Festa per tutti?
Dunque la partita della manovra si é conclusa. Hanno vinto tutti. La Lega che ha bloccato l’innalzamento, sia pure in prospettiva, dell’età pensionabile, Forza Italia che ha blindato la minor tassazione dei ceti medi, la Meloni che sia pur faticosamente ha tenuto insieme la sua maggioranza. Originale davvero la dichiarazione di Salvini secondo il quale “alcuni tecnici avevano previsto nei prossimi anni di allungare l’età per andare in pensione, di mettere altri mesi sulla schiena degli italiani. Io ho detto di no”. Si da il caso che ministro dell’Economia del quale quei tecnici sono dipendenti é il leghista Giorgetti, che del pressing salviniano deve aver subito non poche pressioni. Restano salve le misure del taglio di due punti (dal 35% al 33%) dell’Irpef per i redditi fino a 50mila euro, la rottamazione, gli affitti brevi, il prelievo concordato ai super profitti delle banche, i bonus edilizi e gli aiuti per le famiglie, nonché quello per gli investimenti delle imprese in beni strumentali. Per far quadrare la manovra si é pensato poi di dare una sforbiciata alla Rai di 10 milioni e una al Fondo per lo sviluppo e la Coesione di 300 milioni. Cioè di dare contributi per l’acquisto di beni e nel contempo di diminuire il Fondo che quei beni deve acquistare. Ma tant’é. E in un momento storico di grande tensione con la Russia di Vladimir Putin, “per tutelare gli interessi nazionali”, in manovra ha stanziato “un contributo di 200.000 euro” per ciascuno degli anni 2026 e 2027 in favore della Fondazione Med-Or per ricerche, studi e pubblicazioni “sull’attività di influenza russa” in Europa e in Nord Africa, con particolare riferimento “ai rischi militari, alle azioni di sabotaggio delle infrastrutture critiche, alle interferenze nei processi elettorali e all’infiltrazione nel sistema politico e mediatico”. Questo significa che il governo é pronto ad affrontare la cosiddetta guerra ibrida di Putin all’Europa, ma con solo 200mila euro l’anno. Auguri. Resta aperto il tema Russia sia nella maggioranza che nella minoranza. L’estrema destra leghista, congiuntamente con l’estrema sinistra (Fratoianni e Conte) restano su posizioni sostanzialmente trumpiane. Solo che l’estrema destra lo sa mentre l’estrema sinistra, più cretina, non lo sa. Pensa di sfoderare le armi del pacifismo in una guerra d’indipendenza (come quelli che gridavano Mourir pour Danzique?) e sposano l’accordo Putin-Trump, sui dollari, il gas, le terre rare e gli immobili. Berlino ha partorito un topolino? No. Ha soprasseduto alla confisca degli asset russi, anche con motivazioni accettabili, dopo un asse contraria tra Francia e Italia, ha stanziato 90 miliardi in appoggio alla resistenza ucraina, mentre Putin ha rinviato il vertice a tre, Usa, Russia e Ucraina, perché vuol continuare a bombardare e tenta di avanzare ancora, a fatica, sul territorio del Donbass non ancora conquistato. Certo l’Europa, cosi si dice, non può fare a meno dell’America, ma almeno questo il vertice di Brukelles del Consiglio ha fatto eccezione. Anche in mancanza di aiuti Usa l’Europa, la vecchia Europa, farà da sola. Ungheria e Slovacchia, le due nazioni governate dalla destra col consenso della nostra super sinistra, hanno lasciato passare il provvedimento intestandosi la marcia indietro sugli asset russi. Orban, in particolare, ha subito informato il suo sodale Putin…







Leave your response!