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Dieci anni di Pd

Si celebra il decennale del Pd. Dieci anni di un percorso politico accidentato. Dieci anni di vittorie (poche) e di sconfitte (molte), di illusioni e delusioni, di contrasti interni, esclusioni e separazioni. L’unica cosa certa é che il partito regge, nonostante tutto, su percentuali ancora alte, tali da farne se non il partito oggi più forte, quello che ha la legittima ambizione di diventarlo. Si partì con Fassino e Rutelli, i due leader dei Diesse e della Margherita che decisero di unificarsi. Ma si passò subito la palla a Veltroni, per tentare l’impossibile sfida a Berlusconi alle elezioni anticipate del 2008, in salsa obamiana. S’inventò il partito a vocazione maggioritaria, fuoriuscendo dalla logica delle coalizioni. Veltroni e Berlusconi puntavano al passaggio dal bipolarismo al bipartitismo. Il primo apparentò solo Di Pietro, il secondo solo la Lega. Il risultato lo conosciamo. Read the full story »

16 ottobre 2017 No Comments 36 views

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Rosatellum nel pugnum?

Due parole sulla legge elettorale, definita Rosatellum, in realtà Mattarellum rovesciato, con un terzo di collegi uninominali maggioritari e due terzi di quota proporzionale con listini bloccati. Siamo all’emergenza, non c’é tempo per approvare la legge migliore. C’é solo il tempo per approvare una legge che sia meglio dell’attuale. Che é quel che resta dell’Italicum alla Camera e quel che resta del Porcellum al Senato. Per di più con evidenti incompatibilità (le liste alla Camera, le coalizioni al Senato, lo sbarramento al 3 alla Camera e all’8 regionale al Senato). Dunque meglio il Rosatellum che uniforma Camera e Senato, rende possibili, anzi necessarie, per l’una e per l’altro, le coalizioni, permette a una eventuale lista a sinistra e a destra del Pd di presentarsi coalizzate, permette a Forza Italia di distinguersi dalla Lega. Read the full story »

11 ottobre 2017 No Comments 49 views

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Chi di spada ferisce di forcone perisce

Il giovane e scapigliato Di Battista, simbolo del grillismo movimentista, ne ha combinata un’altra delle sue. Dopo avere sbagliato citazioni storiche ha sbagliato folla e davanti a Montecitorio si é messo ad arringare un gruppo di forconi scambiandoli per grillini. Costoro, esterefatti, lo hanno letteralmente mandato a vaffa… linguaggio che il Dibba conosce bene. Compreso l’errore, il malcapitato é fuggito in camicia scavalcando le transenne coi forconi del generale Pappalardo (già deputato Psdi nella prima Repubblica) che gli urlavano ladro. Scena da incorniciare col detto: “Chi di spada ferisce, di forcone perisce”…

11 ottobre 2017 No Comments 63 views

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Storia della sinistra delle divisioni

C’è qualcosa che caratterizza la sinistra italiana rispetto al resto del panorama politico. Ed è la propensione a dividersi. Questo è storicamente accertabile fin dalla nascita del movimento organizzato dei lavoratori. Il primo atto del congresso del primo partito d’origine internazionalista, e cioè il Partito dei lavoratori nato a Genova nel ferragosto del 1892, fu la scissione tra socialisti e anarchici. Questi ultimi avevano lanciato per primi l’Internazionale in Italia a partire dal congresso di Rimini del 1872 e avevano promosso due insurrezioni a Bologna e nel Matese in nome del profeta Bakunin e finanziate dal ricco Carlo Cafiero, che a forza di dilapidare il suo patrimonio finì in miseria e morì pazzo. Poi le lotte tra riformisti, nella doppia versione, alla Prampolini (il socialismo evangelico e costruito dal basso) e alla Turati (il socialismo come divenire, trasformazione continua “delle cose e delle teste), con i sindacalisti rivoluzionari, che lanciavano lo sciopero insurrezionale vaneggiando di ore X, sulla scorta dell’elaborazione del filosofo francese Jean Sorèl. Read the full story »

10 ottobre 2017 No Comments 90 views

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Il pentimento di Di Pietro e l’errore di Bobo

Vorrei essere capito e parto da una premessa. Gli errori o i meriti dei padri non ricadono sui figli. Figurarsi i convincimenti. Bobo non è Bettino e può pensarla come vuole. Anzi, sarebbe ora che anche lui si affrancasse dal cognome che porta. Lo ha penalizzato o avvantaggiato in questi vent’anni? E aggiungo che è bene che ognuno compia le scelte che ritiene giuste, e anche opportune. Non sono uno che si scandalizza se un uomo politico cerca una poltrona. La politica senza poltrone è roba da testimoni di Geova. Un partito senza parlamentari è senza voce. E infine personalmente penso che se uno della nostra vecchia famiglia riesce a rinascere non é un male per tutta la famiglia, se con essa, però, il rinato mantiene un tracciato di continuità. Read the full story »

9 ottobre 2017 No Comments 59 views

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E Commissione d’inchiesta su Tangentopoli sia

l Psi, con Enrico Buemi al Senato e Oreste Pastorelli alla Camera, ha depositato la proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta su Tangentopoli e i suoi effetti, anche a seguito delle clamorose dichiarazioni di Antonio Di Pietro, il magistrato milanese simbolo della stagione di Mani Pulite. Quest’ultimo ha speso queste parole, in un’intervista alla trasmissione “L’aria che tira”: “Ho fatto l’inchiesta Mani Pulite con cui si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima repubblica: il male, che era la corruzione e ce n’era tanta, ma anche le idee”. E ancora: “Ho costruito la mia politica sulla paura delle manette, sui concetto che erano tutti criminali”. Dunque Di Pietro ritiene la sua indagine un’iniziativa politica? Pensa che compito del Pool sia stato quello di perseguitare persone anche innocenti ritenendole a torto tutte criminali? Sostiene di avere fatto politica con la paura delle manette. Ma, visto che da politico non poteva ammanettare nessuno, ammette di avere svolto l’indagine seminando la paura delle manette. Cosa gravissima visto che non è previsto dal codice penale quello di indagare le persone minacciandole, ai fini di confessione, di metterle in gattabuia. Read the full story »

9 ottobre 2017 No Comments 61 views

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Catalogna: indipendenza o autonomia?

Il referendum convocato e svolto per sancire l’indipendenza della Catalonya dal governo centrale di Madrid ha provocato sul piano internazionale due reazioni abbastanza comuni. La prima é quella di opporsi a una decisione unilaterale, peraltro svolta con una consultazione senza adeguati controlli, semplicemente attraverso un sì o un no, la cui conseguenza inevitabile sarebbe quella, incostituzionale secondo il dettato della democrazia iberica del dopo franchismo, della rottura dell’unità nazionale. La seconda é relativa alle preoccupazioni per la repressione ordinata dal governo Rajoy e messa in pratica dalle forze dell’ordine nazionali, in contrasto con quelle catalane, ai fini di impedire lo svolgimento della consultazione. Read the full story »

2 ottobre 2017 No Comments 131 views