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Il caso Lotti e i falsi moralisti

15 Giugno 2019 129 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Sono tutti in malafede. Si scandalizzano per un “insolito” incontro tra magistrati e politici. E oggi Luca Lotti, imputato di “gravissima” intromissione, se ne va sbattendo la porta e dimettendosi da un Pd che lo saluta assai ipocritamente, coprendolo di baci e abbracci, ma anche di qualche ulteriore rimprovero. Insomma tutti si stupiscono e si scandalizzano di quello che finora sapevano e tacevano. E cioè che la magistratura é politicizzata, che la nomina dei procuratori avviene sulla base di lottizzazioni politiche, che i magistrati sono divisi in organizzazioni politiche e che ognuna cerca sempre referenti nei partiti. D’altronde il Csm contiene un numero sia pur minoritario di membri eletti in Parlamento dai partiti. Qualcuno ha mai pensato che si svestissero dei loro panni per essere sterilizzati? E quelli togati, la maggioranza, su quali criteri vengono eletti? Sulla base dei rapporti tra le correnti politiche della magistratura. E allora?

Siamo allo stesso, identico atteggiamento del 1992. Direbbe Craxi: “Sono tutti extraterrestri, sono vissuti sulle nuvole”. Sono improvvisamente planati in Italia e si accorgono che il Csm é nominato sulla base di criteri politici e che i suoi poteri sono esercitati su base politica. Mi aspetto adesso qualche dichiarazione di Davigo, l’inflessibile magistrato da tempo membro del Csm, impietoso Torquemada meneghino e oggi anchormen televisivo spietato e incorruttibile. Dov’era dottor Davigo in questi anni? Non sedeva a nome di Magistratura indipendente, poi Autonomia e Indipendenza, a Palazzo dei Normanni?  Non si era accorto di nulla? Dormiva? Perché non spiega agli italiani, visto che frequenta con tanta passione la tv, e lo fa spesso congratulandosi da solo per i suoi sempre puntualissimi interventi, cosa avveniva nelle sedute del Csm?

Quello che stupisce é l’assenza assoluta di iniziativa del governo e, in Parlamento, dei partiti tutti. Non uno che si sia alzato a proporre un’immediata riforma della giustizia (unica eccezione il solito Violante che ha rilanciato l’elezione dei membri togati, la maggioranza, per sorteggio). Il ministro Bonafede tiene nel cassetto una riforma che non incide sul sistema giudiziario italiano. D’altronde aspettarsi dai Cinque stelle un affondo che metta in discussione l’attuale potere dei magistrati è come aspettarsi dai tacchini la santificazione del Natale. Dagli altri silenzio e un’attività piuttosto inusuale del ministro degli Interni con relativi dossieraggi dei magistrati che hanno contestato la legittimità dei suoi interventi in materia di immigrazione. Ci vuole tanto a proporre una riforma organica che separi le carriere e i consigli superiori? Ci vuole tanto a produrre un sistema giudiziario di natura europea? Proclamare l’apoliticità della magistratura più politicizzata del mondo è l’ennesima presa in giro di stampo italiano. Vivere con la doppia verità per poi menar scandalo e trovare colpevoli presi con le mano nel sacco? Basta, abbiamo gia visto, abbiamo già dato.

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