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Ma i belgi lo sono o lo fanno?

29 marzo 2016 352 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ne abbiamo visto delle grosse in Belgio. Storie terribili, altre drammatiche e prevedibilissime, adesso assistiamo a vicende che i francesi, colpiti prima di loro, darebbero volentieri in pasto ai loro come blagues, visto che a Parigi i belgi sono trattati come noi trattiamo i carabinieri. Chi non ricorda la drammatica strage di Marcinelle dell’8 agosto 1956 quando un incendio divampò nella miniera Bois du Cazier ammazzando 265 minatori in gran parte italiani? Non era proprio evitabile? Si trattava di un miniera attiva dal 1830 e la sua manutenzione era ridotta al minimo. La maggior parte delle strutture interne era in legno e il legno anche in Belgio prende naturalmente fuoco.

Chi non ricorda la strage dell’Heysel del 29 maggio 1985, quando nella ressa della curva nord, persero la vita 39 italiani. Si trattava dello stadio più logorato d’Europa, con posti in piedi e nella curva nord presero posto sia tifosi inglesi sia tifosi italiani. In mezzo c’era un retina simile a quelle per capelli lavati e un manipolo di poliziotti impauriti dagli hooligans. Pazzesco. Nessuno ha mai capito perché l’Uefa abbia deciso di disputare una finale di Coppa in uno stadio del genere e chi abbia dato il permesso di vendere biglietti a tifosi di fazione opposta nello stesso settore. Dabbenaggine?

Oggi assistiamo, dopo la strage di Bruxelles, ad opera del terrorismo islamico, a nuove incomprensibili leggerezze, a episodi che se non fossero così tragici sarebbero da blagues. In primis il modo in cui si è diffusa subito la notizia dell’arresto di Salah Abdeslam, subito seguita da quell’altra, secondo la quale il terrorista sarebbe diventato una sorta di pentito e avrebbe iniziato a collaborare. Ingenuità che nessun servizio straniero ha mai commesso e che non è stata secondaria rispetto, quantomeno, all’anticipazione del progetto dei due attentati all’aeroporto e in metro. Poi la rivelazione di Erdogan, uno che dovrebbe imparare anziché insegnare come si fronteggia il terrorismo islamico, il quale ha ammonito Bruxelles di aver lasciato in circolazione un terrorista kamikaze, Ibahim El Bakraoui, che era stato arrestato ad Ankara. E infine la storia del cappellino. Dopo avere arrestato un presunto terrorista, il fotografo Faycal Cheffou, quello che nella foto diffusa in tutto il mondo indossava un cappellino bianco, e avere amplificato la notizia con gran clamore, i belgi si sono accorti che l’arrestato non era lui. E l’hanno subito scarcerato. Non so se hanno ragione i francesi. Ma i belgi lo fanno o lo sono?

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