Home » Nazionale

Il Cuperlum

4 novembre 2016 238 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non ci vuole molto per capire che i due obiettivi del Pd di Renzi in materia di riforma della legge elettorale siano costituiti dal tentativo di sbarrare la strada a Grillo e di spaccare la minoranza del Pd sul referendum. Alla prima si dovrebbe arrivare facilmente eliminando il ballottaggio e introducendo il premio alla coalizione, due cose giuste e che noi più volte abbiamo suggerito. Alla seconda si arriva certamente se verranno nel contempo introdotti i collegi uninominali eliminando così la schizofrenica separazione tra capilista nominati e candidati eletti, questione cara alla minoranza pidina, ma soprattutto se l’impegno solenne del gruppo dirigente del Pd e poi dei leader della maggioranza verrà codificato in una proposta di legge o in qualcosa che le assomigli.

Cuperlo e i suoi amici a quel punto si distaccheranno da Bersani e Speranza, non avranno più motivi per non votare sì al referendum, verranno di fatto assorbiti nella maggioranza renziana sia pur da critici. Oggi Renzi non può far altro che accontentare Cuperlo e Cuperlo sarà di fatto il principale punto di riferimento della riforma dell’Italicum. Già dovremmo aver capito i punti essenziali dell’Italicum riformato, cioè del Cuperlum. Meno chiare sono le clausole di garanzia rispetto alla sua approvazione parlamentare. Due precisazioni sono obbligate. La prima è l’evidente strumentalità della richiesta dell’approvazione della nuova legge prima del referendum. Non ci sono i tempi per poterlo fare. Al referendum manca solo un mese e mezzo e tutta la politica italiana, giusto o sbagliato che sia, ruota attorno a questo tema.

D’altronde un documento soltanto, questo secondo i critici e gli scettici, potrebbe non bastare. Ma potrebbe allora non essere sufficiente neppure la presentazione di una proposta di legge, che come un documento potrebbe poi essere a sua volta emendata. La verità è che, se non può essere approvata una nuova legge prima del referendum, così qualsiasi altro impegno anche ufficiale e anche tradotto in strumento legislativo potrebbe essere vanificato dalla vittoria del no, soprattutto se ad essa dovesse seguire una crisi di governo. Diciamo allora che il Cuperlum è solo garantito proprio dalla vittoria del sì e dalla permanenza di questo quadro politico. I suoi nemici sono proprio, oltre alle minoranze, Bersani, Speranza e D’Alema. E Renzi lo sa benissimo. E si tiene stretto Cuperlo e il Cuperlum.

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.