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Hanno vinto coloro che hanno perso

31 dicembre 2015 668 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Sarà solo un fatto simbolico. Ma anche i richiami sono eloquenti. Sarà che tra storia e politica oggi non c’è alcun rapporto. O così pare. Sarà che in epoca renzian-grillin-salviniana nessuno ha particolare confidenza col passato. Resta un fatto. Nel 1989 tutti, nessuno escluso, pensavano di fare piazza pulita dei comunisti, diventati subito ex. Invece si è fatta piazza pulita degli altri. Anche per colpa loro, non c’è dubbio. Fino a Renzi, che ha giustiziato anche gli ex comunisti. Ma rendendo a loro l’onore della storia, con Berlinguer, l’Unità e le sue feste rinverdite. Ha concesso loro il passato tenendosi per sé e per i suoi il presente. Una divisone dei compiti calcolata a suo esclusivo vantaggio.

Proviamo a fare macchina indietro di ventisei anni. E ipotizziamo che un profeta ci illuminasse sul futuro immaginando che Berlinguer sarebbe stato esaltato e Craxi dimenticato, se non criminalizzato. Di più. Che immaginasse la promozione alla Camera di una mostra per ricordare Togliatti, al quale restano dedicate centinaia di piazze e di vie nelle principali città italiane, mentre al leader del Psi del nuovo corso, all’ex presidente del Consiglio italiano e vice dell’Internazionale socialista, solo trenta coraggiosi comuni hanno dedicato qualcosa, ma in due è stato già consumato, dagli eredi di Berlinguer, il rito sacrificale della scomunica.

E immaginiamo anche che mentre in Russia venivano sepolte le statue di Lenin il nostro profeta vaticinasse che in Italia il monumento a Lenin sarebbe stato preservato e sarebbe divenuto metà di pellegrinaggi. Di più. Che si sarebbero utilizzate questioni giudiziarie per bloccare il corso della storia e attribuire a chi aveva vinto il peso della sconfitta e a chi aveva perso l’allora della vittoria. Lo avrebbero preso per matto. Se c’è un motivo per cui ancora, nonostante l’età non sia più giovanissima, non ho perso la voglia, anzi l’entusiasmo, della lotta politica e dell’impegno giornalistico, questo risiede proprio nell’esigenza di combattere la più grande ingiustizia che sia mai stata consumata. Quella che ci riguarda.

Ho voluto pubblicare questa ricerca sulle vie e piazze intestate a Craxi, (30, divenute poi 28, su 8.046 comuni pari allo 0,3%) anche per questo. Che dire quando leggo che il candidato sindaco di Milano, quel Sala che era stato City manager della Moratti, per accreditarsi a sinistra confessa di aver sempre votato Pci, Pds, Diesse e Pd? Mi vengono in mente due cose. La prima è che l’essere stato comunista tuttora è titolo di merito in Italia, oltre che di accreditamento per ottenere consenso. La seconda è che il Psi non ha eredi. Non c’è nessuno oggi che si possa vantare di avere sempre votato Psi, Pds, Diesse, Pd e neppure Psi, Forza Italia, Pdl, Forza Italia. Ci siamo noi, punto. Vorrei che fosse ben chiaro a tutti coloro che ritengono che siamo superati. Da chi?

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