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Magdi Allam islamofobico?

29 Agosto 2014 1.505 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

L’ex giornalista di Repubblica e vice direttore del Corriere, nonché europarlamentare dell’Udc e oggi giornalista de Il Giornale, é stato denunciato dall’ordine dei giornalisti per “islamofobia”. Il termine suscita in sé qualche perplessità. Significa infatti paura dell’Islam e in quanto tale non si capisce perché inusitato. Ognuno può aver paura di quel che ritene pauroso, anche del buio. Ma in realtà il termine più corretto sarebbe antiislamismo. Magdi, com’è noto, è stato per decenni musulmano, poi è diventato cristiano, aggiungendo proprio questo termine al suo nome originario. Ha combattuto con tutte le sue armi, cioè a parole e articoli, contro l’islamismo violento.

Ha sostenuto la tesi secondo la quale già nel Corano esisterebbero i presupposti della sopraffazione. Ha condiviso e coadiuvato il lavoro di Oriana Fallaci e soprattutto la denuncia della debolezza dell’Occidente, distinguendosi però da Oriana nel giudizio sulla differenza tra singoli musulmani, ai quali ha sottoposto con successo un manifesto contro l’estremismo islamico, e i dettami della religione musulmana. Non entro nel merito delle convinzioni di Allam. Riconosco che talune sue analisi possano essere discusse. E anche contraddette. Comprendo il rischio di trasformare tutti i credenti nel Corano in terroristi potenziali. Errore fondamentale. Però che in un momento come questo l’ordine dei giornalisti lo accusi di islamofobia mi pare davvero assurdo.

Questo per due motivi. Primo perché semmai l’ordine dei giornalisti dovrebbe difendere, e non demonizzare, il pensiero di ogni suo affiliato. Proteggerlo e mai esporlo all’eventualità che un’opinione si trasformi in un rischio. Secondo perché è in atto un’offensiva pericolosissima dei terroristi islamici, che pare abbia radici anche nel nostro paese, con militanti allevati e finanziati da gruppi islamici e da imam delle moschee. Non trovare nulla di meglio che mettere sotto accusa chi sta trascorrendo la sua vita a denunciare e individuare questi pericolosi individui, ed è stato anche per questo condannato a morte e sta vivendo sotto scorta, mi pare un paradosso drammatico.

Senza dovere sposare le tesi di Madgi Allam, così come quelle di Oriana Fallaci, ma personalmente condividendo molte loro intuizioni, voglio esprimere anche a nome del giornale, che nel corso della sua storia ha sempre difeso il diritto di tutti a esprimere la loro posizione, la piena solidarietà ad Allam e il piu completo dissenso per la condanna di un ordine che prima si scioglierà e meglio sarà anche per la libertà dei giornalisti.

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