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Un attentato, che ë costata la vita solo all’attentatore, un ventenne, pare di tendenza repubblicana, é avvenuto poche ore fa in Pennsylvania dove Donald Trump stava tenendo un comizio. L’attentatore, il ventenne Thomas Matthew Crooks, si é potuto tranquillamente posizionare su un tetto vicino al palco, con un fucile e, nonostante sia stato avvistato, ha potuto sparare all’ex presidente, ferendolo fortunatamente solo a un’orecchia e procurando ferite più serie ad altri due. Solidarietà scontate da mezzo mondo, compresi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Singolare la dichiarazione di Peskov, portavoce di Putin sul modo col quale gli americani trattano gli oppositori. Veramente stupefacente dal momento che in Russia, vedi Alecksey Naval’nyi, gli oppositori vengono uccisi. La violenza contro le personalità politiche non é solo riferita in America al 1964 (omicidio di John Kennedy), né al 1968 (assassinio di Bob Kennedy e poco prima di Martin Luther King). Solo nell’ultimo anno sono state ottomila le minacce a parlamentari sulle quali la polizia del Congresso di Washington sta indagando. E’ ancora vivo il ricordo dell’assalto alla casa di Nancy Pelosi con suo marito che si trovò il cranio sfondato a martellate. E poi le intimidazioni che nel solo 2023 sono state inviate a 450 giudici. C’è di tutto: comprese le minacce di morte a coniuge e figli della persona che si vuole colpire: anche ignoti funzionari addetti agli scrutini elettorali, membri delle commissioni scolastiche, volontari chiamati a svolgere funzioni pubbliche durante le votazioni. Quest clima terribile ha consigliato a diversi moderati di rinunciare a ricandidarsi al Conggresso. Ed è sempre più difficile trovare scrutatori con un turnover degli addetti al voto che dopo il 2020 è salito al 36 per cento. Read the full story »

14 Luglio 2024 No Comments 71 views

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Renzi sfoglia la Margherita

Nel partito della Margherita, alleato coi Ds, coi quali si fuse, c’era un ragazzo che come me, forse, amava i Beatles e i Rolling stones. Si chiamava Matteo, come uno dei quattro evangelisti. Non era ancora sindaco di Firenze e Francesco Rutelli guidava un partito che disponeva di una base largamente ex democristiana. E lui, radicale pannelliano, penso avesse qualche problemino. In realtà “guidava” forse non é il verbo giusto. Come disse Guy Mollet a proposito del fronte con i comunisti: “Je suis votre chef et je vous suis”. Traduzione: io sono il vostro capo e vi seguo. Adesso Rutelli é in panchina nonostante gli inviti del santone Bettini a riscendere in campo. E Renzi, che l’unità del terzo polo rinvia alla Calenda italiana, é tentato di ricostruire lui quel partito. La premessa é che la Schlein non ha posto pregiudiziali all’alleanza con l’ex sindaco e segretario e presidente del Consiglio, contrariamente a quanto aveva fatto il buon Letta, vendicativo assai. Dunque perché no? In fondo anche Più Europa l’alleanza col Pd l’ha favorevolmente praticata nelle scorse elezioni. Anche a costo di sorbirsi i Cinque stelle? Read the full story »

14 Luglio 2024 No Comments 56 views

« Nazionale, Reggio Emilia

L’umanità in piazza

Gli avvocati, e non solo, sono oggi andati in tutte le piazze d’Italia, compresa piazza Prampolini, a manifestare contro il sovraffollamento e il degrado delle carceri italiane, che hanno contribuito a provocare, da gennaio a oggi, ben 54 suicidi. Si tratta di un numero molto elevato pari a venti volte la percentuale di suicidi in generale e che si avvia a superare il record del 2022, quando, in tutto l’anno, si erano tolti la vita nelle carceri 85 detenuti. “Fare presto”, era scritto in uno dei cartelli situati sul podio. E sostenere, aggiungo, gli sforzi dell’Associazione Nessuno tocchi Caino e in particolare le iniziative di Rita Bernardini che trascorre più tempo nelle carceri che a casa sua. La drammaticità della situazione impone dunque provvedimenti veloci. Bene il piano carceri, ma tra quanti anni si potrà realizzare? La verità é che in Italia é possibile ospitare nelle carceri italiane meno di 50mila detenuti e invece questi ultimi ammontano oggi a 61mila. Questo affollamento, in diverse carceri italiane, provoca una percentuale di riempimento che a volte supera il 150%. Cioè dove dovrebbero esserci due persone ce ne sono tre. Read the full story »

10 Luglio 2024 No Comments 84 views

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E Macron ottenne la svolta, fin troppo

