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Reggio come Las Vegas? (Da Il Resto del Carlino del 30-12-2016)

30 dicembre 2016 278 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

A Reggio Emilia stanno spendendo soldi pubblici sul palasport e dicono così che si potranno tenere concerti che già si svolgono d’estate al Mirabello e d’inverno alla Fiera. Nel contempo il Comune sta lavorando, da quel che so coi privati, per la grande Arena degli spettacoli al campovolo. Non solo. Ma pare ormai in stato avanzato, lo ha scritto il Carlino, il progetto di un grande Pala eventi nei pressi della stazione mediopadana. Mi chiedo: Reggio capitale della danza vogliamo trasformarla in una sorta di Las Vegas? Cerchiamo almeno di razionalizzare e di mettere a sistema le diverse iniziative che rischiano di accavallarsi, di danneggiarsi, di disperdere denaro privato e soprattutto pubblico. Non é ben chiaro (forse i soggetti attuatori dovrebbero finalmente esporsi in prima persona, anziché diffondere indiscrezioni) cosa sia il Pala eventi, che viene accreditato di una capienza prima di 15mila, poi di 6mila posti. Se è un’iniziativa concreta, allora a cosa serve continuare a realizzare ampliamenti dell’attuale palasport? Dopo i due milioni investiti dal Comune quest’anno, perché investirne altrettanti il prossimo, addirittura, come anticipa il sindaco, col proposito di scoperchiarlo e di superare la capienza dei cinquemila? Se, come viene annunciato, tra due anni sorgerà il Pala eventi, potranno trovare posto in quel luogo sia la pallacanestro sia la pallavolo, che vedrà soddisfatta altrimenti la sua esigenza di un’altezza del soffitto compatibile con le norme, come richiesto da un eventuale campionato di A1. Senza bisogno di scoperchiare nulla. Ma a quel punto il progetto dell’Arena non dovrebbe essere rivisto? Che senso avrebbe, ad esempio, ritagliare nel maxi progetto anche un minimo contenitore coperto o semicoperto? Non capisco se davvero stiamo tutti scherzando o se stiamo parlando di cose serie. Ad esempio, si potrebbero vedere progetti e conoscere i nomi dei progettisti oltre che dei soggetti attuatori? Stiamo parlando di opere, una delle quali da ubicare nei pressi di una stazione progettata da Santiago Calatrava. Non penso che possa trattarsi di un’opera qualsiasi né di un progettista qualsiasi. Non vorrei che, come avviene per le piazze di Reggio, anche i nomi di chi realizza strutture così rilevanti, restasse sostanzialmente coperto da una sorta di protettivo, discreto anonimato…

mauro del bue

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