Ma Giorgia tace
L’attacco di Trump attraverso le parole del documento strategico di difesa e il suo successivo commento nonchè il discorso pronunciato dal figlio e gli attacchi offensivi e indecenti di Elon Musk hanno meritato più di una reazione della Ue e un immediato incontro tra Francia, Gran Bretagna e Germania (l’Italia manco invitata) assieme a Zelensky. Il portavoce della Commissione ha subito reagito sulla questione della democrazia che Trump vorrebbe insegnare all’Europa dell’illuminismo, della rivoluzione francese e delle lotte per la libertà e l’indipendenza dei popoli, certo col contributo spesso determinante dell’America di Wilson e di Roosevelt: “Quando si tratta di decisioni che riguardano l’Unione europea, queste vengono prese dall’Unione europea, per l’Unione europea, comprese quelle che riguardano la nostra autonomia normativa, la tutela della libertà di espressione e l’ordine internazionale fondato sulle regole”. Veniamo alle accuse di Trump: dopo i dazi imposti ai paesi europei il presidente americano ci accusa di essere a rischio estinzione a causa della migrazione di massa, di spendere troppo poco per la difesa, di avere elaborato proposte sulla guerra all’Ucraina “irrealistiche”, di non avere rispetto per i movimenti di estrema destra che stanno divenendo ormai di massa. Il figlio di Trump, Donald junior, assicura che l’America non sarà più il bancomat della difesa europea e che l’Ucraina non è la priorità della politica americana. Musk addittura accusa l’Europa di essere il Quarto Reich. Cioè una sorta di riedizione del terzo nazista. E di nazismo lui se ne intende avendo finanziato e appoggiato l’Adf tedesca. Intanto Starmer, Macron e Merz hanno incontrato Zelensky a Londra assicurandogli appoggio (Putin ha fatto sapere che non gli bastano nemmeno le terre conquistate e rivendica l’intero Dobass e che non vuole sentir parlare di garanzie all’Ucraina o meglio a quel che resterebbe) e inoltre hanno preso le distanze dal presidente degli Stati uniti pur augurandosi, soprattutto Macron, che si possa ristabilire una convergenza. Chi tace è Giorgia Meloni il cui ruolo di connessione tra Europa e Stati uniti è stato messo in crisi dalla virulenza degli attacchi americani. Una risposta sarebbe stata necessaria proprio per accreditarsi ancora come tale. Un conto è ritenere l’America un alleato indispensabile altro conto è tacere a fronte delle sue accuse. La Meloni si sente europea? E allora prenda anch’essa le distanze dalle aspre e offensive parole di Trump. Invece tace. La Schlein la invita a non prostrarsi di fronte al presidente americano. Ma anche lei dovrebbe esplicitamente sostenere le posizioni della triade sulla guerra all’Ucraina. E’ così? L’idea dei tanti pacifinti italiani è che bisogna essere contro Trump pur sostenendo le stesse idee di Trump. Oggi la Meloni ha incontrato Zelensky. Gli avrà parlato con la voce di Trump o con quella dell’Europa?







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