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I soldi del Monopoli

22 settembre 2018 135 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Poveretti. Hanno litigato con mezzo mondo. Con l’Onu, minacciando di bloccare i finanziamenti, con la Ue per via dei vincoli, con la Bce perché non é stata eletta da nessuno (dovrebbero fare il monumento a Draghi se tengono davvero all’interesse dell’Italia), con l’Ocse per gli aiuti al terzo mondo, con l’Inps per le intromissioni al decreto dignità, con la Consob licenziando il presidente, con la Ragioneria di stato perché fa il suo dovere, con il ministro Tria perché deve trovare i soldi anche se non ci sono. E adesso stanno chiusi in due uffici separati perché hanno deciso di dividere le somme come se il Def fosse un gioco del Monopoli.

Un esercito di incompetenti e di dilettanti sta già costando all’Italia 4-5 miliardi di euro per le oscillazioni dello spread, e adesso vuole spingere Tria a superare l’asticella dell’1,6 di deficit sul Pil, che già è ben oltre lo 0,9 previsto, e che il ministro dell’Economia considera una linea del Piave. Oltre il quale l’Italia rischia un ulteriore aumento dello spread e una reazione dei mercati. Osserviamo i dati. Il Pil italiano, nel 2019, sarà, secondo le previsioni, solo dell’1, 1,1% contro l’1,6 del 2018, in presenza di un 1.8 di media nei paesi dell’Unione. La sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, posta anni fa a bilancio come clausola di salvaguardia, assieme all’aumento dello spread, porterebbe, senza alcun ulteriore provvedimento di spesa, il deficit oltre il 2%. Per portarlo all’1,6 occorrerebbero ben sette miliardi che devono essere recuperati.

I nostri eroi al governo di questo se ne infischiano perché quel che conta non é la sorte della nostra economia, ma solo la coerenza col contratto. Lega e Cinque stelle rivendicano otto o nove miliardi a testa da spendere per i loro programmi, fottendosene allegramente delle conseguenze. Vogliono aumentare la spesa, attenzione, non gli investimenti, intendono con la flat tax, lacriforma della Fornero e il reddito di cittadinanza non aumentare il Pil e l’occupazione, ma fornire risposte che potrebbero perfino incidere all’incontrario. La Flat tax diminuisce le tasse ai ricchi, la riforma della Fornero manda in pensione più presto, il reddito di cittadinanza, se non concepito come reddito di inclusione al lavoro (ma c’é già e può essere ritoccato), può produrre un assistenzialismo improduttivo.

Stanno prendendo prigioniero Tria che resiste. E hanno ormai dissestato la logica delle cose. Hanno parlato dei “signori dello spread” come se questo strumento non segnalasse la differenza degli interessi tra il debito italiano e quello tedesco, come se non fosse interesse dell’Italia pagare percentuali più basse e indebitare meno i suoi cittadini. Hanno parlato dell’attacco dei mercati come se questi ultimi fossero i tartari del deserto buzzatiano e invece di altro non sono costituiti se non da fondi di risparmiatori che difendono i loro interessi scegliendo liberamente dove investire. Hanno parlato dell’Europa delle banche, senza accorgersi che la Banca europea, grazie al nostro Draghi, con il quantitativy easig, ha salvato l’Italia comprando quote di debito e abbassando gli interessi.

L’impressione é che la forza di costoro sia la loro eccezionale capacità di disinformare cosi come la debolezza del Pd era la sua assoluta incapacità di informare, dovuta anche alle continue aggressioni del fuoco amico. Se si parla di immigrazione i numeri non contano, tutto è giocato sull’impressione, facendo leva sulla paura e sul disagio, senza i quali la Lega sarebbe ancora al 4%. Se si parla di economia i conti non servono. Anzi sono manipolati e inutili. Non solo i vincoli ma addirittura i dati dell’Istat, quelli dell’Inps, perfino quelli forniti da Tria. C’é il contratto, signori, che assume il valore di un testo religioso al quale rapportarsi con fede e dedizione. E se il contratto si scontra coi numeri sono i numeri che devono cambiare. Il contratto é come il Corano. Se ne leggono i versetti a memoria. E quando accade qualcosa non previsto come il crollo del ponte Morandi il contratto viene sfogliato e riletto perché non si sa cosa fare e in sua mancanza, si commettono evidenti strafalcioni come la vicenda della nomina del commissario insegna. Noi siamo ancora in attesa di capire. Salvini, coi suoi due forni aperti, é l’unico che dorme sonni tranquilli. Mal che vada gli toccherà, dopo le elezioni, fare il presidente del Consiglio appoggiato dalle tivù (non tanto dai voti che sono pochini) di Berlusconi. Non c’é fine al peggio…

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