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Conte ct del governo?

Sarà Giuseppe, non Antonio, Conte il nuovo presidente del Consiglio della Duplice Alleanza? Questo il nome ufficialmente proposto da Lega e Cinque stelle al presidente della Repubblica. Mattarella ha preferito rinviare ogni decisione e illustrare l’articolo 95 della Costituzione che recita i compiti del presidente del Consiglio. E ha deciso la convocazione dei presidenti di Camera e Senato nella giornata di domani. Poi darà l’incarico, probabilmente, se non ci saranno sorprese, nient’affatto da escludere, proprio al docente e avvocato foggiano. Un presidente di garanzia del programma scritto da altri e con un governo già composto prima del suo incarico. Read the full story »

21 maggio 2018 No Comments 34 views

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L’incarico a un contratto?

Abbiamo letto attentamente i punti del cosiddetto contratto stipulato da Lega e Cinque stelle, le due minoranze più consistenti uscite dall’urna del marzo scorso e che, unendosi, fanno maggioranza nelle due aule parlamentari. Non è che altri programmi fossero più approfonditi, e aggiungiamo che il programma di per sé conta sì, ma non è tutto. Sono i comportamenti successivi e il contesto internazionale e nazionale in cui si cala, che determina l’azione di un governo. Tuttavia si possono subito individuare alcune genericità (come si fa a scorporare dal rapporto deficit PIL 250 miliardi non lo dicono, anche perché dovrebbero essere d’accordo tutti), qualche idiozia (sui vaccini, perfino pericolosa), qualche mistero (il motivo per cui si dice di no alla Tav Torino Lione e di si al terzo valico non lo si spiega), qualche sogno (i 780 euro mensili, come reddito di cittadinanza che costerebbe 17 miliardi l’anno, non dicono dove li trovano e nemmeno i soldi per rivedere la Fornero e quelli della Flat tax).

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17 maggio 2018 No Comments 60 views

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Avanti popolo

Non ho ben capito dove siano. Se in un cunicolo cieco di un sottoscala o in un’ariosa stanza di palazzo. Ma é lì che pare si decidano i destini dell’Italia. Altro che trasparenza, altro che diretta streaming. Sono dieci giorni che i due dell’Apocalisse col contorno di scudieri e di alabarde stanno discutendo e dividendo posti e lanciando candidature alla guida del loro governo con l’obbligo di far da garante al loro programma. Lasciamo per un momento in disparte la questione che da giorni espongo e che oggi riprende da par suo sul Corriere Antonio Polito, e cioè quella relativa al capovolgimento della prassi costituzionale in materia di designazione di un presidente del Consiglio. Ma il popolo italiano che ne pensa di questa nuova forma di teatrino muto? Read the full story »

17 maggio 2018 No Comments 49 views

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Mattarella e i due

Il capo dello stato non è un notaio. Lo ha ribadito Mattarella nel ricordo di Luigi Einaudi, il primo presidente eletto dell’Italia repubblicana dopo la parentesi di De Nicola. Il presidente ha insistito su quattro concetti chiave cui si ispirò lo stesso Luigi Einaudi, che ristabiliscono le prerogative del Colle sancite dalla Costituzione. E cioè che la nomina del premier spetta al Capo dello Stato, che solo robusti contropoteri possono impedire abusi, che la scelta dei ministri è importantissima, che si batterà contro proposte programmatiche o leggi prive di una solida copertura finanziaria. Non solo. Mattarella ha anche ricordato il modo in cui si comportò Einaudi dopo le elezioni del 1953 quando, dopo la fine dell’età degasperiana e la bocciatura della sua proposta di legge elettorale, la Dc propose alcuni nomi per la presidenza del Consiglio e il capo dello Stato scelse quel Giovanni Pella, considerato alla stregua di un indipendente a tal punto da indurre la stessa Dc a definire il suo come “un governo amico”. Read the full story »

12 maggio 2018 No Comments 94 views

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Il governo del permesso

E’ innanzitutto il governo della paura del voto quello che si formerà con ogni probabilità tra pochissimi giorni. I più contenti sono i berlusconiani e i pidini. Avevano una paura matta del voto subito. L’avevano i dirigenti per il risultato negativo al quale con ogni probabilità sarebbero andati incontro. L’avevano i loro parlamentari che non avevano la minima certezza di tornare a Montecitorio e Palazzo Madama. Cosi hanno scelto, gli azzurri, la teoria della unità nella diversità. Ovvero del permesso alla convergenza della Lega coi Cinque stelle. Vadano pure al governo i leghisti, ma questo non inficerà la collaborazione esistente in mezza Italia. E’ già successo ai tempi del governo Monti e Letta. Il precedente ha aiutato. Stavolta c’é qualcosa di più. C’é il via libera all’alleato di formare un governo con un avversario. C’é il dissenso consenziente. La pacca sulle spalle a Salvini come per dire: vai, io non ti fermerò. E Berlusconi fa la figura del capo responsabile, che permette al suo alleato, che aveva chiesto la sua autorizzazione, di collocarsi altrove, rendendo possibile un governo, permettendosi di sospendere il giudizio, che darà solo a fine anno, di promozione o meno del suo allievo e intascando una serie di contropartite, la principale delle quali pare essere la non ostilità dei Cinque stelle ai suoi interessi politici e imprenditoriali. Read the full story »

10 maggio 2018 No Comments 87 views

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Gli irresponsabili

Dopo il gruppo dei responsabili é nato adesso quello, molto più vasto, degli irresponsabili. Mentre il presidente della Repubblica Mattarella chiede una fiducia transitoria per permettere a un governo neutrale (un’altra definizione discutibile dopo quelle di governo di responsabilità e di tregua) di prendere vita, Di Maio e Salvini si oppongono senza suggerire altro che le elezioni subito. L’uno é solo disposto a un accordo (lo chiama contratto, termine berlusconiano) con Salvini, che non può rompere con Berlusconi e quest’ultimo non può appoggiare un governo tecnico se no libera Salvini verso un accordo con Di Maio. Read the full story »

8 maggio 2018 No Comments 88 views

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Legge elettorale e governabilità

Spiegateglielo agli italiani che non esiste una legge elettorale che risolva “de iure” il problema della governabilità. Lo dico ai giornalisti oltre che ai leader di partito. Non ingannate gli elettori. Il doppio turno nazionale, prescritto nell’Italicum, é stato dichiarato incostituzionale perché non prevedeva una soglia di accesso. Oltretutto é inapplicabile al Senato che in Costituzione si prescrive “su base regionale”. Un turno unico con premio di maggioranza c’era, era il Porcellum (si assegnava il premio alla prima coalizione) ed è stato dichiarato incostituzionale perché non prevedeva una percentuale minima. Si ragiona allora sul 40 per cento. Ma non é questa la soglia già implicita nel Rosatellum, per la conseguenza dell’intreccio tra proporzionale e maggioritario? Read the full story »

8 maggio 2018 No Comments 101 views