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Un vaffa ai dirigenti e giornalisti Rai

Filtrano i nomi, a poche ore dalla pubblicazione on line, degli stipendi dei dirigenti e giornalisti Rai, alla luce del piano trasparenza di Viale Mazzini. Così apprendiamo che l’amministratore delegato Campo Dall’Orto percepisce un compenso annuo di 650mila euro, sei volte lo stipendio di un parlamentare, cinque volte quello di un ministro, quattro volte il compenso del presidente della Repubblica. Il presidente della Rai pubblica Antonio Marano si mette in tasca 360mila euro, il capo delle Finanze Rai Raffaele Agrusti 350mila euro, il responsabile Palinsesti Giancarlo Leone 340mila euro, il presidente Rai Monica Maggioni, e si tratta di un incarico politico, ben 336mila. Il direttore del Tg1 Mario Orfeo guadagna 310mila euro, la direttrice di Rai due Ilaria Dallatana 300mila puliti e così la dolce Daria Bignardi, direttrice di Rai tre. Bianca Berlinguer, poverina, è ferma a 270mila. Read the full story »

24 luglio 2016 No Comments 13 views

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Da Al Baghadi a Al Freccero…

Io non riesco a capire perché Carlo Freccero, uomo di spettacolo, si sia messo a fare il commentatore politico. Capisco invece perché sia spesso ospite dei Talk show politici. Il movimento Cinque stelle lo ha designato consigliere della Rai e così, lui, dopo essere stato uomo Mediaset, poi scivolato a sinistra e appoggiato dal Pd, adesso si è messo a fare il grillino. E ne spara di ogni. L’ultima stupidaggine è quella relativa alla interpretazione del terrorismo islamico come “lotta di classe”. Dubito che Freccero, abituato a gestire gli spettacoli di Rete quattro e Canale cinque abbia avuto il tempo di leggersi Marx. Anche se fosse giustificare il terrorismo e assumersene la colpa è esercizio inverecondo. I tagliagola non sono guidati dall’Altobelli, da Di Vittorio, da Lama, ma da Al Baghdadi, e intendono le donne come oggetto di piacere, la religione e lo stato come la stessa cosa, gli infedeli degni del rogo. Dubito che Freccero, anzi Al Freccero, capitanando la lotta di classe dei torturatori e sgozzatori di Dacca non farebbe la loro stessa fine…

24 luglio 2016 No Comments 9 views

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Creare il nuovo soggetto liberalsocialista

Tra ieri e oggi, mentre l’orecchio era teso a raccogliere notizie sulla nuova strage di Monaco, abbiamo avviato, Giovanni Negri ed io, un confronto ideale e politico, tra Bologna e Reggio Emilia, alla luce dell’appello sottoscritto da entrambi e rivolto al mondo radicale e socialista. Il primo pensiero, a mio giudizio, va rivolto alla possibilità, anzi all’ineludibilità di un inizio o, se la frase non fosse già stata usata e in parte abusata, di un nuovo inizio. Questo riguarda innanzitutto i radicali, oggi alle prese con la complicata fase del dopo Pannella, che potrebbe o preludere a una fine imminente dopo una vischioso, litigioso, autolesionistico percorso di maturazione, oppure aprire un nuovo tempo di contaminazione e di rilancio. Ma questo riguarda anche il mondo socialista che dopo la morte (prima politica e poi fisica) di Craxi non ha saputo individuare un approdo accettabile. Read the full story »

23 luglio 2016 No Comments 25 views

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Il satrapo

Una volta ebbe modo di citare anche Hitler, per sottolineare la necessità di uno stato forte. Chissà perché quando gli stati islamici sono all’attacco sbandano in questi riferimenti storici. Era già successo con Amhadinejad. Certo Erdogan si sta facendo beffe del mondo intero. Pensavate che il vero conflitto fosse con la Russia? Improvvisamente è scoppiata la pace. Anche perché di contro il sospetto che il tentativo di golpe sia stato ispirato o tollerato dagli Usa è forte. E perché quella solidarietà al governo “democraticamente eletto” arrivato a golpe sventato, puzza maledettamente di ipocrisia. Read the full story »

23 luglio 2016 No Comments 25 views

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I morti che ci osservano

Dopo la notizia sulle vittime italiane, sono sei, nel folle, barbaro e terroristico attentato di Nizza, sarà bene ricordare, non lo fa quasi nessuno, l’alto contributo di sangue di nostri connazionali nella guerra dell’’Isis. Non consideriamo le vittime militari italiane nella lotta alla barbarie. I nostri diciannove giovani militari assassinati a Nassirya nel novembre del 2003, dopo l’esplosione di un’autobomba, sono ancora la dimostrazione che anche le missioni di pace, quelle rivolte non ad offensive belliche, ma alla sicurezza e alla ricostruzione civile, sono nel mirino dei terroristi. Concentriamoci su quest’ultimo anno e mezzo. Partiamo dall’attentato al museo del Bardo di Tunisi, dove trovano la morte, il 18 marzo del 2015, quattro italiani. I loro nomi sono: Giuseppa Bille, il marito Orazio Conte, Francesco Caldara e Antonella Sesino. E’ un attacco improvviso, proditorio, accecato di follia omicida contro i turisti occidentali. Read the full story »

23 luglio 2016 No Comments 26 views

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Meglio il Bersanellum

Ho scritto due anni fa cosa rifiutavo dell’Italicum. L’ho fatto sull’Avanti e proponendo negli organi di partito le motivazioni della mia contrarietà, che possono ridursi a due essenzialmente. La prima è riferita a questo anomalo doppio turno nazionale che può adattarsi all’elezione di un presidente, e allora si istituisca il presidenzialismo o il semi presidenzialismo, ma non di un parlamento. Non esiste in nessuna parte del mondo (per citare Filippo Turati dico anch’io che non conosco “le leggi arabe-ottomane”) ed è stato partorito dall’idea fissa che debba esserci un vincitore, come se le elezioni fossero il Campionato di calcio. Insomma che la sera delle elezioni qualcuno debba fregiarsi dello scudetto, a prescindere dall’orientamento degli elettori che potrebbero anche decretare un pareggio. Read the full story »

19 luglio 2016 No Comments 46 views

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Non ci sono più i golpe di una volta…

Tutto è possibile e se ne leggono di tutti i colori. Che il golpe fallito di Turchia sia invero anomalo è fuor di dubbio, come di dubbio gusto sono le felicitazioni postume di Obama e Merkel (almeno Putin è stato zitto) a Erdogan e al suo governo “democraticamente eletto”. Le ipotesi sono tre. La prima è che le forze armate turche, d’impostazione tradizionalmente laica e ispirate ancora al mito di Ataturk, abbiano autonomamente deciso l’azione, alquanto sgangherata, di presa del potere, occupando la televisione e il parlamento. Un’azione che ricorda da vicino quelle al limite del folclorismo messe in atto in Italia dalla guardia forestale e in Spagna dal pistolero Antonio Tejero, che entrò in Parlamento spaventando tutti tranne che il primo ministro Suarez. Read the full story »

19 luglio 2016 No Comments 43 views