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Ricci indigesti

28 Luglio 2025 213 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il caso Ricci non sta veramente in piedi. L’ex sindaco di Pesaro, attuale europarlamentare e ora candidato presidente alla regione Marche, é stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione. L’accusa é in realtà rivolta a due collaboratori a cui due società promotrici di eventi avrebbero pagato anche spese personali. Lui, Matteo, non ha avuto né un ruolo nell’affidamento dei lavori perché tale incombenza secondo la legge spetta a un dirigente, né un vantaggio “patrimoniale”, ma “un rilevante beneficio in termini di accresciuta popolarità e consenso”. Cioè Ricci avrebbe tratto un vantaggio politico da eventi al cui affidamento diretto non aveva responsabilità e dall’esecuzione dei quali non aveva conseguito vantaggi patrimoniali (cioè soldi). Ben curioso il capo d’accusa. Se io acquisto popolarità e ricavo consenso dall’edificazione di un ponte, di una strada, di un parco, di uno stadio, rispetto ai quali non ho alcun potere diretto di affidamento né ho ricavato da essi risorse personali, ma che mi hanno giovato sul piano elettorale posso essere indagato. In effetti Ricci, dopo essere stato sindaco, é stato anche eletto europarlamentare. In caso contrario, se cioè non fosse stato eletto sindaco e poi europarlamentare, il reato non ci sarebbe perché egli: non avrebbe acquisito “un rilevante beneficio in termini di accresciuta popolarità e consenso”. Insomma bisogna essere più deficienti per la Procura, avere pochi voti ed essere battuti per essere considerati onesti e non sottoponibili a inchieste. Rovesciamo la politica. Eleggiamo chi prende pochi voti e inquisiamo chi ne prende troppi. Se così è stabiliamo anche un limite oltre il quale l’indice di popolarità e di consenso non può andare. Una volta, nella mia ultracinquantennale esperienza politica, mi capitò di inserire in lista alle comunali un tale che poi prese zero voti. Gli chiesi perché non si fosse votato nemmeno lui. Mi rispose: “Per non dare nell’occhio”. Forse aveva capito già….

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