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Crisanti e i crisantemi

Andrea Crisanti, il bizzarro e ciarliero infettivologo che il professor Giorgio Palù ha definito “un esperto soprattutto di zanzare”, ha dichiarato che lui il vaccino di gennaio non lo farebbe. A suo giudizio mancano dati scientifici chiari di un vaccino che generalmente impiega dai cinque agli otto anni per essere individuato. Poi il nostro ha tentato di correggersi dopo la levata di scudi della stragrande maggioranza dei suoi (presunti) colleghi. Nell’articolo pubblicato quest’oggi, 23 novembre 2020, sul Corriere, Crisanti specifica che “alla domanda se mi sarei fatto vaccinare a gennaio ho risposto che non lo avrei fatto fino a che i dati di efficacia e di sicurezza non fossero stati messi a conoscenza sia della comunità scientifica sia delle autorità che ne regolano la distribuzione”. Orbene, come si dice in Veneto, peggio “il tacon del buso”. Read the full story »

23 Novembre 2020 No Comments 34 views

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Per spirito civico…

Poi non ci torno più su. Anche perché certi commenti violenti non li condivido certo. Ma che qualcuno solo supponga che la narrazione dell’episodio delle multe a due ragazzi e a un bar, che si é associato alla chiusura coatta di quest’ultimo per cinque giorni, sia stata strumentale e che io abbia vantato i miei incarichi passati per contrastare un vigile urbano, mi fa deprimere. Non faccio più politica attiva, non ho incarichi pubblici da anni, sono direttore gratuito di un giornale che rappresenta anche la mia storia. Cosa ci guadagnerei da quel che ho denunciato anche se la denuncia é stata apprezzata da più di 1100 amici? Nulla. Da tempo non mi presento alle elezioni e non ho nessuna intenzione di presentarmi in futuro. Se un vigile urbano ad una mia legittima domanda mi volta le spalle e mi chiede chi sono, cosa devo rispondere? Che mi chiamo Ursula Andress? Poco credibile. Quanto al fatto che il vigile mi si sia presentato come uno non di Reggio e che non conosce nessuno, come se fosse un merito, mi é sembrato agghiacciante e antitetico alla figura del vigile o poliziotto urbano come l’avevo sempre concepito io. Una sorta di sorvegliante di quartiere che conosce le strade e gli abitanti. Tutto qui. Oggi sono stato sommerso da telefonate di esercenti reggiani. Non voglio trasformarmi nel loro difensore civico, mi spiace solo che dopo una mia mail al sindaco quest’ultimo non mi abbia dato risposta.

20 Novembre 2020 No Comments 53 views

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Cinque proposte al governo

Quello che in molti fanno finta di non capire é che stiamo camminando sui carboni accesi e da un momento all’altro la situazione può esplodere. Proporrei al governo 1) Di proibire ai virologi di fare dichiarazioni pubbliche 2) Di far parlare per il governo solo un portavoce a nome di tutti 3) Di istituire subito un apposito comitato che si incarichi della distribuzione del vaccino con metodi discussi e approvati dal Parlamento. Si tratta della questione più delicata e che richiede il massimo consenso 4) Di approntare un progetto sul Recovery found in linea con quello predisposto dagli altri paesi, visto che l’Ue pare denunci un certo ritardo italiano. Si tratta, se tutto va bene, di oltre 200 miliardi, dei quali 80 a fondo perduto 5) Di portare in Parlamento un voto definitivo sul Mes, 36 miliardi rimborsabili in cinque a tasso negativo e in dieci praticamente senza interessi e che devono essere spesi per la nostra sanità. La gente é spaventata e arrabbiata. Occorrono atti concreti forti, non regole incomprensibili e divisioni cromatiche spesso di motivazioni oscure. Un algoritmo é utile per stabilire la promozione di una squadra di calcio in epoca di coronavirus, non per limitare o sopprimere la libertà dei cittadini in epoca di epidemia

20 Novembre 2020 No Comments 51 views

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Siamo tutti deficienti?

Aggiungo alcune ulteriori riflessioni su quello che Massimo Cacciari chiama l’assurdo normativismo. Siamo in quattro in piazza con mascherina e distanziati. Se uno di noi fuma una sigaretta nessuno dice nulla, ma se beve un caffè prende quattrocento euro di multa e il bar anche, se lo ha consegnato senza sacchetto, ma se il sacchetto l’ha consegnato e il tale lo ha gettato via, non saprei. Forse il barista dovrebbe andarlo a cercare e triovarlo come prova della sua buona fede. In questo caso dovrebbe evitare i 400 euro di multa e i cinque giorni di chiusura. Io sono preoccupato della sanità mentale di chi elabora queste normative. E dell’arroganza che a volte manifestano coloro che sono chiamati ad applicarle. Ci manca solo che ci dicano quando possiamo recarci in bagno e quante volte al giorno. Così non può andare. Le norme rischiano di farci diventare deficienti e come dice ancora Cacciari, e io mi associo, non possiamo considerarci tutti deficienti.

