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Pensioni e vitalizi

16 marzo 2017 148 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non lasciamoci ingannare dalle parole, dai buoni propositi, dagli obiettivi di presunta equità. In tanti si affannano a sfoderare lo spadone contro le cosiddette pensioni d’oro e contestualmente contro i vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali, che tutto sono tranne che d’oro. Tanto che il principale alfiere della crociata, il Giordano, esponente giornalistico della destra trumpiana, parla di pensioni che superano i dieci-venti-trentamila euro, mentre la stragrande parte dei vitalizi non supera i quattromila netti. Ma adeguiamoci pure all’assunto giordaniano. Partendo da un presupposto. Non stiamo parlando, come si fa oggi, di politici. Il vitalizio scatta infatti per chi non é più parlamentare. Quindi generalmente per gli ex politici.

La riforma dei vitalizi é stata approvata nel 2012 e da allora i vitalizi sono stati aboliti, e nessuno lo dice, e sostituiti con un minimo di pensione calcolata col metodo contributivo e che scatta a 65 anni per chi ha fatto una sola legislatura. Cioé tanto versi e tanto avrai. Il problema riguarda il pregresso. Si vuole cambiare o eliminare il vitalizio per chi ce l’ha già e lo ha maturato secondo le vecchie regole. E qui si entra nel merito dei famosi diritti acquisiti, che sono costituzionalmente inappellabili. Non importa, perché la campagna continua. E’ di moda accusare la politica di sperperi in barba agli interessi del paese. I parlamentari incassano, non ribattono, anzi accondiscendono, con poche eccezioni, perché l’antipolitica porta voti.

Nessuno ribatte che i giornalisti e i magistrati sono soggetti alle stesse regole. Anzi che ci sono 13milioni di italiani cui si versa una pensione non calcolata col contributivo, ma solo col retributivo o col sistema misto. Nessuno, solo Gasparri provocatoriamente l’ha fatto ieri sera, propone di calcolarle tutte col contributivo. Ci sarebbe la rivoluzione. Quello che si può fare subito per dare segnali giusti sarebbe invece di abbassare lo stipendio netto dei parlamentari, oggi superiore ai 13mila euro mensili, calcolando stipendio e rimborso. Si potrebbe valutare la possibilità di chiedere un contributo straordinario per tutte le pensioni, compresi i vitalizi, superiori ai 3mila euro, per consentire di innalzare quelle più basse, si potrebbe tentare di abolire i doppi e tripli vitalizi, quelli che vanno alla stessa persona che ha svolto l’incarico di parlamentare italiano, europeo e di consigliere regionale. Ma parlare di cose forse possibili e utili con chi chiede la testa di chi ha fatto politica, e magari ha anche sacrificato la sua professione, rischia di confliggere con l’intento da crociato dei vari Giordano, stipendio da ventimila e più euro al mese….

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