« Nazionale

Scalfari non ha mai votato Psi?

Eugenio Scalfari ha scritto su Repubblica che nella sua vita ha sempre votato o Pri o Pci. Molto strano. Eugenio Scalfari che dovette a Pietro Nenni una candidatura nelle liste del Psi assieme a Lino Jannuzzi dopo la vicenda Sifar che costò ai due, allora all’Espresso, una condanna a 15 mesi di galera, non ha dunque votato nemmeno per se stesso quando venne eletto deputato nelle liste del Psu nel collegio di Milano-Pavia? Certo il suo voto non era sufficiente, giacché ne servivano alcune decine di migliaia, che gli fornirono gli autonomisti milanesi. Questi ultimi votavano così: 1 (Nenni), 16 (Craxi), 28 (Scalfari). La memoria gioca brutti scherzi, a una certa età. Eppure sono sicuro che quei numeri Scalfari non se li sia dimenticati. Può essere che dica la verità e che nel 1968 abbia preferito votare Pri o Pci anziché se stesso. Conoscendo l’alta considerazione che il fondatore di Repubblica ha di sè, propendiamo a credere che abbia solo detto una balla. Aver votato Psi ed essere diventato deputato grazie a Craxi costituisce per lui un’onta da dimenticare. Anche per noi…

23 marzo 2017 No Comments 21 views

« Nazionale

Il governo Frankestein

Dinnanzi a noi si potrebbe recuperare il vecchio detto di Mao “Alta è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellente”. Sennonché prima di noi ci sta l’Italia e tutto si può pensare per difenderla e migliorarla tranne agevolare la vittoria del movimento grillino, piazzando un ragazzo senza alcuna cultura alla presidenza del Consiglio, a mo’ di cavallo caligoliano, guidato da un comico, a sua volta agli ordini di una società privata d’informatica. Un conflitto d’interessi che potrebbe fare impallidire quello di Berlusconi. Read the full story »

23 marzo 2017 No Comments 20 views

« Reggio Emilia

La crepe di Reggio. Restaure… Resti (da il Resto del Carlino, 23 marzo 2017)

Via Resti, pieno centro storico, piccola e storica via parallela a via Emilia San Pietro, congiunzione tra via Fontanelli e via Franzoni, passando per via Boiardi, é forse quella messa peggio. Il selciato é sfasato e pieno di buche, i muri segnati da scritte, oddio neanche leggibili, sulla strada e contro le pareti delle abitazioni segni di urina di esseri umani o animali. Ma soprattutto gran parte delle facciate rovinate dall’incuria del tempo e degli uomini. Il comune deve lanciare un piano di recupero senza indulgenze. Facciamo due conti. Il sindaco confessa che finalmente le casse comunali sono piene e lancia nuovi padiglioni alle Reggiane, restauri di piazze, un nuovo campo di atletica e altro ancora, forse anche un ulteriore ampliamento del pala di via Guasco. Almeno il rifacimento di via Resti o in asfalto o, sarebbe molto meglio, in pietre di granito dovrebbe essere possibile. Poi anche due conti nelle tasche dei proprietari di immobili. Per il 2017 il Comune ha lanciato un bando per contributi ai privati che intendano restaurare le facciate dei loro immobili nell’ordine del 30 per cento. Teniamo presente che risulta finanziata la legge nazionale per il recupero del 50 per cento dell’investimento di restauro degli immobili dei centri storici. Cosa resta a carico dei proprietari? Il centro di Reggio Emilia é forse, tra quelli della regione, quello meno recuperato. Esistono almeno tre ordini di problemi. Read the full story »

23 marzo 2017 No Comments 29 views

« Nazionale

L’intervento di Del Bue al congresso di Roma: “Unire socialisti, radicali, verdi”

Turati é il socialismo. Sia quello del suo tempo, sia, nel metodo, quello dei giorni nostri. Lo dipingeva come un divenire costante nelle cose e nelle teste. Non la rivoluzione di un attimo, ma un processo continuo e completo. Abbiamo fatto bene a dedicargli il congresso. Magari augurandoci che anche le teste oggi possano migliorare. Dal fronte di guerra Bobo Craxi annuncia in un dispaccio la sua decisione di andare “oltre’ a noi. Parla a nome dei socialisti “in movimento” e qualcuno sostiene che l’approdo sia il nuovo Dp. Se é così si trasformerebbero in socialisti “Definitivamente persi”. Read the full story »

21 marzo 2017 No Comments 35 views

« Nazionale

Il congresso, il Pd e il pugno della Rosa

Quello di Roma s’é rivelato un congresso importante. Non solo per la partecipazione di quasi settecento delegati giunti a spese loro da tutta Italia, non solo per la qualità degli interventi. Ma soprattutto per alcune direzioni di marcia che ha aperto. Se il congresso ha segnalato la dolorosa separazione di alcuni compagni che hanno deciso di intraprendere altre strade, ha altresì permesso di individuare un possibile cammino comune con i compagni radicali e verdi, coi quali, non solo con loro, il Psi si é impegnato a promuovere a giugno, a Milano, una conferenza programmatica per lanciare un messaggio al Paese. Read the full story »

21 marzo 2017 No Comments 30 views

« Nazionale

Tutti riformisti, garantisti però…

Nel lessico della politica italiana ci sono qualificazioni ricorrenti che nella storia hanno ottenuto alterni consensi. Pensiamo a quello di riformista. Nato per contrapporsi al rivoluzionarismo, al massimalismo, al comunismo, é stato usato per decenni come un termine negativo, che significava cedimento, se non tradimento. Se il Pci di Berlinguer é arrivato al punto da definirsi “conservatore e rivoluzionario” ma mai riformista, il Psi di Craxi dal congresso di Palermo del 1981 é stato guidato da una maggioranza esplicitamente riformista. Solo nel 1989, dopo la svolta della Bolognina, Napolitano e i suoi diedero vita alla corrente riformista (ex migliorista) che restò però fortemente minoritaria nel nuovo partito. Read the full story »

17 marzo 2017 No Comments 46 views

« Nazionale

Pensioni e vitalizi

Non lasciamoci ingannare dalle parole, dai buoni propositi, dagli obiettivi di presunta equità. In tanti si affannano a sfoderare lo spadone contro le cosiddette pensioni d’oro e contestualmente contro i vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali, che tutto sono tranne che d’oro. Tanto che il principale alfiere della crociata, il Giordano, esponente giornalistico della destra trumpiana, parla di pensioni che superano i dieci-venti-trentamila euro, mentre la stragrande parte dei vitalizi non supera i quattromila netti. Ma adeguiamoci pure all’assunto giordaniano. Partendo da un presupposto. Non stiamo parlando, come si fa oggi, di politici. Il vitalizio scatta infatti per chi non é più parlamentare. Quindi generalmente per gli ex politici. Read the full story »

16 marzo 2017 No Comments 46 views