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Matteo il Nazareno

21 gennaio 2014 733 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Renzi ha spiegato ieri con dovizia di particolari la nuova legge elettorale, frutto dell’incontro del Nazareno con Berlusconi e, a quanto pare, anche di un’intesa di massima con gli altri partiti. Dico subito che Matteo ha fatto bene ad incontrare Berlusconi. È ora di smetterla di considerare Silvio come il diavolo e di consentirgli di fare la vittima e di urlare in nome dell’anticomunismo. Se Forza Italia è un partito padronale, come dicono i critici di Renzi, con chi si doveva mai trattare? Col padrone o con i suoi sudditi? E che c’entra la decadenza? Anche Grillo non è candidabile. Eppure se Renzi avesse incontrato Grillo, col quale Bersani voleva fare addirittura un governo, non sarebbe accaduto nulla. Doveva prima trovare un’intesa con la maggioranza di governo? Credo che abbia fatto anche questo. Tanto che il modello spagnolo non è passato e neppure una forma di bipartitismo implicito. Vengo invece al merito dell’intesa. Che i piccoli partiti non debbano anteporre i loro interessi di sopravvivenza agli interessi generali del paese mi pare giusto. Dunque nessuna obiezione allo sbarramento al 5 per cento per i coalizzati e all’8 per i non coalizzati. Nasceranno liste, però, non necessariamente partiti. Quel che è già avvenuto col Mattarellum. Con uno sbarramento del genere credo che alla fine si potrebbero presentare solo tre, massimo quattro liste. Ma sopravviveranno partiti, che si aggregheranno dentro le liste. Nessuno si illuda su questo. E neppure sul fatto che i cittadini potranno scegliere un governo che duri l’intera legislatura. Non è quasi mai accaduto, a prescindere dalla legge elettorale. In Italia si dividono coalizioni, ma anche  partiti. Vedi il caso, ieri l’altro della scissione di Fini e recentemente di quella di Alfano. Vengo alle due obiezioni. Un premio di maggioranza che si conquista solo col 35 per cento mi sembra eccessivo. La legge truffa lo faceva scattare con oltre il 50 per cento e arrivava al 65. Si gridò al colpo di stato. Oggi col 35 si arriva al 53 e col 38 al 55. E si evita il secondo turno. Dove sta il confine stabilito dalla Corte? Seconda obiezione. Si propongono ancora liste bloccate, ma più corte. Ma quattro o cinque candidati imposti nei vari collegi consentono di affermare che il Parlamento non è nominato? Consiglierei ai socialisti di evitare di sognare impossibili ritorni al passato, di attrezzarsi ad affrontare la nuova situazione politica con realismo e capacità di dialogo col leader fiorentino, di confrontarsi costruttivamente con la sua legge, mantenendo una doppia riserva su premio di maggioranza e liste bloccate.

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