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Adesso pensiamo a noi

7 gennaio 2018 236 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Quel che dobbiamo fare, dopo aver denunciato le due contraddizioni del nuovo connubio Bonino-Tabacci (l’aver pensato solo a sé e non a tutte le liste che devono raccogliere firme e aver rifiutato di comporre una lista identitaria con socialisti e verdi preferendo una lista senza progetto politico) é pensare a noi. La lista Insieme non ha al momento contratto alcun accordo col Pd. Dovrà predisporre alcuni punti distintivi da sottoporre agli alleati. Non un generico programma stile anni ottanta. Un libro dei sogni con disquisizioni filosofiche. Quattro, cinque punti caratterizzanti la nostra posizione e quella degli amici verdi, con contributi aperti anche dalla posizione civica e filo prodiana dei nostri nuovi compagni di strada.

Penso che per quanto ci riguarda dovremmo puntare a quelle felici intuizioni scaturite dalla nostra conferenza programmatica dell’ottobre del 2016 e ai suggerimenti della recente assemblea milanese sull’alleanza tra merito e bisogno. A mio giudizio potremmo rilanciare la nostra idea, fummo i primi a partorirla, della Costituente per le riforme, che non possono essere state definitivamente sepolte dal voto del 4 dicembre del 2016. Magari partendo dall’inizio e cioè dal modello di stato, se presidenziale o parlamentare, perché da qui si determina poi tutto il resto, fino alla legge elettorale. Un secondo argomento che ci appartiene deve essere quello riferito alla giustizia e in particolare alla necessità di separare le carriere dei magistrati sdoppiando il Csm, come del resto proponemmo alla Camera attraverso la legge Buemi nel 2007.

Come terza e quarta idea di programma sarebbe utile entrare a piè pari sui temi della giustizia sociale e dell’occupazione. Sullo sfondo l’Europa che si vuole politica e non solo monetaria e vincolistica. Dunque unita con un governo europeo, un parlamento che lo elegga, una banca europea, un’unica politica economica, un’unica politica della difesa ed estera. Sulla scia delle idee di Macron il centro-sinistra italiano non può considerare soddisfacente lo stato attuale dell’Unione, che necessita di una svolta profonda, pena l’affermazione di movimenti sovranisti ed antieuropei in tutti i paesi.

Noi dovremmo proporre un piano massiccio di investimenti pubblici, perché col rigore, com’é stato dimostrato, non solo si crea disoccupazione, ma si aumenta il debito. In particolare il piano di opere pubbliche dovrà incentrarsi su un grande intervento per sistemare l’Italia dal punto di vista idrogeologico. Serve un piano per i territori, la loro messa in sicurezza da alluvioni e un piano per gli edifici con una ristrutturazione in chiave antisismica. Poi un prelievo sulle pensioni più alte, con carattere triennale, dunque seguendo l’indicazione di transitorietà, ragionevolezza e uniformità dei prelievi prescritte dalla Corte costituzionale in materia. Questo per permettere un aumento delle pensioni più basse che vanno portate attorno ai mille euro al mese. E, non da ultimo, la laicità, tenendo presente che i temi tradizionalmente cari al mondo radicale difficilmente saranno appannaggio della lista Bonino-Tabacci. Non parlerei di immigrazione perché su questo, contrariamente alla lista Bonino-Tabacci, la lista Insieme dovrebbe sostenere le posizioni e le iniziative del ministro della Difesa Minniti.

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