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Centro Prampolini: un convegno sulle coop che ha fatto centro

Grande partecipazione (sedie dappertutto) e gente in piedi e sulla scale, ripresa integrale su Teletricolore, due pagine intere sulla Gazetta, questo il risultato della iniziativa del Centro Prampolini sulla crisi delle cooperative. Nel dibattito al quale hanno partecipato oltre ai due massimi dirigenti della cooperazione, anche i giornalisti, hanno preso parte decine di soci che hanno manifestato la loro preoccupazione e dichiarato la loro volontà di continuare la mobilitazione. Tra l’altro sono venuti a galla alcuni particolari inquietanti di gruppi dirigenti cooperativi, che dovremo approfondire. Ampi riconoscimenti al valore dell’iniziativa. Due le rivelazioni importanti. La prima é che ci sono dirigenti cooperativi che guadagnano tre-quattro volte lo stipendio dell’attuale presidente di Boorea (3.300 euro). Fate i conti. La seconda ë che i dirigenti di Orion hanno tolto il loro prestito sociale qualche mese prima del crack mentre i poveri risparmiatori hanno perso il loro. In barba all’etica cooperativa…

27 aprile 2017 No Comments 28 views

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Il trietto

Un po’ mi sono annoiato. Ma era prevedibile. Mica erano tre comici. Oddio, non é che i comici non abbiano consensi in politica. Resta il fatto che la risposta in un minuto per il trio candidato alla segreteria del Pd era da sfruttare con slogan e con battute. Dei tre il più simpatico mi é parso Emiliano, il più politichese Orlando, Renzi il più diretto. In un ring di pugilato Renzi avrebbe vinto ai punti, anzi ai pugni. I suoi contro Orlando, sempre d’accordo quando era al governo e in Parlamento dal 2006 (io in verità non me lo ricordavo nemmeno) e quello contro Emiliano, cioè il solenne impegno ad appoggiare qualsiasi vincitore uscirà dalle urne (sic), mi sono parsi fendenti da far male. Read the full story »

27 aprile 2017 No Comments 26 views

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25 aprile: festa di libertà

Oggi ho trascorso la festa della liberazione a Reggiolo, un comune della bassa reggiana, dove, nell’ambito delle celebrazioni del 25 aprile, i nostri sono riusciti a ritagliare un momento dedicato alla memoria di Giacomo Matteotti, come recita la nuova insegna della via del comune a lui intestata, “martire socialista e antifascista”. Ho parlato ricordando il segretario nazionale del Psu, non solo come martire, ma anche come uomo politico, visto che Matteotti, eletto deputato del Psi per la prima volta nel 1919 nella provincia di Rovigo, era un socialista riformista che seguì Turati, Treves, Prampolini, quando i riformisti, nell’ottobre del 1922, a pochi giorni di distanza dalla marcia su Roma, vennero espulsi dal Psi massimalista in ottemperanza agli ordini di Mosca. Read the full story »

25 aprile 2017 No Comments 34 views

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Macron, monsieur le président

Emanuel Macron affronterà dunque al ballottaggio Marine Le Pen e vincerà, avendo già ottenuto l’appoggio di socialisti e gollisti. Mettiamo anche che una piccola parte di elettorato di Melenchon, che ottiene un lusinghiero 19 per cento, preferisca la rottura con l’Europa proclamata dal Front national, ma non vedo come Marine possa varcare il portone dell’Eliseo superando la maggioranza con solo il 21 per cento di partenza. La Francia é figlia dell’illuminismo e il suo elettorato, al contrario di quello italiano, ragiona prima di votare e preferisce il candidato meno lontano rispetto alla punizione del contendente tradizionale. E’ accaduto alle recenti regionali, accadrà alle presidenziali. Tanto più che Macron é assai più affine ai socialisti e ai gollisti di quanto qualsiasi di loro sia affine a quell’altro. Read the full story »

25 aprile 2017 No Comments 34 views

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Dalla Gazzetta di Reggio: “Cosa c’è dietro la crisi delle coop”

