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Solidarietà alla Bellanova

Non ne potevamo più di veline, di belle faccine, di ragazze prestate alla politica dai talk show, dal Grande fratello e chi più ne ha più ne metta. A me fa ancora disgusto quella telefonata di Berlusconi a Nicole Minetti, la sua avvenente amica, che si conclude con quel: “La prossima volta ti porto in Parlamento”. E non fuori a cena. Come se il Parlamento non fosse la massima istituzione rappresentativa della nostra democrazia, ma un premio da officiare alla stregua di un mazzo di rose o di un gioiello. Basta anche col giovanilismo estetico alla Renzi coi suoi ragazzotti ben vestiti e ben pettinati della Leopolda. Finalmente rivediamo volti scavati dal tempo e dalla fatica come quello di Tina Anselmi o della nostra Giuliana Nenni. Plaudiamo dunque alla nuova ministra dell’Agricoltura, la pidina Teresa Bellanova, bracciante e poi sindacalista, che non aveva i soldi per studiare e per imbellettarsi ma che si é battuta in prima fila contro il caporalato nel campi del Sud. Quelli che hanno irriso verso il suo aspetto e sul suo curriculum sono solo idioti, questi sì analfabeti, nonostante la laurea…

6 Settembre 2019 No Comments 151 views

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Anatomia di un governo

E’ nato il governo Conte bis. Con Cinque stelle, Pd, Leu, che lo compongono. Ai Cinque stelle la parte preminente: la presidenza del Consiglio, anche se Conte é solo un indipendente grillino, il sottosegretario alla presidenza (senza vice é un po’ solo un gradino sotto il presidente), il ministero degli Esteri, con Di Maio, che non é più vice presidente del Consiglio ma ricopre il ruolo che fu di Nenni, Saragat, Moro, Andreotti. Diciamo che si tratta della seconda poltrona dell’esecutivo. Agli Interni non un Pd ( (non capisco perché non il bravo Minniti), ma un indipendente, la Lamorgese, che al ministero aveva coadiuvato Maroni, e all’Economia Roberto Gualtieri, euro deputato del Pd e del gruppo socialista. Delle cinque massime postazioni tre sono andate ai grillini, una a un tecnico e una al Pd. Poi ci sono gli altri. Read the full story »

5 Settembre 2019 No Comments 169 views

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Dopo la Direzione

Come ho già ricordato le mie opinioni sono state manifestate nell’intervento scritto pubblicato sull’Avanti. Su queste stesse posizioni si é attestato l’intervento di Ugo Intini, mentre Luigi Iorio ha depositato un documento con venti firme di compagni della direzione, anch’esso attestato sulla strategia dell’area liberalsocialista da interpetare politicamente assieme a Calenda e Bonino. Tuttavia abbiamo preso atto che l’opinione prevalente dei presenti (ci sono stati oltre 40 interventi) era favorevole (i parlamentari socialisti sono l’on. Fausto Longo e il sen. Riccardo Nencini) a dare il voto di fiducia al governo. Il segretario del partito Enzo Maraio, a fronte della mia piena disponibilità a rassegnare le dimissioni da direttore dell’Avanti, ha ritenuto di confermarmi stima e fiducia, e così larga parte degli intervenuti, pur dissentendo dalle mie opinioni. Di questo li ringrazio, perché dimostrano di ispirarsi alla migliore tradizione di laicità. Read the full story »

5 Settembre 2019 No Comments 133 views

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Il mio intervento in Direzione: “Un voto in autonomia per costruire il futuro”

Ribadisco la mia amicizia, solidarietà, affetto al nuovo segretario Enzo Maraio e al nostro valido senatore Riccardo Nencini. Nessuna intenzione di creare tendenze organizzate, correnti o frazioni di correnti. La mia é semplicemente una sincera ma ferma volontà di manifestare le mie idee, cosa che ho fatto a più riprese sull’Avanti suscitando molti apprezzamenti e qualche rimbrotto. Read the full story »

3 Settembre 2019 No Comments 158 views

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“Prendere o lasciare”, parole e musica di Luigi Di Maio

Tutto pare improvvisamente tornato in alto mare. Di Maio ha dettato le sue condizioni riassunte in venti punti consegnati al presidente incaricato, poi in conferenza stampa ha scandito un “o si accettano o il governo non nasce e si va al voto”. Un modo piuttosto esplicito quello del capo dei Cinque stelle per tentare di gettare tutto all’aria. Viene subito spontanea una domanda. Di Maio, in questa dichiarazione, rappresentava il suo stato d’animo, frustrato dai veto del Pd alla sua vice presidenza e al Viminale, o esprimeva la posizione del suo movimento? E’ evidente che tra i punti del giovane nocchiero ve ne siano molti di pleonastici: chi non é d’accordo di bloccare l’aumento dell’Iva, chi contesta che debbano essere abbassate le tasse, chi non vorrebbe cambiare il trattato di Dublino, chi non concorda con la difesa dell’ambiente? Ce ne sono però un paio che dovrebbero far raddrizzare i capelli: l’indisponibilità a rivedere i decreti Salvini sulla sicurezza e, la cosa é stata solennemente già più volte ribadita come una premessa indispensabile, l’assenso alla riforma costituzionale che prevede la netta diminuzione del numero dei parlamentari. Read the full story »

30 Agosto 2019 No Comments 127 views

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Un governaccio?

Siamo ancora in tempo per cambiare idea. Ma, come giustamente osservano gli amici di Più Europa, non mi pare che al momento i socialisti possano dichiarare alcun appoggio a questo governo. Avevamo chiarito di non essere disponibili ad un governicchio, cioè a un esecutivo che si fosse limitato ad una breve transizione per assicurare al paese il raffreddamento dell’aumento dell’Iva e la nuova legge di bilancio per poi passare la parola alle urne e a una probabile e certo più consolidata vittoria della destra. Abbiamo dato un assenso di massima, come gli amici e alleati di Più Europa, ad un confronto programmatico che portasse ad un eventuale governo di svolta e di legislatura. Read the full story »

27 Agosto 2019 No Comments 148 views

« Nazionale, Reggio Emilia

Il vile omicidio Farri

La sera del 26 agosto di 71 anni fa il sindaco socialista di Casalgrande Umberto Farri venne colpito a freddo da alcuni colpi di arma da fuoco dopo che tre individui col fazzoletto rosso avevano invaso casa sua. Morirà il giorno dopo all’ospedale di Reggio. Era un socialista riformista, un antifascista militante, un democratico contrario a tutte le violenze di un drammatico dopoguerra. I colpevoli non furono mai assicurati alla giustizia. Io l’ho sempre commemorato e ricordato nei miei scritti e sui miei libri e il confronto sul dopoguerra reggiano, col Chi sa parli di Otello Montanari del 1990, esplose dopo la commemorazione di Farri del 26 agosto di quell’anno. Lo farò ogni anno, E’ per me un imperativo morale e politico. Un impegno solenne preso coi suoi familiari, i suoi compagni, i cittadini del suo comune.

26 Agosto 2019 No Comments 159 views