Ma c’é ancora l’Ucraina?
Mi spiegate perché sui social, tra i partiti, nelle manifestazioni é quasi scomparso il problema dell’Ucraina? Quello di Gaza é certamente un dramma, ma l’Ucraina dove Putin ha aggredito la popolazione con continui bombardamenti (ieri a Kiev ci sono stati 31 morti tra cui 5 bambini) non conta? O conta meno? Secondo dati Usa i soldati russi ammazzati dal 1 gennaio sono stati oltre 100mila, quelli ucraini 8mila. I civili ucraini uccisi sono migliaia. Se andiamo indietro di tre anni, quando la guerra é cominciata, i numeri risultano spaventosi. Perché nessuno in Italia si mobilta? Dove sono Fratoianni e Bonelli, e la Schlein (non dico Salvini che é putiniano)? Dove sono i pacifisti? Dov’é Tarquinio? E non si dica che i morti sono anche colpa nostra perché aiutiamo l’Ucraina a resistere. Dovevamo indurla alla resa? E non si dica che ci voleva un negoziato. Non si é mai smesso di negoziare e le condizioni di Putin sono chiare: annettere, dopo la Crimea, tutto il Donbass e le zone conquistate assieme all’impegno dell’Ucraina a non aderire alla Nato, rimanendo senza alcuna forza di interposizione. Questo mi ricorda tanto la questione dei Sudeti nel 1938. A Monaco, nella apposita conferenza, si diede via libera a Hitler per conquistarli. Pochi mesi dopo i nazisti arrivarono a Praga. E non si fermarono lì. Putin dice: “Conquistiamo ciò che é nostro”. Si riferisce all’Urss o all’Impero russo? Poco importa perché in ambedue i casi non potrà fermarsi lì. Spero che la comunità internazionale, in particolare Usa ed Europa, abbiano la forza di imporre altre condizioni di pace. Intanto Medvedev, ex successore e predecessore di Putin, continua a minacciare una guerra atomica in nome del disprezzo che nutre per noi occidentali. E Trump sposta due sommergibili atomici in avamposti non precisati. Penso che siamo ancora all’atomica delle parole. Anche quelle di Trump, che pensa di fermare la guerra fissando ultimatum (prima 50, poi dieci giorni), anche le sue sono solo parole. Ma se fossi in voi, amici, che giustamente protestate per i massacri di Gaza, concentrerei un pò di attenzione anche sull’Ucraina. Non se ne parla quasi più. Ma la situazione é davvero tragica e potenzialmente esplosiva. Dopo gli Usa anche la Germania ha fornito i Patriot, ordigni difensivi capaci di intercettare missili e bombe. Dunque di salvare vite umane. Zelensky ha ringraziato il cancelliere Merz. Il laburista Starmer ha assicurato, in un incontro con Merz di una decina di giorni orsono, che la nostra sicurezza inizia in Ucraina. La nostra, di noi europei, e dunque l’Ucraina é il fronte europeo che dobbiamo difendere. Perché se cade l’Ucraina l’Europa é a rischio. Anche dotandoci di un sistema difensivo: per ora il Rearm, votato da tutti i socialisti europei tranne il Pd. Se non rendiamo sicura l’Ucraina (anche applicando l’articolo 5 del trattato Nato come proposto da Meloni o costruendo una vera forza di interposizione europea come proposto dai cosiddetti volonterosi) saremo insicuri noi tutti. E ce ne pentiremo. Magari cinquant’anni dopo.







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