Ringrazio il direttore della Gazzetta di Reggio per aver sguainato la scimitarra a difesa dei soci e dei dipendenti delle cooperative in crisi. E anche di aver citato il mio libro, “Il primo cooperatore, Contardo Vinsani il riformista utopistico” a proposito dei socialisti che, secondo Prampolini, non avrebbero dovuto diventar padroni di alcunché. Certo a valutare cause e riflessi della liquidazione di quasi tutta la realtà del cooperativismo della produzione e lavoro non può non sovvenire quel profondo anelito di giustizia e di progresso sociale che animava il movimento cooperativo delle origini. Naturalmente appare fuorviante un paragone in contesti economici e sociali così differenti. Quel che salta agli occhi in tutta la sua evidente diversità é rappresentato dagli obiettivi e dai comportamenti. Read the full story »

20 aprile 2017 No Comments 54 views

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L’Eugen… etica di Scalfari

Ancora una volta l’ex direttore di Repubblica rimuove i socialisti e la loro storia. In un lungo articolo apparso sull’Espresso egli, per dimostrare il superiore livello culturale dei politici del passato rispetto a quelli di oggi, cita gli intellettuali di ogni partito, sotto un’effige congiunta di Moro e di Gramsci. Enumera ovviamente quelli democristiani, pochi, poi quelli comunisti, molti, e i repubblicani, i liberali e perfino gli azionisti. Dei socialisti nessun cenno. Nessun nome. Nemmeno il suo, deputato del Psi dal 1968 al 1972, per sfuggire all’arresto dopo il caso Sifar. O il buon Eugenio si é rincoglionito o si tratta di una rimozione voluta, come se nel Psi non fossero stati presenti intellettuali di gran livello. Oppure, ed é la cosa più probabile, l’omissione rappresenta un’esigenza non nuova dell’Eugenio, quella di stampo Eugenetico, di ripulire la storia italiana dalla presenza del Psi. Cominciamo a enumerarli i nostri per ricordarli anche al grande sacerdote dell’Inquisizione. Da Antonio Labriola, primo traduttore di Marx in Italia, a Carlo Rosselli, fondatore del socialismo liberale, a Ugo Guido e Rodolfo Mondolfo, col loro umanismo marxista, a Filippo Turati che oltre al riformismo lanciò la Critica sociale, a Ivanoe Bonomi, che riportò in Italia le terie di Bernstein, a Ignazio Silone, scrittore tra i più prestigiosi, a Pietro Nenni, giornalista e storico di primo piano, a Eugenio Colorni e Lelio Basso, fino a Bosio e Panzeri, per poi passare ai tempi più recenti, a Bobbio, Arfè, Giolitti, Lombardi, De Martino, fino a Martelli e Amato. E me ne sono dimenticati molti. Se c’é un partito in cui gli uomini di cultura esondavano era il Psi. Scordarsene é errore da matita blu. Per Scalfari non é un refuso. E’ una prassi. Eugen…etica.

20 aprile 2017 No Comments 46 views

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Dai che ci siamo. Fine vita: un altro diritto dei socialisti

Dopo le grandi battaglie targate Loris Fortuna (e Marco Pannella) degli anni settanta, e dopo la legge sulle unioni civili approvata anche grazie al governo Renzi, pur tuttavia senza quella stepchild adoption che esiste anche nella democristiana Germania, ma che ugualmente viene applicata poi dai tribunali, finalmente pare in dirittura d’arrivo la legge sul fine vita. Questo grazie ancora all’impegno di un socialista, anzi, di una socialista, Pia Locatelli, che ha coordinato il comitato interparlamentare sull’argomento e si é battuta per l’approvazione della legge. Si tratta, come nel caso delle unioni civili, della legge più moderata sulla scelta del fine vita, rispetto a quella prevalente nell’intera Europa dove, in diversi stati, esiste il diritto di scelta da garantire tout court che qui viene sbandierata come eutanasia, che in greco significa morte benefica. Una morte a fin di bene. Per evitare di vivere attanagliato dal dolore e dalla sofferenza psicologica e fisica. Read the full story »

20 aprile 2017 No Comments 42 views