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Nel nome di Loris e Beppino

14 dicembre 2017 165 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il primo pensiero, dopo la definitiva approvazione della legge sul biotestamento, va a Loris Fortuna. Va al socialista che ha segnato uno dei più felici momenti della storia del Psi, marcando col suo nome le grandi conquiste sui diritti civili degli anni settanta. Questo é avvenuto prima con la legge sul divorzio, approvata dal Parlamento alla fine del 1970 e poi difesa con entusiasmo nel referendum vinto del 12 maggio 1974. E poi presentando la legge sulla maternità responsabile, la legge 194, approvata dal Parlamento alla fine degli anni settanta e poi difesa nel vittorioso referendum del 1981.

Ma Loris Fortuna, nel 1985, é stato anche il primo a presentare una legge sul fine vita. Voleva iniziare su questa materia una nuova battaglia di libertà e di civiltà. Purtroppo la morte lo colse quando l’aveva appena iniziata. E così la lotta che abbiamo ripreso e condotto noi, coi radicali e i liberali d’ogni fronte, in particolare dal caso Englaro in poi, é dedicata a lui. A Fortuna, ma anche a Beppino Englaro, friulano cone Loris, socialista come Loris, suo elettore. La dedichiamo un po’ anche alla nostra storia, oggi oscurata se non dimenticata e che invece appare, proprio oggi, mentre celebriamo questa vittoria, quanto mai feconda.

Il voto di stamane al Senato testimonia due cose. La prima riguarda il largo margine di maggioranza che ha votato la legge e dunque, dopo l’approvazione di quella sulle unioni civili, ciò dimostra che oggi il Parlamento dispone di una maggioranza laica. Spero non si avveri dunque l’auspicio do Quagliariello. E cioè che le elezioni portino a un diverso rapporto di forze per far regredire il nostro Paese. Anche se non credo che nel centro destra tutti si sentano allineati all’oltranzismo integralista di Gasparri. La seconda é attinente il ruolo più defilato della Chiesa, in particolare del Vaticano che su questo tema non ha impugnato l’arma dell’ostracismo. Noi siamo uomini liberi e quel che ci distingue da Quagliariello e Gasparri é proprio il rispetto per le scelte delle persone. Noi vogliamo decidere solo per noi, uno alla volta, con la piena tolleranza per le decisioni degli altri. Loro vogliono decidere per tutti, imponendo le loro idee. Che bella la differenza tra libertà e integralismo. Viva la libertà, dunque. La libertà di scelta, ognuno decidendo solo per sé e non per gli altri. Per l’Italia liberale oggi é festa grande.

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