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Marine e Marion

8 dicembre 2015 842 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Dunque, come nelle previsioni, il successo del Front nazional c’è stato alle elezioni regionali. In sei regioni il partito di Marine Le Pen è in testa e può affrontare i ballottaggi con serie possibilità di vittoria. In quattro é in testa la destra repubblicana e in due il Partito socialista. Naturalmente non è detto che al ballottaggio il Fronte vinca anche laddove ha un buon distacco sul secondo candidato. Dipende dalla desistenza del terzo incomodo, che per il momento solo i socialisti hanno dichiarato in favore del candidato del partito repubblicano. Da aggiungere che se le liste alla sinistra del Psf non si fossero presentate, o avessero accettato di convergere sui candidati socialisti, questi sarebbero in testa in altre regioni. Ma é ormai chiaro che in tutti paesi europei esistono ormai una sinistra di governo e una di opposizione che non possono stare insieme.

I socialisti, che hanno conseguito un non disprezzabile 23 per cento, e dunque hanno ricevuto un incoraggiamento dall’elettorato francese anche per la dignità mostrata dal governo dopo il 13 novembre e per l’immediata risposta al terrorismo praticata dal presidente Hollande, potrebbero aggiudicarsi non solo le due regioni in cui sono in testa (la Bretagna e l’Aquitania) ma conquistarne altre tre. Il risultato potrebbe dunque non essere negativo. Resta l’avanzata del partito di Marine, che per la verità ha rotto col padre, espellendolo addirittura per le sue frasi razziste senza ottenere ravvedimenti, visto che il vecchio anche oggi trova il modo di lanciare improperi contro gli ebrei. Quello di Marine e della giovane e bella nipote Marion, nettamente in testa in Provenza col 40,6%, è un partito di destra e anti euro, ma non collocato oggi sulle posizioni del vecchio Le Pen. Dunque più potenzialmente pericoloso per la corsa all’Eliseo.

Bernard Henry Levi scrive che bisogna sbarrare il passo al Fronte e lo definisce “partito nepotista ricco di pregiudicati e di nostalgici dello spirito fazioso”. Poi aggiunge che le sue donne e uomini “ogni volta che la patria è impegnata in un conflitto, ogni volta che invia piloti o forze speciali a rischiare la vita su teatri d’azione esterni, si schiera sempre, come per caso, col nemico: ieri Gheddafi o i distruttori del Mali, oggi Bashar El Assad, domani, Dio non voglia, Putin.” Così il massimo esponente della nouvelle philosophie esalta il patriottismo e attacca la destra, esattamente il contrario di ciò che succede in Italia, dove è la destra che polemizza con la sinistra, il centro-sinistra sarebbe meglio dire, per il suo spirito attendista e non interventista.

Per favorire un recupero dell’elettorato di destra democratica e per mettere con le spalle al muro il partito delle due M, Marine e Marion, il noto filosofo francese, che nel 2014 ha sostenuto il Partito socialista, dopo una fase filo sarkozista, invita giustamente la sinistra a esaltare la Francia e la sua difesa dal terrorismo e dal fanatismo. Vedremo se oltre al probabile successo di Marion in Provenza, il partito di zia Marine riuscirà a strappare altre regioni. Se i socialisti e i sarkozisti, come sarebbe logico e opportuno, trovassero un accordo è ancora possibile che tra dieci giorni la destra torni a casa delusa.

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Mauro Del Bue
Mauro Del Bue
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