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Ignazio, stai sereno …

17 giugno 2015 655 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Con una certa dose di autocelebrazione il presidente del Consiglio ha annunciato, come risposta all’esito deludente delle elezioni comunali, che passerà dal Renzi due al Renzi uno. I mercati non hanno tremato, però una prima conseguenza della sua volontà di tornare quello che era, e cioè ancora più sbarazzino e aggressivo, la si è avuta con la presa di distanze dal sindaco di Roma. È sua convinzione che il risultato delle elezioni sia stato segnato dallo scandalo di Mafia Capitale. Renzi sostiene che Marino è persona onesta, ma dubita che sappia anche governare. Una dichiarazione clamorosa, ma che testimonia un’idea fissa. E cioè che tutto quel che accade di negativo sia colpa degli altri e quel che accade invece di positivo sia merito suo.

Le elezioni europee hanno portato il Pd a superare il 40 per cento dei voti. Si è riconosciuto, ed era sicuramente vero, che il merito di quel voto sia stato di Matteo Renzi. Tanto che alle comunali dello stesso giorno il suo Pd perdeva sei-sette punti rispetto alle europee. Era, quello, un voto di simpatia e di speranza nei confronti del giovane leader italiano. Un voto che testimoniava il carattere di un popolo che, più che a un partito o a una coalizione, ama ormai affidarsi a un uomo, come del resto accade ormai dal 1994, cioè dalla fine del sistema politico identitario. Quel che si è verificato alle regionali e soprattuto alle comunali è invece, per Renzi, responsabilità dello scandalo di Roma e della ormai desueta e contraddittoria pratica delle primarie.

Logico dunque che adesso Renzi si concentri sul caso Roma e sulla riforma dello statuto per rendere le primarie, le sue primarie, grazie alle quali è nata e si è poi affermata la sua leadership, non più obbligatorie. Se un istituto è logoro e fornisce candidati perdenti, come la Paita, la Moretti, Casson, allora é meglio rimetterle nel cassetto. Renzi ha uno solo cruccio, quello di dimostrasi sempre vincitore. Gli serve forse uno scrollone nella capitale e la testa di Marino può valere qualche voto per un Renzi-Salomè. Perdere Roma, perché alle elezioni il Pd perderebbe la capitale, può servire per garantirsi mani pulite e riconoscimenti plurimi. La coscienza, quella, conta assai meno. E chissenefrega del buon Orfini? Chi lo conosce, quanto pesa, cosa sposta? Ma sì, è tornato il Renzi uno. Anche se noi, con tutti i meriti che gli riconosciamo, non lo abbiamo mai scambiato per un altro. Vien voglia di parafrsare: “Ignazio, stai sereno” …

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