Home » Nazionale

Meno uno

25 Marzo 2026 140 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Manca un giorno al referendum sulla legge del nuovo ordinamento giudiziario. E ieri si sono concluse le manifestazioni a sostegno del no, mentre quelle per il sì hanno avuto dimensione più intima. Mi ha colpito una frase di Elly Schlein secondo la quale se vincerà il Sì allora si andrà avanti anche sul premierato. Che significa: bocciamo una legge perché altrimenti ne passerà un’altra. Poco importa che una sia giusta e l’altra, a mio parere, invece no. Questa affermazione vale la considerazione vicina allo zero degli elettori italiani che non sarebbero in grado di distinguere e voterebbero per analogia. La Schlein chiede di non votare una legge perché poi di rimbalzo ne arriverà un’altra. E se gli elettori voteranno per questa legge, per assurda e inesistente equiparazione, voteranno anche per l’altra. Ora, le due leggi non hanno nulla in comune. La prima riforma le anomalie italiane in materia di giustizia, la seconda ne introduce una in materia istituzionale. Questo peraltro testimonia che i fautori del no non riescono a individuare obiezioni di merito. Ieri l’ex governatore della Puglia Emiliano, riprendendo la tesi cara a Violante, ha contestato il doppio Csm perché con un organo composto solo dai piemme se ne rafforzerebbe il peso. Mettetevi d’accordo, però. O la legge indebolisce l’azione del piemme condizionandolo politicamente, come accade ad esempio nella democraticissima Francia, o ne rafforza il peso. Per il principio della non contraddizione aristotelica le due obiezioni non stanno insieme. Si rafforza il fronte della sinistra per il Sì. Oltre a Carlo Calenda, Petruccioli, Della Vedova, Maraio, Bobo Craxi, Minniti, Testa, Barbera, Cassese, Baldassarre, e tanti altri, anche Emma Bonino, madre di tutte le battaglie per i diritti civili delle persone, ha preso posizione per il Sì. La Bonino, come Marco Pannella, come Loris Fortuna, hanno tracciato la giusta via per l’affermazione di tante battaglie di libertà: dal divorzio all’aborto, dal fine vita al diritto di famiglia, hanno affrontato sempre dalla parte giusta referendum anche difficili vincendoli. E con lo stesso spirito loro, con l’eredità di Bettino Craxi e Claudio Martelli, di Giuliano Vassalli e Giovanni Falcone, con la consapevolezza di essere sulla scia da loro tracciata che non abbiamo cambiato idea sul nuovo ordinamento giudiziario, sulla separazione delle carriere, sui due Csm, sul sorteggio, su un organo disciplinare sottratto ai due Csm. Chi ha un’idea forte non ha paura di chi la condivide. Solo chi ne ha una debole la cambia a seconda di chi la sostiene. Noi siamo orgogliosamente una storia, non un’occasione del presente.

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.