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Distorsioni

Se scrivo “guerra di civiltà lanciata dai terroristi islamici” gli ortodossi della sinistra mi bacchettano e stravolgono in “guerra di civiltà tra musulmani e cristiani” (io peraltro non sono religioso). Se parlo di “guerra ispirata a una interpretazione radicale o estrema dell’Islam” mi bacchettano lor signori perché il terrorismo non sarebbe ispirato a nessuna religione. E scambiano un’interpretazione estrema con l’Islam come viene interpretato dai più. Se osservo che “l’intervento in Iraq e il non intervento in Siria non sono certo gli unici elementi che hanno fatto esplodere il terrorismo”, visto che l’11 settembre del 2001 non c’era la guerra né in Iraq né in Siria, allora difendo la guerra di Bush. E magari anche il non intervento di Obama. Ma quest’ultimo é più popolare. Read the full story »

22 agosto 2017 No Comments 19 views

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Dieci idee contro il terrorismo islamico

Non si contano ormai le vittime e le aggressioni, con esplosioni, attacchi armati a colpi di mitra, furgoni lanciati per massacrare inermi cittadini, anche bambini, non si contano i kamikaze suicidi a cui é stato promesso il paradiso con le vergini, le cui famiglie sono state ricompensate come padri e madri di una patria omicida. Cosa dobbiamo ancora capire quel che é già chiarissimo? Elenco quel che tutti dovrebbero riconoscere, ma purtroppo non é così:
1) Alla base del conflitto c’è il presupposto religioso della Jihad, cioè della guerra santa agli infedeli. Si mescola con la reazione ad errori, anche tragici, degli Usa, come la guerra all’Iraq del 2004, che nasceva da una motivazione, che poi si rivelò falsa, dell’esistenza delle armi di distruzione di massa, o dal mancato intervento in Siria a favore della resistenza, non ancora di stampo jihadista, ad Assad. Un intervento e un mancato intervento non devono supporre che l’Isis sia solo una reazione. Basti pensare agli orrendi massacri compiuti da Boco Haram in Nigeria o alle recenti stragi di cristiani in Kenya. L’organizzazione di Al Bagdadi si unifica peraltro con Al Qaeda che nel 2001 aveva organizzato la strage di New York quando la guerra in Iraq e quella in Afghanistan non esistevano. E si espande soprattutto in Siria, invasa da nessuno. Read the full story »

19 agosto 2017 No Comments 61 views

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Vivere la guerra

Forse il fatto che finora non si sia consumata alcuna strage in Italia ci rende meno permeabili al clima di morte e di distruzione che l’integralismo islamista ha seminato negli altri paesi. Ma anche noi siamo coinvolti e non possiamo sentirci in pace. Criticai allora il modo col quale il governo Renzi reagì alla strage di Parigi. Disse di non sentirsi in guerra. Da allora non si contano le carneficine consumate in Europa (e non solo). Lo stato islamico é stato finalmente oggetto di una iniziativa bellica di conquista da parte della coalizione antiterrorismo che, oltre ai preponderanti aiuti aerei americani, ha soprattutto contato sull’eroismo dei curdi e sulla massiccia partecipazione degli sciiti iraniani. Read the full story »

19 agosto 2017 No Comments 35 views

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Barcellona, ancora terrore

Come a Nizza, come a Londra, come a Berlino. Ormai l’attentato islamista ha preso una forma precisa. Si colpisce la folla con un furgone, devastando uomini, donne e bambini, nelle principali arterie cittadine, e il motivo è che la strage può coinvolgere più persone e il suo costo é quasi nullo. Un’ottima produzione della macchina dello sterminio come le camere a gas di Auschwitz. La tecnica si é ripetuta oggi nella Rambla di Barcellona, una città turistica e densa di vita. Read the full story »

17 agosto 2017 No Comments 50 views

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Quel ferragosto di 125 anni fa…

Proprio oggi, il giorno di Ferragosto del 1892, scelto per permettere ai delegati di raggiungere Genova con sconti ferroviari in occasione del quattrocentenario della scoperta dell’America da parte del genovese Cristoforo Colombo, venne fondato il partito che ancora non si chiamò socialista, ma “dei lavoratori italiani”. Per la verità di partiti con questo nome a Genova ne vennero fondati due: uno alla sala Sivori, di orientamento anarco-operaista, e l’altro, alla sala dei carabinieri garibaldini, di orientamento socialista. Quel che pervase il Psi, che si chiamerà così a partire dal congresso di Parma del 1895, semiclandestino perché svolto durante la repressione crispina, é già scritto nelle sue fondamenta: un perenne conflitto tra tendenze. E in particolare tra quella democratica, riformista, umanitaria, e quella rivoluzionaria, estremista, comunista, dogmatica. Read the full story »

14 agosto 2017 No Comments 70 views

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I meriti e i bisogni 35 anni dopo

Son trascorsi trentacinque anni da quella conferenza programmatica di Rimini in cui il Psi del nuovo corso, avviato con il Comitato centrale del Midas del 1976, affrontò, dopo il suo “primum vivere”, il suo “deinde philosophari”. E di quella conferenza il perno fu il ragionamento di Claudio Martelli sui meriti e i bisogni. Anzi, sull’alleanza del merito col bisogno. Si trattava della scomposizione della classica teoria classista che era ancora in vigore anche nel Psi, dell’introduzione della categoria del merito dentro lo schema di analisi e di valorizzazione di un partito di sinistra, ma soprattutto di concepire come tra merito e bisogno potesse, anzi dovesse, essere stabilita un’intesa. I portatori di merito, adeguatamente valorizzati, potevano concorrere a risolvere le esigenze dei portatori di bisogno, sia accentuando una ricerca che poteva orientare la società a superare le sue contraddizioni, sia investendo risorse (il decantato rapporto pubblico-privato) per costruire non già uno stato sociale, del quale già allora si avvertivano i primi scricchiolii, ma una società solidale. Read the full story »

13 agosto 2017 No Comments 120 views

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Quel che capisco di Renzi

Non ho ben compreso la logica della polemica sulla scelta di imbarcare Alfano nella coalizione di centro-sinistra che in Sicilia dovrà rispondere al duplice e rischiosissimo guanto di sfida lanciato insieme dal centro-destra e dai grillini. Forse che il partito di Alfano non é al governo col Pd? Forse che al Senato i suoi voti non sono stati determinanti per sorreggere i governi Renzi e Gentiloni? Può essere opinabile questo recarsi ad acquistare andreottianamente il pane in due forni da parte del ministro degli esteri. Anzi prima dall’uno e poi dall’altro. Ma il Pd come aveva trattato il povero Alfano?Ha ragione Stefano Folli a ricordarlo oggi su Repubblica. Basti pensare alla legge elettorale alla tedesca che avrebbe consentito al Pd di cancellare non già il suo più determinato oppositore, ma il suo più fidato alleato, condita di una supponente dose di sarcasmo. Si dice che Alfano chieda, in cambio dell’appoggio nell’unica regione in cui Ap potrebbe risultare determinante, la conferma dello sbarramento al 3 per cento presente nella legge in vigore. Read the full story »

13 agosto 2017 No Comments 63 views