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Prodi sostiene Insieme

17 febbraio 2018 262 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Quello che si attendeva è successo. Da stappare spumante. Tutto era compresso, poi il tappo è saltato e l’entusiasmo ha preso il sopravvento. Romano Prodi è salito sul palco del teatro bolognese dove erano assiepati un migliaio di partecipanti assieme al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, chiamati alla ribalta da quel furbone di Giulio Santagata, dopo i brevi interventi di Soverini, Nencini, Bonelli e la presentazione della brava Monica Frassoni. Prodi ha voluto salire al podio con un foglietto in mano. Ha annunciato una certa emozione e confessato che da nove anni non parlava ad una manifestazione politica. Già questo faceva presagire l’evento, cioè la dichiarazione tanto attesa. Prodi la dirà o no la magica frase? Bastano due parole, insomma. I presenti erano in attesa, in silenzio. Pendevano dalle sue labbra. Lui, vestito in grigio, come un papà che sa di dovere accontentare i suoi ragazzi, è partito da lontano. Ha innanzitutto rivolto un omaggio a Gentiloni giacché “l’Italia aveva bisogno di una guida serena”. Si é poi diffuso sulla enorme importanza di queste elezioni e sulla crisi della politica e della democrazia. A suo giudizio si tratta di una crisi non solo italiana. Ha citato l’Olanda dove un governo mancava da sette mesi e la Germania dove l’accordo é stato trovato a cinque mesi dalle elezioni. “La complessità della politica”, ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio, “impone, non solo da noi la formazione di coalizioni. E il centro-sinistra deve dare la consapevolezza di un soggetto d’attacco. Guai alla sola difesa. Il progetto deve sconfiggere innanzitutto l’idea che alla crisi della democrazia si risponde con l’autoritarismo (che cioè il modello cinese oggi vincente economicamente vinca anche politicamente), che all’Europa si sostituisca il nazionalismo e che alle nuove gravi disuguaglianze si risponda intaccando il welfare. Cos’è la flak tax? E’ un modo per aumentare le distanze sociali, per rendere più ricchi coloro che hanno di più e più poveri coloro che hanno di meno. Attenzione”, ha proseguito Prodi, “perché si tratta del modello Trump che sta provocando non pochi disastri”. Prodi si é anche soffermato sul progetto a lui commissionato dalla Commissione europea, che conta di investire 150 miliardi all’anno per sette anni su scuola, sanità e case popolari. Poi il chiaro endorsement a favore del centro-sinistra e in particolare della lista Insieme con queste testuali parole: “Sostengo il centro-sinistra e in particolare la lista Insieme, perché mette insieme i diversi riformismi come il vecchio Ulivo”. Un pronunciamento chiaro e inequivocabile che ha strappato un lungo applauso e poi una calda ovazione dei presenti. A buon intenditor poche parole. E allora champagne. Col professore. Gentiloni ha voluto innanzitutto solidarizzare con le forze dell’ordine aggredite a Bologna dai manifestanti che usavano le bombe carta col pretesto dell’antifascismo, poi ha parlato della seconda fase delle riforme, dopo la prima inaugurata e portata a termine in questa legislatura. E ha sottolineato i buoni risultati ottenuti sul versante economico con una crescita dell’1,6 per cento (la previsione del Fmi era della metà) e ancor di più sulle esportazioni, dove l’Italia con un surplus di 47-48 miliardi si rivela cone la seconda industria manifatturiera europea, mentre il rapporto deficit-pil e sceso al 2,1 e la previsione del 2018 è dell’1,6. “Serve ora una grande sforzo sull’occupazione”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, “e soprattutto verso quella dei giovani e delle donne e in particolare nel Sud”. Anche Gentiloni ha apprezzato lo sforzo della lista Insieme e ne ha esaltato il contributo che la lista esprime a livello di proposte ambientalistiche.
Avevano parlato prima il segretario del Psi Riccardo Nencini sottolineando che non esiste un partito, riferendosi al Pd, a vocazione maggioritaria, dopo la Dc di De Gasperi del 1948 e che le tendenze che animano la lista Insieme sono quelle stesse che hanno visto l’Ulivo di Romano Prodi vincitore nel 1996 e nel 2006. Angelo Bonelli ha duramente attaccato i mezzi di informazione, anche quelli pubblici, che continuano a oscurare la lista Insieme, e ha tracciato il quadro degli interventi chiesti nel programma della lista, in particolare quelli inerenti la green economy, che porta lavoro e sconfigge l’inquinamento nelle città. Giulio Santagata ne ha fatto una questione di progetto. E’ necessario, a suo parere, attrezzare la coalizione di centro-sinistra come quella della difesa e del potenziamento dello stato sociale e capire che un governo della destra significa più disuguaglianze e meno welfare. Grande entusiasmo dei presenti, bandiere al vento e convinzione che questa manifestazione e in particolare la discesa in campo di Romano Prodi sia una svolta verso l’obiettivo di un positivo risultato elettorale. Alla fine tutti sul palco per la foto di rito con i candidati, tutti sorridenti.

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