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Incasellati

L’incarico esplorativo al presidente del Senato (come ha scelto di definirsi la Casellati rifuggendo da storpiature grammaticali) era nell’aria. E’ la seconda volta per una donna. La prima fu l’analogo mandato affidato al presidente della Camera Nilde Iotti nel 1987. Fu un estremo tentativo per evitare le elezioni anticipate che si tennero pochi mesi dopo. Nella storia dei mandati esplorativi bisogna ricordare che nessuno andò a buon fine a partire da quello, il primo, affidato a Giovanni Leone nel 1960, fino all’ultimo, affidato a Marini, nel 2008. Anche quello alla Casellati non farà accezione. I partiti, meglio sarebbe dire i gruppi parlamentari, diranno alla Casellati quel che han già dichiarato al presidente Mattarella. Un gentile non possumus. E allora perché questa scelta? Read the full story »

19 aprile 2018 No Comments 23 views

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Generazione

Difendo la mia generazione dove individui con una o due lauree hanno sacrificato la professione per fare politica a tempo pieno. Hanno sfidato con la qualità delle idee e con una solida cultura ed esperienza politica, maturata nel movimento studentesco già a partire dai Licei, la generazione precedente sostituendola senza accantonarla e tanto meno rottamarla. Hanno saputo affermarsi cominciando ad attaccare i manifesti, a servire alle feste di partito e a scrivere e distribuire volantini, a girare per le sezioni con una cinquecento scassata, dove si trovavano compagni che brontolavano sempre, a organizzare congressi e campagne elettorali. Poi, dopo una dura selezione sul campo, qualcuno veniva eletto dirigente e se aveva i voti consigliere comunale della sua città. Read the full story »

18 aprile 2018 No Comments 37 views

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Otello Montanari è Reggio Emilia

Otello e Reggio sono stati la stessa cosa. Tutt’uno con la resistenza, il Pci, i morti del 7 luglio, il comitato antifascista e del primo tricolore, le mostre su Garibaldi e il Risorgimento, le manifestazioni del 7 gennaio, la fine del comunismo e la glasnost del dopo 89, il Chi sa parli. Read the full story »

17 aprile 2018 No Comments 72 views

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Berluscaz

Lo chiamava così Bossi dopo il litigio del 1994. Oggi ha cambiato idea ed é il più filo berlusconiano della Lega. Si é accorto, il cavaliere, che anche Mediaset ha tirato la volata ai Cinque stelle. Certo Belpietro e Giordano coi loro populistissimi intendimenti hanno dato sostanza alla lotta alla politica più o meno tradizionale e ai suoi interpreti. Tutti addosso a Renzi e al governo con motivazioni non dissimili da un Di Battista qualsiasi. Il cav non fa più sconti da adesso. E dopo il nuovo predellino molisano, si é preso tutta la scena alla conferenza stampa del trio di centro-destra dopo il colloquio col capo dello stato. Doveva essere Salvini il protagonista, ma Berlusca non può mai fare la parte del gregario. Di lui, si è detto, che quando va a un matrimonio deve essere lo sposo e quando va a un funerale deve essere il morto. Ecco su quest’ultimo assioma ho qualche dubbio. Vorrebbe sì essere il morto ma rinascere dopo tre giorni.

14 aprile 2018 No Comments 49 views

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La guerra e la politica

Se passiamo dalla polemica sulle autorimesse della Camera ai grandi temi della guerra e della pace la politica si alza e i nani non ci arrivano. E’ evidente che l’accelerazione di un intervento Usa o della Nato in Siria, alla luce di prove che Macron definisce sicure sull’uso di armi chimiche da parte del dittatore Assad, apre le porte a un tema che sembrava estraneo alla nostra agenda elettorale e post elettorale. Quando si alzano venti di guerra, o meglio di interventi militari che in qualche modo ci coinvolgono perché la guerra in Siria c’e da anni, si ha la sensazione di ritornare a parlare di questioni politiche di primo piano che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, alla sua autonomia di giudizio che può riferirsi ad un tempo alla partecipazione diretta del nostro paese, come pare intendano fare francesi e inglesi, ma non i tedeschi, ma anche alla possibilità di usare o negare le basi militari che l’Italia ospita. Read the full story »

14 aprile 2018 No Comments 60 views

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I due forni di Di Maio

Fu Andreotti a inventare anche questa battuta. E cioè quella del pane che la Dc avrebbe potuto comprare in due forni, quello socialista e quello post comunista nel 1991. Sembrava un sacrilegio, ma in fondo socialisti e post comunisti, che nel 1989 avevano chiesto l’adesione all’Internazionale socialista,non erano tanto distanti né dal punto di vista identitario né da quello programmatico. E poi si trattava della balena bianca che per mantenere il potere che “logora chi non ce l’ha” era disponibile ad ampliare il suo perimetro di alleanze come già fece, proprio con Andreotti, dal 1976 al 1979 con l’unità nazionale. Read the full story »

13 aprile 2018 No Comments 75 views

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Eran trecento…

Davvero tanti i militanti socialisti del centro-nord convenuti a Bologna per interrogarsi sul che fare, dopo i disastri elettorali. E’ bello registrare ancora e nonostante tutto tanta passione e volontà di segnare un punto e di discutere assieme. Quel che conta adesso è fare, non solo dire. E innanzitutto dar voce, se lo si condivide, all’appello lanciato da Ugo Intini sulla necessità di difendere la nostra democrazia in pericolo. Traduco così: chi ha vinto le elezioni, il Movimento Cinque stelle, più ancora della Lega, propone una visione nuova e assai discutibile, anzi pericolosa, della democrazia rivendicando il diritto a governare con solo il 32 per cento, assorbendo, con la Lega, il novanta per cento degli incarichi istituzionali, vaneggiando del superamento della democrazia rappresentativa con una suggestiva e labile democrazia diretta, sul modello dei social coi “mi piace e non mi piace” che assomiglia molto ai plebisciti del passato regime. Read the full story »

9 aprile 2018 No Comments 73 views