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Banche e diritti civili, la frontiera del Psi

25 dicembre 2015 921 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La segreteria del Psi di ieri mattina ha lanciato due campagne che si svilupperanno nelle maggiori città chiamate al voto di Primavera. Le potremmo definire entrambe come diritti dei cittadini. Il primo diritto è a fronte dell’arroganza del potere finanziario e degli istituti di credito che hanno negato il potere della conoscenza ai risparmiatori. Su questo tema noi abbiamo anticipato, soli e quasi sempre oscurati, la nostra azione attraverso l’associazione Interessi comuni e il giornale Avanti. Al Senato sono state presentate tre proposte di legge dal senatore Buemi e firmate anche da altri senatori del gruppo misto: una sugli illeciti guadagni bancari attraverso i fallimenti, poi quella sulla centrale rischi, dove se un creditore entra poi non esce più, la terza sul cosiddetto Bail-in, che in base alla direttiva europea consente alle banche di prelevare sui conti correnti superiori ai centomila euro.

Quello che è avvenuto nella quattro banche e che può verificarsi in altre mette in evidenza tre gravi contraddizioni. La prima consiste nell’inadeguata informazione sui rischi delle operazioni finanziarie, in particolare sulle obbligazioni. Vero che che solo oggi si legge nei dispositivi della Banca d’Italia che la vendita di qualsiasi prodotto deve essere accompagnata da un’informazione semplice e comprensibile. Non è mai stato così. I risparmiatori vengono generalmente rassicurati a voce da qualche funzionario o impiegato e firmano plichi di carte incomprensibili. La seconda riguarda la mancanza di vigilanza degli organi preposti e cioè Banca d’Italia e Consob. D’altronde è la natura della Banca d’Italia che rende poco credibile la sua funzione di vigilanza essendo partecipata dalle azioni delle stesse banche su cui dovrebbe vigilare. La terza è l’osservanza a regole europee che vengono disattese da altri. Il recente caso del Portogallo che ha predisposto un cospicuo aiuto statale a una sua banca lo testimonia. Perché in Italia il Fondo interbancario viene ritenuto invece intervento pubblico?

Il caso Dominique rilancia oggi il tema del fine vita. E il Psi in accordo coi compagni radicali, coi quali è impegnato a costruire liste sia a Roma sia a Milano, promuoverà iniziative sull’insieme dei diritti civili nelle città dove si vota, dedicandole alla memoria di un grande socialista a trent’anni dalla scomparsa: Loris Fortuna. Pia Locatelli, che coordina il gruppo interparlamentare sulla legge per il fine vita, o testamento biologico, sta promuovendo a Milano una mobilitazione su questa e sulle altre leggi, a cominciare dalle Unioni civli che languono nel dimenticatoio parlamentare. È evidente che l’Italia non possa continuare a considerarsi la Cenerentola su questa materia rispetto a tutti gli altri paesi europei. È giunto il momento di lanciare una grande campagna per la laicità, la verità, la tolleranza in nome dei valori che a sinistra sempre hanno fatto diversi i socialisti e i radicali dagli altri. Se non ora, quando?

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