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La crepe di Reggio. Restaure… Resti (da il Resto del Carlino, 23 marzo 2017)

23 marzo 2017 247 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Via Resti, pieno centro storico, piccola e storica via parallela a via Emilia San Pietro, congiunzione tra via Fontanelli e via Franzoni, passando per via Boiardi, é forse quella messa peggio. Il selciato é sfasato e pieno di buche, i muri segnati da scritte, oddio neanche leggibili, sulla strada e contro le pareti delle abitazioni segni di urina di esseri umani o animali. Ma soprattutto gran parte delle facciate rovinate dall’incuria del tempo e degli uomini. Il comune deve lanciare un piano di recupero senza indulgenze. Facciamo due conti. Il sindaco confessa che finalmente le casse comunali sono piene e lancia nuovi padiglioni alle Reggiane, restauri di piazze, un nuovo campo di atletica e altro ancora, forse anche un ulteriore ampliamento del pala di via Guasco. Almeno il rifacimento di via Resti o in asfalto o, sarebbe molto meglio, in pietre di granito dovrebbe essere possibile. Poi anche due conti nelle tasche dei proprietari di immobili. Per il 2017 il Comune ha lanciato un bando per contributi ai privati che intendano restaurare le facciate dei loro immobili nell’ordine del 30 per cento. Teniamo presente che risulta finanziata la legge nazionale per il recupero del 50 per cento dell’investimento di restauro degli immobili dei centri storici. Cosa resta a carico dei proprietari? Il centro di Reggio Emilia é forse, tra quelli della regione, quello meno recuperato. Esistono almeno tre ordini di problemi. Il primo è relativo alla notevole presenza di appartamenti sfitti: finora neppure in vendita e oggi solo parzialmente messi sul mercato, ma senza esito a causa della grave crisi dell’edilizia. In centro, nel vecchio esagono, abitano oggi 10l476 persone, quando potrebbero essercene 3-4 mila in più. Due decenni orsono erano 18mila. Per taluni immobili si tratta, come nel caso di quello realizzato e non concluso da Coopsette nell’isolato San Rocco, di mancanza di prezzi accessibili. Il secondo é dovuto alla preferenza data dai proprietari agli extracomunitari che non chiedono le condizioni di decoro pretese dagli altri. La presenza degli extracomunitari in centro storico é in assoluto la più alta rispetto agli altri quartieri della città. La media nel comune é del 18 per cento. In centro ammonta al 27,6. A Reggio mi permisi più di una volta, anche durante la mia presenza in giunta, di chiedere un censimento sulla presenza di famiglie di origine, cultura e religione, diverse, residenti nel centro storico, perché venisse accertato il loro numero, la qualità della loro vita, l’andamento delle relazioni familiari (troppo spesso ho dovuto consegnare cittadinanze a donne generalmente di religione musulmana che dopo nove anni a Reggio non conoscevano una parola d’italiano). Sapere come vivono costoro, se i proprietari ne approfittano (incassano in nero?), conoscere la qualità degli immobili e il numero degli ospiti, ho sempre pensato fosse un dovere civico. Il terzo è dovuto alla multiproprietà degli immobili del centro, spesso divisa tra eredi che risiedono in città e a volte in nazioni diverse e che rende problematica la presentazione di un piano di restauro concordato. Adesso o mai più. Tra contributi e agevolazioni il 2017 deve diventare quello del grande recupero del centro-storico. Non devono valere giustificazioni. Via Resti, che inizia da via Fontanelli con una facciata storica con listelli crollati (foto 1), si imbatte poi in palazzo Brami, cinquecentesco e con una facciata scrostata e annerita (2-3). Poi altre abitazioni, quella al civico 5, sporca con chiazze anche sul selciato (4) e l’abitazione al civico numero 7, completamente rovinata e disabitata (5-6). Imbattendosi in via Navona ecco apparire l’immobile forse più desolatamente rovinato della città, che fa angolo con via Resti (7-8) e sotto la volta le solite scritte che sporcano il muro bianco (foto 9-10). Infine due immobili fatiscenti. Soprattutto quelli dei numeri civici 4 e 4A (11-12). Da notare la condizione in cui viene lasciato l’ingresso con saracinesca del 4: sporcizia, pacchetti di sigarette, cartacce, sabbia e muffa dappertutto (vedi foto 13-14). Per essere nel pieno del centro cittadino della civilissima Reggio Emilia non male davvero…

 

 

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