Se consideriamo che dopo le elezioni europee Marine Le Pen era ad un passo dalla maggioranza assoluta in Francia, il suo partito il primo e Macron terzo e sconfitto, allora si può ben dire che l’azzardo del presidente francese é pienamente riuscito. Bardella non sarà presidente del Consiglio e Macron non sarà costretto a una complicata coabitazione politica. Le Rassemblement nationale ha perso. Sarà stata la paura dei francesi di affidarsi a un governo in rotta con l’Europa e, almeno sull’Ucraina, con l’Occidente, sarà per l’accordo tra Ensemble e il Nouveau fronti populaire nei collegi ma la destra francese non solo non ha affatto sfiorato la maggioranza assoluta ma può perfino finire in minoranza se il partito di Macron e tutto, ma pare più probabile buona parte, del Front populaire troveranno un accordo. Ma cominciamo dall’affluenza. Il 66,7% al secondo turno é un record per la Francia superiore anche a quello del 1981. La destra non può nemmeno recriminare sulla bassa affluenza. Prima lista, é quella di sinistra, del Front populaire, che ha conquistato, sovvertendo tutti i pronostici, 180 deputati, Ensemble (Macron) ne ha ottenuti 168 e il Rassemblementi (Le Pen) solo 143, mentre les repubblicains (golllisti) 45. Read the full story »

10 Luglio 2024 No Comments 64 views

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Tra Macron e Starmer via Blair

Tra un turno e l’altro delle elezioni francesi volute da Macron per chiedere ai francesi se vogliono proprio essere governati da Marine e da Bardella, il trionfo del Labour a Londra coi conservatori al minimo storico dei seggi e coi laburisti che sfiorano il loro massimo, quello conquistato da Blair nel 1997. In Francia al primo turno ha votato il 66% degli aventi diritto, nel Regno unito il 60. Si lamentano loro. Cosa dovremmo dire noi che non raggiungiamo il 50? I laburisti hanno presentato un Labour lontano anni miglia da quello radicale, ideologico e per taluni aspetti anche antisemita del condottiero Jeremy Corbyn, che aveva ottenuto una entusiasmante sconfitta, contestando in sostanza tutte le tesi blairiane. Starmer si é presentato come uomo concreto, che tende a mettere in fila i problemi e a risolverli, senza vaticinare un futuro impossibile. Si é limitato nella sua breve dichiarazione dopo l’incarico ricevuto da Re Carlo a richiamare l’attenzione sulla necessità di maggiori risorse per la sanità e per la transizione verde. Ha avuto parole di apprezzamento per il suo predecessore, l’asiatico Sunak. Read the full story »

10 Luglio 2024 No Comments 73 views

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L’unione dei separati

E’ perfino naturale che la sconfitta delle due liste diciamo riformiste, quella di Stati uniti d’Europa, formata da Italia viva, Più Europa, Psi, e quella di Azione, con socialisti liberali e repubblicani, abbia messo in moto confronti e richieste di revisioni. Oggi da segnalare una lettera aperta di due dirigenti di Italia Viva e di Azione ai rispettivi partiti. Marattin e Costa, che già in passato avevano contestato la divisione di una lista che aveva conquistato quasi l’8% alle politiche e quasi 30 parlamentari. I due hanno scritto, dopo aver attribuito la responsabilità della sconfitta alla loro separazione: “Noi non ci rassegniamo a lasciare un pezzo di paese senza rappresentanza politica. Vogliamo contribuire a costruire, assieme a tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi, un unico grande partito liberal-democratico e riformatore che non si arrenda a fare da vassallo ai populismi di questo bipolarismo”. Read the full story »

2 Luglio 2024 No Comments 107 views

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Quale Costituente

Ho molto insistito nel mio intervento e col documento da me presentato al convegno dell’Associazione socialista liberale perché il processo costituente che si avvierà il 13 luglio a Roma sia aperto a tutte le forze politiche, sociali e sindacali dell’area riformista “senza personalismi e veti”. Non che sia semplice tornare al passato, né che siano esattamente sommabili i voti ottenute dalle due liste di Stati uniti d’Europa e di Azione alle elezioni europee. Ma la separazione, rispetto alla quale Carlo Calenda ha avuto una responsabilità, non ha certo favorito per entrambe il superamento dello sbarramento elettorale. Con tutti i partiti delle monarchie assolute sarà impossibile per una componente socialista abituata alle discussioni e ai confronto congressuale (anche in epoca craxiana) convivere. Il compagno Crema, lo stesso Mario Raffaelli, uno dei massimo esponenti di Azione, lo hanno fatto presente alla luce della recente esperienza elettorale. Che la Costituente sia aperta a tutti e concordata con tutti e che il nuovo partito sia contendibile democraticamente, sono dunque premesse necessarie e non negoziabili. Read the full story »

1 Luglio 2024 No Comments 104 views