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Il papa re

23 Aprile 2026 142 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non mi appello all’infallibilità del papa, dogma per un laico incomprensibile. Mi appello alla inverosimile serie di fallibilità del presidente degli Stati uniti. L’attacco diretto a papa Leone che da papa non può che richiamare tutti gli esseri umani alla pace e alla fratellanza in nome del Vangelo, é solo l’ultima e più inconsueta delle prove dello squilibrio e dell’arroganza di Trump. Le frasi contro papa Leone sono state pubblicate tra domenica e lunedì da Truth, sito del presidente, che vuol dire “verità”. Già la parola, usata anche dalla dittatura bolscevica “La Pravda”, e portata in Italia anche da un famoso quotidiano di destra, mi lascia di stucco. Chi ha la verità non ammette altre opinioni. Solo la sua sua conta, in quanto vera e tutte le altre invece gli risultano false. Cosa ha scritto Trump, che si é sentito in dovere di bacchettare Papa Leone come mai nessuno prima di lui in epoca recente aveva fatto, neanche a fronte di clamorosi scivoloni di qualche pontefice in conflitti mondiali (e sarebbe stato invece opportuno). Ha scritto che Papa Leone “é debole contro la criminalità e terribile in politica estera” aggiungendo che se é stato eletto papa lo deve proprio a lui: “Se non fossi alla Casa bianca, lui non sarebbe papa”, ha scritto in preda a un’allucinazione. E poi che é molto meglio il fratello Louis, maga, di Leo. Lasciamo almeno per un po’ cadere l’incredibile effluvio di egocentrismo malato che si racchiude in queste parole e che perfino la Meloni, la preferita da Trump, ha criticato. E veniamo alla sostanza. Di stupidaggini Trump ne ha dette e fatte un’infinità. Doveva far finire la guerra in Ucraina in un giorno e dopo due anni la guerra continua più sanguinosa di prima, ha accolto l’aggressore Putin in Alaska con un applauso e scaricato indegnamente Zelensky per poi tornare a finanziare Zelensky contro Putin, ha imposto la pace tra palestinesi e israeliani e la guerra si é spostata in Libano, ha rapito e incarcerato il presidente venezuelano Maduro per lasciare premier la sua vice e col regime di prima, ha attaccato l’Iran due volte (la prima doveva servire per distruggere l’arsenale atomico e la seconda anche. E allora?). Doveva appoggiare la resistenza liberale al sanguinario regime degli ayatollah e invece si viene a sapere che del regime non gli importa nulla, basta che non privilegino la Cina nell’esportazione di petrolio. Dopo aver ucciso Al Kamenei voleva scegliere lui il capo della teocrazia, confondendo un’autorità religiosa con il regime del Venezuela. Insomma siamo al disastro. Un disastro culturale, politico, logico, psichico che certo non fa bene all’America. Avere un papa a Roma nell’ottocento equivaleva ad avere un re dotato di carisma e poteri religiosi. Ritrovarne uno in America, patria della moderna democrazia, uno che dice e disdice, che condanna e assolve, che invade e ri invade, che confessa e sconfessa, che fa la guerra invocando il Nobel per la pace, che attacca il papa proprio perchè parla di pace, è molto triste. E sconvolgente. E soprattutto pericoloso.

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