20 Novembre 2020 No Comments 49 views

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Covid: destra, sinistra e libertà

Ho avuto modo più volte di richiamare il governo al rispetto della Costituzione, nonostante la gravità di una pandemia che, come dice Bersani, solo gli scemi possono negare. Cinquantatré milioni di infetti e un milione e trecentomila morti, sono la testimonianza di un evento fra i più tragici avvenuti negli ultimi decenni. Premessa spero chiara e indiscutibile. Contesto  dall’inizio i negazionisti come ho sempre rigettato i No vax, perché  trattasi di posizioni pre scientifiche e di convinzioni frutto più della superstizione, alla stregua dello scrutare degli astri o dell’interrogare un Dio, che non di analisi scientifiche fondate sull’esperienza aggiornata al XXI secolo. Ovvio che l’emergenza di una pandemia possa ledere anche diritti dei cittadini in materia di libertà. Limitare i movimenti delle persone, imporre la chiusura di locali, decidere quando e come puoi fare la spesa, proibire i movimenti da regione a regione quando non da comune a comune, chiudere teatri e cinema, proibire congressi e manifestazioni politiche rappresentano soluzioni purtroppo necessarie in un momento così delicato. Ma fino a che punto per combattere un’emergenza può essere violata una Costituzione? Secondo il costituzionalista Azzariti la copertura costituzionale dell’emergenza é assicurata dagli articoli 16, 17 e 32 della Costituzione. Diffatti, se è vero che, all’articolo 16 “ogni cittadino puo’ circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale”, può farlo “salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza”. Anche la libertà di riunione “può essere vietata soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”. Nel caso dell’emergenza attuale l’articolo che viene privilegiato permettendo una restrizione degli altri diritti è la tutela della salute, la quale all’articolo 32 viene tutelata dalla “Repubblica” sia nella sua dimensione individuale- diritto dell’individuo-, sia nella sua dimensione collettiva – interesse della collettività. Ed è questa tutela ad ampio raggio a permettere la costruzione di uno stato d’emergenza della Repubblica intera, a prescindere dalle autonomie regionali. Read the full story »

20 Novembre 2020 No Comments 47 views

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Le ondate come le repubbliche

Da una dichiarazione del famoso virologo Pregliasco: “Se faremo un liberi tutti a Natale ci sarà una seconda ondata”. Oggi dal Corriere il direttore della pneumologia all’ospedale San Giuseppe di Milano avverte: “E’ possibile una terza ondata. Non bisogna arrivarci impreparati”. Seconda o terza che sia sarebbe opportuno che coloro che si occupano direttamente dell’epidemia si mettessero d’accordo almeno sullo stato di fatto. Per la maggior parte di costoro esiste una emergenza sanitaria. Cioè il rischio sarebbe quello di superare un limite, il 30% di presenze, fissato nelle terapie intensive. Oggi l’Agenas (l’Autorità nazionale per i servizi sanitari regionali) sostiene che 11 regioni avrebbero superato la soglia critica, pochi giorni fa lo stesso Corriere intitolava: “Terapie intensive al collasso”. Read the full story »

20 Novembre 2020 No Comments 44 views

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il caffè nel sacchetto

Allucinante situazione a Reggio Emilia, zona arancione. I bar possono fare solo servizi di asporto. Bar Duomo, piazza Duomo, luogo centrale della città, questa mattina ore 11 circa. Due ragazzi stanno bevendo in piedi due caffé a pochi metri di distanza dal bar. Arrivano due vigili urbani e danno 400 euro di multa ai ragazzi e 400 al bar più 5 giorni di chiusura. Intervengo per capire e vengo trattato con toni inusuali. Faccio presente, per evitare che mi scambiasse per un ubriaco che passa per strada, che sono stato vice sindaco, deputato e che a Reggio mi conoscono tutti. La risposta del vigile é agghiacciante. “Non sono di Reggio”. Cioè uno che non é di Reggio, che non conosce la città e i suoi abitanti viene inviato a dar la multa ai passanti. Ma fa niente. I due ragazzi non potevano bersi un caffè in piedi davanti al bar, ma dieci metri più in là sì? Risposta “no, solo a casa”. Ma si é mai visto uno che ordina un caffè al bar e poi arriva a casa sua e se lo beve freddo? Pazienza. Se lo avesse bevuto nella via adiacente avrebbe dovuto rivelare in quale bar l’aveva preso. Dietro apposito interrogatorio? Ma la responsabilità del bar qual’é? Mica é obbligato a sapere dove uno si beve il caffè. No. Ma il barista mi ha confidato che i vigili gli hanno comunicato che il caffè “deve metterlo in un sacchetto”. Un sacchetto per evitare la multa. Un caffè in un sacchetto? Qui mi sono girate le scatole e ho evitato di continuare perché si arrivava al grottesco. Cioè siamo arrivati al sacchetto come detonatore della multa. Follie di una gestione insensata di una norma. Risultato. Il barista mi ha confidato che il bar non lo riaprirà più. Con l’aria che tira per i commercianti é invero una ottima notizia…

20 Novembre 2020 No Comments 68 views