunghi. Il consenso al presidente-segretario potrebbe diminuire nel giro di non molti mesi se dopo l’affaire Cottarelli esplodessero davvero problemi per la mancanza di risorse ai fini di finanziare la spesa, compresi quegli ottanta euro che sono stati la sua principale ragione di esistere e uno dei più solidi e attraenti motivi del suo successo. Certo quel si riesce difficilmente a comprendere è la ragione di spianargli la strada da parte delle opposizioni o anche degli alleati meno omogenei. Cantino pure e si esibiscano in balli di vittoria per qualche emendamento ma non dimentichino che alla fine come diceva un vecchio proverbio contadino “ride bene chi ride ultimo”.

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