Obiezione 1. Giù le mani dalla Costituzione
Ma che ci sia uno, uno solo, che contesta la legge sull’ordinamento giudiziario per quello che c’é scritto. Rispondo a tutte le obiezioni, e lo faccio con citazioni, argomenti e dati inconfutabili. E cominciando dalla prima. Adesso salta fuori che la legge cambia articoli della Costituzione. Scoperta invero impressionante. D’altronde trattasi di legge costituzionale e nella procedura fissata dall’articolo 138 se non ha ricevuto i due terzi dei voti delle due Camere in doppia lettura può essere sottoposta a referendum. Le ultime tre grandi leggi costituzionali sono state: la riscrittura dell’intero titolo V, voluta dall’Ulivo per tagliare la strada alla Lega (la sostituzione é stata di 15 articoli della Costituzione), la seconda la legge del centro-destra, ovvero la cosiddetta devolution, perfino più moderata di quella ulivista, bocciata a referendum, che cambiava 50 articoli della Costituzione, e infine la legge Renzi, per un Senato federale e competenze diverse delle due Camere, abolizione del Cnel e altro, voluta dal governo di centro-sinistra, e bocciata a referendum, che ne cambiava 47. Questa legge di riforma dell’ordinamento giudiziario ne cambia sette. E in tanti a gridare “Giù le mani dalla Costituzione”. La verità é che non solo le mani, molte mani, e nel silenzio di coloro che adesso gridano, sono state messe sulla Costituzione, ma anche i piedi, com’é stato il caso della legge sul taglio dei parlamentari, che testimonia la barbara retorica populista di settori del cosiddetto campo largo.







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