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Dal il Resto del Carlino dell’8 ottobre 2019 “Sempre col segretario”

Come nella migliore tradizione comunista i dirigenti emiliani stanno col segretario del partito. Ieri l’altro, ai tempi del Pci, con Togliatti, poi con Longo e Berlinguer, fino ad Occhetto (unica eccezione Vincenzo Bertolini che non lo votò segretario nel Comitato centrale che lo elesse). Da allora nessuno ha fatto obiezioni. Nei diesse erano dalemiani o veltorniani a seconda di chi guidasse il partito. Poi nasce il Pd e dopo il veltronismo con tanto di slogan copiato da Obama “Si può fare”, ecco la stagione di Bersani e la stragrande maggioranza dei pidini reggiani ed emiliani si identificarono con lui alle primarie del novembre 2012, quando l’esegeta dei più originali proverbi sconfisse nettamente Renzi e Vendola. Poi fu la volta di Renzi e anche coloro che stavano con Bersani divennero renziani convinti tanto che quando Bersani lasciò il Pd quasi nessuno lo seguì. Stessa cosa oggi con Zingaretti. Bersaniani, renziani e oggi zingarettiani cosa cambia? Renzi lascia il partito e a Reggio nessuno o quasi nessuno lo segue? Anche questa è coerenza. Al di là della politica il segretario ha sempre ragione.

Mauro Del Bue

11 Ottobre 2019 No Comments 44 views

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Siamo tutti curdi

Non c’é cosa peggiore che chiamare pace una guerra. E per di più d’aggressione come quella scatenata da Erdogan contro i curdi siriani, che amministrano autonomamente un territorio sulla base di un accordo contratto con la Siria nel 2011. La Turchia ha definito la sua operazione “Fonte di pace”. Di quale pace lo comprendono i curdi del Nord Est siriano attaccati con bombardamenti e truppe di terra del sol levante e dell’esercito siriano in guerra con Assad. D’altronde già l’attacco alla città curda di Affrin l’anno scorso era stata lanciata al grido di “Ramoscello d’Ulivo”. Non é la prima volta che capita. La Conferenza di Monaco del settembre del 1938, quella cosiddetta della pace, aprì il capitolo dell’invasione della Polonia e della seconda guerra mondiale. Read the full story »

11 Ottobre 2019 No Comments 41 views

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Il taglio del Parlamento

Riccardo Nencini domani voterà contro la legge sul taglio del parlamentari e il Psi tutto si é dichiarato contrario alla legge costituzionale dei Cinque stelle. Oggi sul Corriere Angelo Panebianco chiarisce, se mai ce ne fosse stato bisogno, da quale impostazione della democrazia essa dipenda e quale mancanza di ispirazione istituzionale e costituzionale contenga la sua approvazione da parte del Pd. Quel che Panebianco non desume é la più semplice delle verità. E cioè che il Pd ha accettato il baratto. E cioè la prima delle condizioni poste dai grillini per la nascita del Conte due che era, appunto, la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari. Hic rodhus hic salta. E il salto del Pd é stato effettuato dopo avere resistito per tre votazioni sostenendo una posizione logica e opportuna seconda la quale la diminuzione del numero dei parlamentari dove seguire, e non precedere, la riforma del Parlamento e la legge elettorale. Read the full story »

7 Ottobre 2019 No Comments 60 views

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La burla di Zingaretti

Diciamo subito che mai come ora, cioè in seguito alla scissione di Renzi, il Pd col suo segretario in testa, ha spalancato le proprie porte facendo incetta di nuove adesioni, in taluni casi rispolverando quelle vecchie. Dopo la nascita di Italia viva e del gruppo senatoriale Psi-Italia viva il Pd, in evidente stato di difficoltà, ha iniziato la sua campagna acquisti rivolgendosi alla sua destra e alla sua sinistra. In primis ha accolto l’invito Beatrice Lorenzin della lista civica Popolare, quel che restava del vecchio Nuovo centrodestra di ispirazione alfaniana. La Lorenzin ha testimoniato la sua nuova fede individuando il Pd come il principale fronte antisovranista. Un eco di tromba alla destra a cui risponde subito l’eco di sinistra. L’ex presidente della Camera, la Boldrini, proveniente da Leu, ha poco dopo deciso anch’essa di approdare al Pd. Uno a uno e palla al centro? No. Read the full story »

