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La svolta di Guerini

19 settembre 2016 143 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il vice segretario del Pd Guerini, partecipando al dibattito della festa dell’Avanti dedicato al futuro del cenro-sinistra, ha preso posizione sulla legge elettorale. Come già aveva fatto Renzi Guerini ha manifestato disponibilità a vagliare proposte di modifica dell’Italicum, chiudendo, almeno per ora, a modifiche sul premio di maggioranza e sul ballottaggio, mentre non ha negato la possibilità di trasformare il premio di lista in premio di coalizione. Il suo è stato un modo ancora un po’ ermetico di mostrare un consenso. Ma la politica ha i suoi riti. Anche la nuova. Se io dico no a stravolgimenti del’Italicum sul tema della rappresentanza e della governabilità e se ammetto che trasferire il premio dalla lista alla coalizione non inficia né l’una né l’altra, cose ne deriva?

Questa è per ora la novità più significativa dei dibattiti in corso alla Festa dell’Avanti. Guerini naturalmente ha voluto precisare anche i meriti dell’Italicum che non condivido. L’istituto del doppio turno nazionale con ballottaggio tra i primi due classificati non esiste in un nessuna legge per l’elezione del Parlamento. Esiste solo per l’elezione di un presidente, come in Francia e in Austria o, alle comunali, per l’elezione di un sindaco, in Italia. Noi con l’Italicum non eleggiamo né l’uno né l’altro. Ed è assurdo vaticinare della necessità di un vincitore. Sbagliamo volutamente anche il termine. Le elezioni, secondo la vecchia e la nuova costituzione, servono in Italia ad eleggere solo il Parlamento, non ad eleggere un presidente e nemmeno un governo.

Si vuole cambiare la natura della nostra democrazia? E allora trasformiamola con legge costituzionale in repubblica presidenziale o semi presidenziale. E da lì ricaviamo una legge con ballottaggio per eleggere il capo dello stato o del governo. No. Continuiamo a ragionare di leggi elettorali che si attagliano a una repubblica presidenziale o semi presidenziale, restando però in una democrazia parlamentare. Bisognerebbe riformare l’Italicum anche sul tema del ballottaggio, oggi anche contraddittorio perché il sistema è diventato tripolare e paradossalmente è il polo che non va al ballottaggio che decide il vincitore. Basterebbe piuttosto abbassare anche un po’ la soglia per arrivare al premio (37-35%) eliminando il secondo turno e tornando ai vecchi collegi uninominali, per evitare questa assurda disparità tra deputati eletti e nominati. Ma un primo passo pare compiuto. Guerini non lo ha detto esplicitamente. Ma lo ha fatto capire. Bene. E’ un punto a nostra favore, visto che proprio i socialisti hanno proposto una legge in tal senso. Come dire: chi la dura la vince.

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