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Legge elettorale e governabilità

8 maggio 2018 144 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Spiegateglielo agli italiani che non esiste una legge elettorale che risolva “de iure” il problema della governabilità. Lo dico ai giornalisti oltre che ai leader di partito. Non ingannate gli elettori. Il doppio turno nazionale, prescritto nell’Italicum, é stato dichiarato incostituzionale perché non prevedeva una soglia di accesso. Oltretutto é inapplicabile al Senato che in Costituzione si prescrive “su base regionale”. Un turno unico con premio di maggioranza c’era, era il Porcellum (si assegnava il premio alla prima coalizione) ed è stato dichiarato incostituzionale perché non prevedeva una percentuale minima. Si ragiona allora sul 40 per cento. Ma non é questa la soglia già implicita nel Rosatellum, per la conseguenza dell’intreccio tra proporzionale e maggioritario?

Di che si parla, dunque? La politica democratica ha delle regole. Vince chi conquista la maggioranza in un sistema proporzionale puro, oppure chi la determina attraverso una legge che rispetti il dettato costituzionale. C’é un’altra via, ma non la si vuole adottare. Ed é appunto quella che porta a modifiche costituzionali. Il 4 dicembre del 2016 sono state bocciate quelle di Renzi (la sostituzione del Senato elettivo con quello delle Regioni e dei Comuni avrebbe favorito una soluzione più semplice con la sola Camera), ma penso non sia più rinviabile la scelta di fondo sul modello di Stato cui vogliamo ispirare le norme elettorali. Se cioè debba essere di tipo parlamentare o di tipo presidenziale.

Senza questa scelta risolvere la questione della governabilità oon una legge elettorale non é possibile. Magari, come sostiene qualcuno, fosse possibile fare di questa legislatura una sorta di costituente. Mi pare piuttosto improbabile, data la scarsa cultura politico-istituzionale delle Assemblee e i difficili rapporti tra le parti. La miglior soluzione resta quella dell’elezione di un’Assemblea Costituente che scavi le radici della nuova Repubblica. E sarebbe solo la seconda visto che hanno definito come seconda, già nel 1994, una repubblica nata con la Costituzione della prima. Dicano questo i partiti oggi. E lo diffondano i mezzi di informazione. Non esiste una legge elettorale che garantisca la governabilità. Solo una riforma costituzionale che preveda l’elezione diretta del presidente della Repubblica, o nella forma americana o in quella francese, garantisce l’esistenza di un governo. Meditino lorsignori.

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