Dieci volte non é vero
Già non le sopporto ora tutte le falsità che si raccontano sulla legge che verrá sottoposta a referendum, figurarsi quando la campagna si farà calda. 1) Non é vero che la separazione delle carriere ci sia praticamente già. Nella riforma Cartabia si introduce l’impossibilità per un magistrato di cambiare ordine, tra giudicante e requirente, per più di una volta e non nella stessa circoscrizione. Dunque si introduce il principio della quasi separazione delle funzioni, non delle carriere, giacché il Csm sarebbe unico, composto sia da giudici che da piemme, con la prevalenza di questi ultimi, mentre il percorso di professionalizzazione resterebbe il medesimo. 2) Non é vero che il sistema accusatorio imposto dalla legge Vassalli può esimersi dal separare magistratura giudicante e quella inquirente. Si immagina un magistrato dell’accusa, il piemme, e un avvocato della difesa su un piano di parità e un terzo, il giudice, che non può appartenere a nessuna delle due categorie. Vassalli ha detto:”La mia riforma presuppone la separazione delle carriere. Senza separazione il sistema accusatorio non avrebbe senso”. 3) Non é vero che, come rileva Violante, i due Csm darebbero più potere ai piemme e quindi si otterrebbe l’effetto contrario. I piemme che avrebbero più potere sono a stragrande maggioranza schierati contro la riforma. E non mi pare che il motivo della loro opposizione sia la contrarietà a ottenere maggior potere. 4) Non é vero che la legge limita l’autonomia della magistratura. Questo argomento non é minimamente sorretto da un solo accenno ad alcun articolo o comma della legge. Per quale motivo questo avverrebbe non lo si spiega. I piemme non vengono nominati e promossi dal governo, come in Francia, ma dall’apposito Csm e i giudici anche. E allora? In tutti i paesi europei non vige alcun connubio tra magistrati inquirenti e giudici. Hanno tutti minato l’autonomia della magistratura? 5) Non é vero che la nomina dei membri dei due Csm per sorteggio sia incostituzionale. Non risulta alcun pronunciamento in tal senso da parte della Corte. 6) E non é vero che i membri laici vengano nominati in altro modo. Anche loro vengono sorteggiati. 7) E non é vero che l’elezione per liste di partito, come esiste ora, sia garanzia di autonomia della magistratura. E’ invece garanzia di dipendenza della magistratura dalla politica lottizzando le nomine dei procuratori, i concorsi, gli incarichi sulla base delle proporzioni raggiunte dai partiti dei magistrati. 8) Non è vero che l’Alta corte disciplinare sia uno strumento politico. Questo istituto, composto da 15 membri, é costituto da una maggioranza di magistrati, sei del giudizio e tre piemme, poi ci sono tre membri scelti tra professori universitari e avvocati e tre di nomina del presidente della Repubblica. 9) Non é vero che i provvvedimenti disciplinari li assume altro organo che non sia quello composto dagli stessi che possano incorrere in provvedimenti disciplinari. I magistrati non possono da soli condannarsi o assolversi. 10) Non é vero che cosi come si deve citare Vassalli, non si possa citare Tortora. Non a caso la famiglia Tortora e il suo partito, il partito radicale, sono in prima linea per il sì al referendum cosi come un numero notevole di costituzionalisti e di riformisti di sinistra (da Barbera a Ceccanti, da Morando a Chicco Testa). Bisogna sempre ricordare che la commistione tra piemme e giudici sul caso Tortora ha prodotto una prima sentenza ignobile e che qualche magistrato é pure stato promosso. Questo non deve più avvenire.







Leave your response!