3 Ottobre 2019 No Comments 76 views

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L’ultimo pensiero di Roberto Villetti é rivolto a noi

“Desidero che il mio cadavere venga cremato e le ceneri disperse in mare o in un lago. Il mio ricordo va alle compagne e compagni coi quali ho condiviso gli ideali di giustizia e libertà del socialismo italiano. Roma, 7 agosto 2019, Roberto Villetti.”

L’ultimo suo pensiero. Le ultime sue parole scritte. Quelle di un uomo politico che aveva scritto sempre, continuamente, incessantemente. La sua lucidità mantenuta fino a pochi giorni dalla morte gli ha permesso di scrivere anche quel che doveva avvenire dopo. E gli ha consentito di appartarsi per sempre ricordando compagne e compagni coi quali ha trascorso la vita e quegli ideali a cui ha voluto ispirarsi fino all’ultimo respiro. Un’identità che si evoca prima di morire é una grande identità. Quella stessa che i vecchi socialisti richiamavano pregando di posare un garofano sulla tomba al suono dell’Inno dei lavoratori. Ho conosciuto Roberto da giovane. L’ho riconosciuto in queste poche parole. Un messaggero di una storia e di un ideale incancellabile che permette anche di sconfiggere la morte. Un ragazzo perennemente innamorato dei suoi ideali. Il suo partito era la sua famiglia, l’Avanti la sua compagna. Il nostro ricordo, Roberto, va a te, per tutto quel che ci hai regalato. Anche quest’ultimo magnifico pensiero che ci commuove e ci fa piangere di dolore e di orgoglio insieme.

3 Ottobre 2019 No Comments 76 views

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Una legge sul suicidio assistito

Facciamo subito chiarezza. La Corte ancora una volta invita il Parlamento a legiferare, come avvenuto in passato, su una questione che attiene i diritti delle persone. Stiamo parlando del cosiddetto suicidio assistito, alla luce del caso Cappato e Dj Fabo. Trattasi di questione non regolamentata dalla recente legge sul fine vita e sul trattamento biologico. Le normative introdotte da quest’ultima legge prevedono solo la sospensione del trattamento medico, compresa l’alimentazione e l’idratazione artificiali, ma non entrano nel merito di un intervento esterno che produce, su volontà della persona, alle prese con una insopportabile situazione personale, la volontà di togliersi la vita. Read the full story »

29 Settembre 2019 No Comments 97 views

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Nostalgisti e politica

E’ dal 1994 che la nostra comunità é afflitta dal duplice conflitto tra nostalgismo e politica. Sono passati 25 anni e ancora siamo alle prese con questo angoscioso dilemma. E’ evidente, la nostalgia é un sentimento comprensibile e anche assolutamente rispettabile soprattutto quando evoca tempi migliori per noi e per gli altri. Dante ci metteva in guardia, però, perché “non c’è nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella sventura”. Crogiolarsi per 25 anni e rimettersi il lutto dopo ogni elezione perché quel tempo non può tornare appartiene a una forma di masochismo francamente sconcertante. Per capire che non si può rifare il vecchio Psi non sono bastati: il risultato del Ps di Del Turco nel 1994 dopo Tangentopoli (dal 13,7 del 1992 al 2,1), il risultato dello Sdi alle europee del 1999, ancora il 2,1, quello del Nuovo Psi alle politiche del 2001, l’1%, quello del Nuovo Psi alle Europee del 2004, il 2,1 ancora, quello del Ps dopo la Costituente nel 2008, lo 0,9. I due risultati delle europee, che sono il doppio di quello conseguito alle politiche, sono anche il frutto di una legge elettorale proporzionale che poi, con le elezioni del 2009, sarà emendata con l’introduzione di uno sbarramento al 4%. Read the full story »

26 Settembre 2019 No Comments 95 views