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La razza a Cinque stelle

1 Gennaio 2019 164 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

L’odio dei Cinque stelle, che ha perso perfino l’acido sarcasmo di Grillo, é divenuto più serio, studiato, altezzoso. L’unica cosa che accomuna costoro a Salvini é infatti l’odio per i migranti e, anche se nella Lega pare più attenuato, quello per gli ex parlamentari. Scrive Di Maio che coloro che per anni sono stati in Parlamento sono “ladri di privilegi”, “parassiti sociali”, gente che “per anni ha mangiato sulle spalle dei cittadini”, “ex-disonorevoli”, “che non conoscono vergogna” e “che dovrebbero andarsi a nascondere il più lontano possibile, magari su un eremo”.“ Questo é dedicato ai rappresentanti del popolo italiano che hanno interpretato e difeso la democrazia nei decenni passati. D’altronde i proclami di superamento della democrazia rappresentativa, dell’inutilità del Parlamento, che dovrebbe essere frutto di un’estrazione a sorte, appartengono al loro vocabolario. Così come l’esigenza di superare un cardine della democrazia parlamentare, e cioè l’assenza di vincolo di mandato, per avere deputati e senatori obbedienti o decaduti.

La setta, perché di questo più che di un movimento si tratta, odia chi non ne fa parte. Quando grida onestà non lo fa per pretendere dagli altri questo atteggiamento, ma per proclamare l’esclusività della setta in fatto di onestà. Chi dissente viene allontanato, non perché dissente, ma per evitare altri dissensi e per non provocare contaminazioni. Come tutte le sette c’é il capo. Anzi il proprietario. Che non é mai stato Grillo, il buffone di corte, quello che veniva usato per far ridere i cortigiani e le masse, e per orientarle contro i diversi, per idee, comportamenti, programmi. Il capo é il manager della tecnologia, quello che la possiede, il creatore della piattaforma, non solo del blog. Costui può anche non apparire mai, ma detta le regole, le applica, ne controlla il rispetto. Casaleggio é un nome del quale si é generalmente appreso l’esistenza dopo il successo del 2013. Se il proprietario muore a sostituirlo é il figlio come in tutte le monarchie o nella aziende private. Mai avvenuto nei partiti se non nel Front national di Le Pen, ma con una certa attinenza ai meriti. Chi paga il proprietario? La rete, certo, ma anche il movimento. Ma chi paga il movimento? Lo stato, attraverso il due per mille oggi e anche attraverso gli emolumenti versati ai parlamentari e ai consiglieri regionali, provinciali e comunali. Così paradossalmente il movimento é l’unico che finanzia coi soldi pubblici un’azienda privata da cui dipende. Nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto. Anzi, per la verità, Berlusconi spendeva soldi suoi per finanziare Forza Italia, e parecchi.

Una realtà di tal genere, fortemente innovativa, esplosiva nella sua anomalia, ha partorito il soggetto capace di conseguire la maggioranza relativa dei voti degli italiani nel marzo del 2018. Indubbiamente l’anomalia é parte integrante del successo. Ma poi tutto svanisce quando la prorompente capacità di coinvolgere nell’odio verso gli altri e nella promessa rassicurante verso i suoi, si combina con la concreta capacità di governare. I componenti la setta possono per una fase addossare le loro colpe ai governi venuti prima, possono accusare dei loro difetti l’Europa, possono anche far credere che la matematica, come la storia e la geografia, sia solo un’opinione. E che 9 sia uguale a 7 e che  si arrivi sempre a 780. Poi arriva il momento della verità. E anche coloro che avevano creduto, si ricredono. Non é facile dopo aver creduto ai riti della setta allontanarsene. Non é come cambiare partito. Si tratta di un procedimento più complesso perché implica un’abiura e si porta seco l’accusa di tradimento, oltre che di eresia. Come nel partito comunista degli anni trenta, come nella Chiesa del seicento. Si accendono roghi. Si proibisce di rivolgere la parola agli espulsi, si crea un cordone sanitario attorno a loro. Tutti gli espulsi son finiti altrove, senza mantenere alcun rapporto anche il più sporadico con la setta, anzi gli scomunicati son transitati il più lontano possibile parlando della setta in modi sempre più allarmati.

Il procedimento dell’espulsione assomiglia a quello dei tribunali del popolo durante il terrore, ma anche alla richiesta di Pilato rivolta a Gerusalemme. Chi volete salvare? Il popolo della rete, i fedeli, quelli che sono iscritti e selezionati per potere decidere, scelgono sempre la morte, cioè l’espulsione. Per la difesa della purezza della razza. La razza a Cinque stelle. Succede così da anni. Ed é giusto. Non solo chi subisce un avviso di garanzia, ma anche chi semplicemente non concorda va punito. Ma… Ma ci sono eccezioni. Grillo con una grave condanna ha proclamato che con un semplice avviso bisogna smammare. Questo non é valso per la Raggi, né per altri. Le regole quando sono dettate da un capo possono, col consenso del capo, essere corrette. Vedremo sul vincolo dei due mandati. Adesso aspettano Di Battista che coi soldi di una casa editrice e di un quotidiano ha girato il mondo come per preservarsi dal logoramento del potere. Ed é tornato, come Achille dopo la morte di Patroclo. Pronto per l’uso. La sua funzione sarà di bloccare l’ascesa della Lega, cioè dell’unico alleato dei Cinque stelle. Un po’ di odio lo merita anche Salvini, dai….

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