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L’umanità in piazza

10 Luglio 2024 80 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Gli avvocati, e non solo, sono oggi andati in tutte le piazze d’Italia, compresa piazza Prampolini, a manifestare contro il sovraffollamento e il degrado delle carceri italiane, che hanno contribuito a provocare, da gennaio a oggi, ben 54 suicidi. Si tratta di un numero molto elevato pari a venti volte la percentuale di suicidi in generale e che si avvia a superare il record del 2022, quando, in tutto l’anno, si erano tolti la vita nelle carceri 85 detenuti. “Fare presto”, era scritto in uno dei cartelli situati sul podio. E sostenere, aggiungo, gli sforzi dell’Associazione Nessuno tocchi Caino e in particolare le iniziative di Rita Bernardini che trascorre più tempo nelle carceri che a casa sua. La drammaticità della situazione impone dunque provvedimenti veloci. Bene il piano carceri, ma tra quanti anni si potrà realizzare? La verità é che in Italia é possibile ospitare nelle carceri italiane meno di 50mila detenuti e invece questi ultimi ammontano oggi a 61mila. Questo affollamento, in diverse carceri italiane, provoca una percentuale di riempimento che a volte supera il 150%. Cioè dove dovrebbero esserci due persone ce ne sono tre. A mio avviso le due misure che dovrebbero essere prese, al di là del decreto Nordio per scontare il fine pena nelle comunità, sono, innanzitutto, un indulto che il Parlamento potrebbe emanare anche subito, come fu quello del 2006, che estingueva le pene per i reati minori, e inoltre il ricovero in comunità e non in carcere per i detenuti non sottoposti a condanna definitiva, ben sapendo che la Costituzione prescrive che un imputato é da ritenersi “non colpevole fino a sentenza definitiva”. Poi vi sono casi singoli di particolare trascuratezza. Ad esempio la situazione del carcere di Sollicciano, che già era stata denunciata in una lettera di Gaia Tortora, figlia di Enzo, e dove nelle celle erano stati rintracciati topi, muffe e cimici. Una trascuratezza che é costata la vita a un giovane di vent’anni, per disperazione. E’ stato detto che in Italia la pena di morte non é stata abolita perché esiste la morte per carcere. I suicidi, in aumento cospicuo, lo testimoniano. E siccome, recitava uno slogan del maggio francese ripreso da un grande poeta musicale italiano, “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”, nessuno può tirarsi fuori da questa tragedia. Occorrono senso di umanità e di libertà, oggi purtroppo travolti dal giustizialismo, dal giacobinismo e dal populismo. I suicidi non sono di carattere esistenziale, come quelli dei poeti, ma rappresentano denunce concrete. A noi dare seguito a una voce flebile che ormai “canta nel vento”.

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