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Tutta la storia, tutta la verità sullo stadio di Reggio Emilia

22 aprile 2016 420 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ritengo utile riassumere le vicende che hanno portato alle recenti scelte sullo stadio di Reggio Emilia. La stadio story ha origini antiche. I prati del Mirabello vennero scelti come campo sportivo della Reggiana già dalla sua origine, nel 1919, anche se a Reggio in quel periodo esisteva un altro campo, quello della Badia, dove si esibiva il Reggio football club, nei pressi dell’attuale viale Risorgimento. Il Mirabello nel 1920 si dotò di una tribuna in legno e di spogliatoi e venne recintato, nel 1921 la tribuna venne coperta. Nel 1924, in occasione della promozione nella massima serie, furono erette tre gradinate in legno dietro le due porte. E l’anno seguente anche una gradinata bassa dalla parte opposta alla tribuna. Nel 1940 la tribuna venne sostituita con quella del Polisportivo, smantellato per favorire l’aeroporto. Sempre nel 1940 venne iniziata la costruzione del nuovo stadio civico nei pressi dell’attuale piscina, poi sospesa per la guerra. Nel 1946 al Mirabello venne costruita la tribuna in cemento e alzate le gradinate. Contemporaneamente venne presentato un progetto per il nuovo stadio che rimase sulla carta. Nel 1951 il nuovo stadio figurava nel programma elettorale della maggioranza, con tanto di progetto. Nel 1958 vennero erette in tubolari le gradinate dei distinti e sostituito il partere della tribuna, che venne anche allungata, con gradini in tubolari e venne alzata una gradinata in tubolari a sud. Nel 1964 vennero alzate in tubolari le due gradinate di fianco ai distinti. Nello stesso anno fu presentato un plastico posizionato sotto l’Isolato San Rocco, di un nuovo stadio da trentamila posti. Non se ne fece nulla. Nel 1981 si aprí ancora la questione stadio vecchio o nuovo, dopo una promozione della Reggiana in serie B. Contestai l’idea di ristrutturare in cemento il vecchio Mitabello e proposi uno stadio come quello di Perugia dal costo, escluse le opere di urbanizzione, di soli 4miliardi. Il sindaco Benassi preferí inziare il rattoppo del Mirabello. Prima con la nuova gradinata nord, poi con i distinti, nel 1982, poi con la gradinata sud, nel 1985, infine con la nuova tribuna, nel 1988 che io stesso dovetti legittimare da vice sindaco. Con la promozione in A le due gradinate di fianco ai distinti centrali vennero rifatte per posti a sedere. Solo Dal Cin presentò un progetto realizzabile per un nuovo stadio da 30mila posti. Lo stadio, costruito anche con l’apporto degli sportivi reggiani, venne inaugurato il 15 aprile del 1995. Dal Cin presentò contestualmente una proposta di variante dell’area ad uso commerciale che venne bloccata per anni per le obiezioni del gruppo della Margherita, che faceva parte della maggioranza. Il sindaco Spaggiari la sbloccò solo dopo avere ottenuto da Dal Cin la disponibilità della vendita della società a Foglia e Cimurri nel 2002. La vendita dei diritti di superficie dell’area commerciale fruttarono alla Mirabello 2000 circa 20 milioni di euro mentre lo stadio era costato alla stessa 27 miliardi di lire. Il Comune si era fatto carico delle opere di urbanizzazione. Ugualmente la Reggiana nel 2005 fallì e lo stadio passò al curatore fallimentare. Nel 2010 vennero riaperti i distinti per un accordo che feci con la Development che gestiva il centro commerciale e che pagò tutte le opere di messa a norma (le altre nel 2008 furono pagate dalla Reggiana e dal Comune). Nel 2012 il Sassuolo, su iniziativa e pressione della Reggiana e del suo presidente, accettò di disputare il campionato di serie A nello stadio che l’anno prima io volli intestare a Reggio Emilia “Città del tricolore”. L’affitto fruttava alla Reggiana circa 800mila euro per il primo anno. Nel dicembre del 2013 si apri l’asta per la vendita dello stadio. La Reggiana formò un’immobiliare per l’acquisto, ma la Banca di Cavola, poi Emiliana, a cui veniva chiesto il finanziamento lo subordinava alla presenza del Comune come garanzia. Trovammo l’espediente tecnico di attribuire all’immobiliare il credito che il Comune vantava come Ici arretrata, visto che senza l’acquisto lo stesso Comune non poteva pretenderlo. La Mapei, la notte prima dell’apertura delle buste, convocò un consiglio di amministrazione nel quale decise la partecipazione all’asta. La mattina dopo la decisione di Mapei ci trovò sopresi e ci mise in difficoltà. Parlo del Comune e a che della Reggiana. Personalmente ebbi modo di polemizzare sul metodo. Poi, su scelta della Reggiana, si optò per una trattativa che consentisse alla stessa Reggiana qualche vantaggio. Dopo un incontro che si svolse a Milano si raggiunse un accordo. La Reggiana continuava a giocare nello stadio a un costo complessivamente inferiore a quello precedente, Mapei si impegnava a un risarcimento spese delle opere arretrate e a una sponsorizzazione che davano circa, sommati insieme, 2 milioni di euro alle casse granata. Lo stadio, divenuto Mapei stadium Città del tricolore, è stato poi sottoposto dal nuovo proprietario a numerose e costosissime opere di manutenzione, il Comune ha introitato circa un milione di euro di Ici artetrata e ogni anno incassa circa 150 mila euro di Imu. Adesso la Reggiana, che spende circa 70 mila euro di affitto e 180 mila di manutenzione (in realtà avesse dovuto dividere i costi di manutenzione con Mapei avrebbe dovuto spendere milioni) si lamenta perchè la cifra che le è richiesta sarebbe eccessiva. I tifosi granata hanno avanzato l’idea che Mapei la faccia giocare gratis, visto che lo stadio si trova a Reggio ed è stato acquistato per soli 4milioni di euro. Visto che Mapei non si decide a dare una mano direttamente alla Reggiana, o entrando in società o con una robusta e continua sponsorizzazione, potrebbe fare un gesto come questo che i tifosi della Reggiana apprezzerebbero.

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