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Le mani pulite di Sala

25 Luglio 2025 225 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

C’é una cosa che ci sfugge nel lunedì meneghino della grande difesa. Sala ha rivendicato i meriti della sua giunta, la trasformazione di Milano in metropoli europea, ha citato le opere fatte e i cantieri urgenti da aprire, ma il principale fautore di questa trasformazione si é dimesso. L’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, architetto, era stato dirigente comunale e il suo trasferimento al ruolo di amministratore, voluto da Sala nel 2021, aveva suscitato più di una perplessità. Tuttavia in questi quattro anni il suo lavoro aveva riscosso consenso e apprezzamenti da tutta la giunta. Perché allora permettergli o richiedergli le dimissioni? Dunque é stato l’intervento della Procura a consigliargli un passo indietro. Perché indagato? Non credo. Anche Sala é indagato e ha battuto il passo dichiarando di avere “le mani pulite”, parafrasando esplicitamente il Pool di 33 anni orsono e la sua operazione mediatica, politica e molto relativamente giudiziaria. E quasi esponendole anticipate da un “io ho”. Troppo poco rivendicarle solo per sé. Forse un “noi” avrebbe meglio rassicurato i suoi collaboratori e i cittadini. La richiesta di arresto può aver indotto l’assessore al ritiro. Esiste una possibilità in meno di manomettere le prove? Sala si é stupito di avere appreso da un giornalista d’essere oggetto di un avviso di garanzia. Stupore piuttosto tardivo in verità. Pare che i novelli inquisiti abbiano vissuto tutti questi anni su un altro pianeta. Che siano stati extraterrestri, come amava definirli Craxi. Guardano dall’altra parte e poi s’accorgono improvvisamente, quando ne sono investiti, che la giustizia agisce attraverso i giornali e le televisioni. Benvenuto nel regno della realtà, signor sindaco. “Sono giunto a questa decisione sofferta”, queste le parole di Tancredi, “perché ritengo che sia la migliore per affrontare gli sviluppi giudiziari, ma anche per rispetto per gli organi giudicati, il sindaco, i colleghi di giunta, i cittadini milanesi…”. Non certo per far piacere alla sua maggioranza, visto che un partito della sua stessa maggioranza lo ha scaricato. In effetti risulta contraddittorio che mentre é in atto un’offensiva giudiziaria e mediatica contro la politica urbanistica di Milano, il Pd, o meglio qualcuno del Pd, per non parlare di Avs, metta proprio in discussione la politica urbanistica chiedendo una svolta, una ripartenza, magari un nuovo inizio che é più di sinistra. Non sono in condizione di conoscere le questioni rilevate e quindi trar da esse motivo di giudizio, ma quando accadono vicende simili prassi comune sarebbe la difesa e non l’attacco delle persone e delle scelte compiute e accettate. Intanto le vere vittime di questa offensiva giudiziaria, oltre a Tancredi, sono nell’ordine: i cittadini che hanno anticipato i soldi di appartamenti i cui cantieri sono stati bloccati, le opere per le Olimpiadi invernali che si inaugureranno tra pochi mesi e non si sa se verranno concluse, le due squadre milanesi, il Milan e l’Inter, che si vedono rinviato l’acquisto (per demolirlo) di San Siro e la costruzione del nuovo impianto. Un’olimpiade e un nuovo stadio sono occasioni di pubblicità troppo ghiotte per una procura. Quelle di Roma sono state vergognosamente bloccate dalla Raggi, gli stadi e non solo quello della Roma, sono stati rinviati da anni per interventi delle procure, delle sovrintendenze, delle agenzie per l’ambiente, delle circoscrizioni, di gruppi organizzati. Perfino una singola curva dello stadio di Padova é stata messa sotto sequestro. L’Italia é sempre più il Paese invaso dai controlli in cui e molto complicato per non dire impossibile costruire. Se ci si mette anche Milano…

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