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Il complotto

6 aprile 2016 529 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Risuonano nelle mie orecchie queste frasi: “I poteri forti ci vogliono indebolire”. E anche: “I magistrati fanno politica e vogliono procurare il quorum al referendum”. E ancora: “Mi assumo interamente la responsabilità dell’emendamento (parliamo di quello alla Legge di stabilità che ha reso poi inevitabili le dimissioni della Guidi). Se vogliono interrogarmi sono pronto”. Il tutto anticipato da quell’invito a non votare al referendum e non andare al mare solo perché la consultazione si svolge in aprile e non in giugno. Difficile non evocare un illustre e purtroppo disgraziato precedente.

Il conflitto tra magistratura e politica è costante in Italia dalla caduta del muro di Berlino in poi. E’ evidente che il potere giudiziario colpisce la politica perchè quest’ultima si è profondamente indebolita. Craxi era un bersaglio troppo fragile dopo l’ottantanove. Anche a causa dell’errore politico di non capire il cambiamento d’epoca. Senza appoggi internazionali, che non fossero un paio di amicizie con leader socialisti di paesi europei neppure troppo influenti e di parte del movimento palestinese, senza l’ausilio del mondo imprenditoriale eccezion fatta per il primo Berlusconi, che poi lo abbandonò durante i mesi di Tangentopoli, senza un partito di dimensioni consistenti, senza sindacati, senza giornali, era impossibile inventarsi una difesa.

Oggi Renzi è messo un po’ meglio. Basterà? Può contare su un partito molto più forte e su un consenso generale incomparabile rispetto a quello del leader socialista, anche se il vecchio Psi era un partito unito e il Pd un partito lacerato. Può avere un consenso maggiore nella stampa (ma fino a che punto De Benedetti lo appoggerà?) anche se ha perso, per il sempre più stretto rapporto con Marchionne, l’amichevole frequentazione di Della Valle. Può sviluppare con uno stile al passo coi tempi la sua azione incisiva sui social che prima non esistevano. Può contare su una presidenza del Consiglio e sui servizi segreti siano o meo affidati al suo Carrai. E dunque Renzi oggi é messo assai meglio.

Se esiste un complotto Renzi ha trovato perfino la sigla dei complottari. E’ il Gan, la Grande alleanza nazionale, che comprende tutti quelli che lo osteggiano. Anche noi avevamo il Pdr, e cioè il partito di Repubblica. Ma il nemico era più circoscritto. Oggi tutti quelli che non sono con Renzi sono contro di lui. La partita, per usare il linguaggio a lui caro, è tra Renzi e il Resto del mondo. La sindrome dell’assedio è anche utile per definire la posta in palio. Che al referendum costituzionale sarà tra Renzi e il Gan, così come alle elezioni comunali e perfino al referendum sulle trivelle. Un solo dubbio. Ma a forza di caricare di significato politico tutto quel che accade Renzi non finisce per cementare anche l’alleanza dei suoi oppositori, e di favorirne l’unità dei comportamenti pur nell’eterogenesi dei fini?

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