Perché Hamas ha rifiutato la tregua
E’ evidente che se proponi a Israele di riconsegnare ad Hamas la Striscia ponendo fine alla guerra, Israele non può accettarlo. Non vedo invece il motivo per il quale Hamas non abbia accettato l’altra proposta, quella avanzata da Washington: e cioè di una tregua di un limitato numero di giorni con relative e conseguenti ricadute. Steve Witkoff, inviato americano, aveva garantito 60 giorni di tregua in cambio della metà dei rapiti (10 vivi e 18 morti), nonché il ritiro delle forze israeliane dai confini con l’Egitto, dal centro della Striscia e dal confine settentrionale, il ripristino degli aiuti umanitari attraverso gli organismi internazionali. Hamas ha rifiutato l’accordo come era già avvenuto in occasione di molteplici proposte avanzate da Biden e poi da Trump e ingoiate da Netanyahu. Golda Meyer ripeteva spesso, a proposito dei palestinesi, e delle diverse possibilità di individuare un’intesa: “Non perdono mai l’occasione di perdere l’occasione”. Ma si trattava di un contesto molto diverso e più favorevole per entrambi. In Israele, sempre in guerra per difendersi ma da stati, vedi la guerra dei sei giorni dichiarata da Nasser nel 1967, e non da gruppi di terroristi che hanno compiuto l’orrenda strage del 7 ottobre del 2023, i palestinesi, il cui territorio, parliamo della Striscia, apparteneva ancora all’Egitto e non ad Hamas. La mediazione di oggi é più difficile. Israele é costretta a trattare coi terroristi che hanno sgozzato donne e bambini. Hamas con un paese che ha martoriato il territorio con bombardamenti infiniti riducendo Gaza a una Dresda anni duemila. I motivi del rifiuto di Hamas sfugge però a una logica razionale. Forse la guerra gli fa comodo. Dispone di 700 chilometri quadrati di sotterranei in cui allineare non i gazawiti ma i militanti e i dirigenti, é la guerra che gli permette di indebolire sul piano internazionale la posizione di Israele che ci mette del suo per aiutarli nell’operazione con una logica cinica di bombardamenti generalizzati e con conseguenti stragi di civili. Da Gaza arrivano notizie contraddittorie. Le notizie vengono filtrate da Hamas (i morti a causa dei bombardamenti sarebbero 60mila), gli aiuti alimentari diventano occasione per Hamas, che se ne appropria, di potere nei confronti della popolazione. A sparare non sarebbero i soldati israeliani ma i terroristi. La situazione é talmente confusa che non induce a trarre un giudizio. Quello che é certo é il rifiuto di Hamas ad una tregua e a preferire la guerra a una pace sia pur transitoria. E questo é certo responsabilità, l’ennesima, di questo gruppo di fanatici.







Leave your response!