La Lega araba ad Hamas: “Consegnate le armi”
Alla Conferenza promossa da Francia e Lega araba all’Onu la clamorosa novità. La Lega araba, che comprende l’Arabia saudita, la Giordania, l’Egitto, l’Iraq, il Libano e la Siria, ha sottoscritto un documento al quale hanno aderito anche Qatar, Turchia e Indonesia, in cui si chiede il disarmo di Hamas e la consegna del potere di Gaza all’Autorità nazionale palestinese. Questo nel contesto della fine della guerra e del riconoscimento della strategia dei due popoli e due stati. Il ministro saudita degli Esteri Faysal ben Farhane ha sollecitato gli altri Paesi arabi ad aderire all’iniziativa prima dell’assemblea generale dell’Onu. Il documento prevede inoltre il possibile dispiegamento di una missione internazionale a Gaza con compiti di protezione della popolazione civile, transizione della sicurezza all’Autorità palestinese e istituzione di un meccanismo di monitoraggio per un eventuale cessate il fuoco. Ma diciamo la verità. Quello che é clamoroso é che paesi che finora non avevano riconosciuto il diritto all’esistenza dello stato di Israele, tranne l’Egitto e la Giordania, oggi non solo si schierino apertamente, compresa la Siria, recentemente in conflitto con Israele per il trattamento riservato alla popolazione drusa, contro Hamas ma riconoscano la politica dei due popoli e due stati, dunque il diritto allo stato anche del popolo israeliano. Naturalmente questo documento della Lega araba, sia pur clamoroso, appare al momento di complicata esecuzione. Hamas non intende mollare Gaza, Israele neppure, e poi uno stato palestinese unico dovrebbe unificare Gaza e Cisgiordania, quest’ultima costellata da colonie israeliane armate e difficilmente trasferibili anche col metodo Sharon. Resta il fatto che, sollecitata dalla decisione di Macron e poi anche di Starmer, di riconoscere la Palestina, un’entità oggi piuttosto disarticolata, la Lega araba ha assunto una posizione nuova e coraggiosa. Vi sarebbe tutto da definire e gli ostacoli da rimuovere, il più grande quello di Netanyahu che, sotto la spinta dei due ministri di estrema destra e integralisti religiosi Smotricht e Ben Gvir, per i quali la Corte penale internazionale ha chiesto l’arresto, intende invece occupare la Striscia disconoscendo gli accordi di Oslo del 1993. Lo stato di Palestina, inesistente nel 1947, quando l’Assemblea dell’Onu votò la costituzione dello stato di Israele e, da allora solo, anche la fondazione di uno stato per i palestinesi, non potrà prescindere dal territorio unificato di Gaza e Cisgiordania. Tutto é tremendamente complicato dalle stragi e dai bombardamenti. Ma che il terrorismo di Hamas venga sconfessato dalla maggioranza dei paesi arabi e islamici, certo non dall’Iran che invece lo alimenta, é una novità importante. Adesso bisogna che Israele metta fine alla guerra e che Hamas rilasci i rapiti sopravvissuti. E, ancor di più, che si sfamino gli affamati e si curino i feriti e gli ammalati. Questa é la premessa perché poi si sviluppino i nuovi propositi tra l’Autorità palestinese, sulla spinta della Lega araba e dei paesi che hanno sposato la nuova posizione, e Israele che deve liberarsi da un governo estremista di destra e sostanzialmente guerrafondaio e contrario a una patria per i palestinesi. Le parole, anche quelle scritte, hanno un significato meno rilevante dei bombardamenti, degli odi e delle guerre.







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