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Dura lex sed lex

25 settembre 2017 169 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Allora si parte davvero? Dunque ci siamo? Il poker dei partiti, Pd, Fi, Lega e Ap, é servito? Direi di si, ma. Quel che lascia perplesso é l’atteggiamento di Renzi che sembra seduto in riva al fiume ad aspettare con l’atteggiamento di uno che dice: “Voglio proprio vedere dove andate a finire”. E perché mai se il poker è servito? Perché i Quattro dovrebbero tornare indietro sul Mullerattam, il Mattarella rovesciato? Guardiamo le carte dei berlusconiani. Avrebbero certo preferito il Tedeschellum, interamente proporzionale, ma meglio il Mullerattam Sergio (Oigres?) che l’Italicum più il Porcellum emendati che imporrebbero a Forza Italia la lista unica con Salvini e Meloni. Col meccanismo dell’attribuzione dei voti sull’uninominale anche delle liste che non raggiungono il tre sul proporzionale può puntare sulla quarta lista, quella di Parisi e soci, e farla valere. Ottimo no?

Per di più col voto unico, ma che solo se dato alla lista di partito sul proporzionale viene attribuita anche alla coalizione sull’uninominale. Straottimo, perché Berlusconi può eleggere i due terzi di parlamentari a lista bloccata (questo lo si dice a bassa voce) e solo un terzo in alleanza cogli altri. La Lega se ne frega del sistema di voto. Salvini ha dichiarato che gli vanno bene tutte le leggi. Tanto da non alleato o da alleato, col 3 o col 5 per cento, con o senza premi, i voti e i seggi li porta a casa. Ad Alfano la legge calza a pennello. Può bosellizzarsi, cioè portare a casa un po’ di parlamentari nell’uninominale a prescindere dal superamento del quorum sul proporzionale. Perché mai dovrebbe lamentarsi se con l’Italicum rischiava di sparire?

Diciamo che la legge non va male neppure a noi. Con l’uninominale si potrebbe candidare qualche socialista in collegi in cui disponiamo di un discreto bacino elettorale, mentre sul proporzionale potremmo presentare una lista socialista, radicale, ecologista o confluire in una lista di coalizione se il Pd la vorrà lanciare. Senza preferenze é più facile essere eletti. Resta Renzi che attende che passi l’acqua del fiume. Franceschini e Orlando hanno lavorato perché questa legge venisse presentata. Ma Renzi? Che interesse avrebbe, da un lato, a favorire coalizioni che ha sempre dichiarato di non volere e a garantire un ulteriore rafforzamento del centro-destra che le coalizioni le pretende per vincere? Un Pisapia che però non vuole Alfano può valere il tentativo? Vedremo cammin facendo. L’acqua sotto i ponti scorrerà in fretta e anche chi attende non dovrà attendere a lungo. Per rallegrarsi o per dolersi.

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