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Butterfly: alla prima scaligera vince Chailly

Mi sono imbattuto nelle più svariate stravaganze dei registi d’opera. Ho visto una Mimì che muore per overdose in ospedale, Lucia che si suicida della vasca da bagno, un Guglielmo Tell con uno stupro della soldataglia, una Tosca con cannoni che sparano dentro la chiesa di Santa Andrea della Valle sovrapponendosi al magnifico Te deum, un Rigoletto travestito da cameriere dritto come Michael Jordan e potrei continuare. Finalmente una Butterfly giapponese, che vive i suoi movimenti e riti nipponici del suo tempo, con un mare azzurro, ciliegi in fiore, bonzi incazzati, parenti serpenti, orpellerie varie e un dolce volto da quindicenne attempata con un figlio ricciolone biondo a occhi aperti. Il tutto giocato su scale sovrapposte e in un continuo movimento danzante di geishe che si trasformano in fantasmi. Read the full story »

8 dicembre 2016 No Comments 33 views

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Mattarella ascolta…

Oggi il governo ha ottenuto la fiducia sulla legge di stabilità al Senato. Conseguentemente l’esecutivo dovrebbe sentirsi più forte e autorizzato ad andare avanti. Invece il presidente del Consiglio, dopo la direzione del suo partito, si recherà da Mattarella a rassegnare le dimissioni. Non è mai accaduto nella storia repubblicana. E dubito che il presidente della Repubblica le possa accettare senza rinviare il governo alle Camere. Si potrebbe verificare un inutile balletto istituzionale in barba alla Costituzione. Ma restiamo al dunque. Anche ammettendo (d’altronde la Costituzione non lo vieta) che il presidente del Consiglio ritenga irrevocabili le sue dimissioni quest’ultimo non potrebbe rifiutarsi di presentarsi alle Camere, ma potrebbe chiedere alla sua maggioranza di sfiduciarlo. Questo in realtà è già avvenuto nel 1987 con la caduta del governo Fanfani. In questo caso il governo sfiduciato resterebbe in carica fino all’avvento di un nuovo governo o, se non gli succederà un altro esecutivo, fino alle elezioni. E in realtà anche dopo, fino alla costituzione del governo che uscirà dal Parlamento eletto. Read the full story »

7 dicembre 2016 No Comments 30 views

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Alle urne, alle urne…

Ad ascoltarli sembrano tutti impazziti. Il Pd è in preda alla revisione autoflagellatoria post sconfitta. E si divide ancor di più. Si parcellizza tra renziani doc, post renziani, franceschiniani, amici di Martina, giovani turchi, giovani musulmani e indiani di confine. Ormai, in un partito dove quasi tutti erano bersaniani, e poi, dopo la sconfitta del 2013, gli stessi son diventati renziani, c’è da aspettarsi di tutto. Adesso in molti, soprattutto “i renziani a cadavere”, ultima versione masochista del renzismo doc, implorano le elezioni subito in base al precetto “dopo Renzi nessuno”. Meglio Grillo, insomma, di Letta o di Padoan… Fanno eccezione i bersaniani. Sanno di averla combinata grossa e auspicano un altro governo. Verranno fatti a pezzi anche per questo. Read the full story »

6 dicembre 2016 No Comments 34 views

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Renzi come Achille

Le ultime indiscrezioni parlano di un Renzi fermamente deciso a dimettersi non solo da presidente del Consiglio, ma anche da segretario del Pd, abbandonando, transitoriamente o definitivamente, la politica italiana. Si tratterebbe di una decisione assolutamente coerente con le sue parole e i suoi solenni impegni. La mia opinione è che voglia imitare lo sdegnato e doloroso addio alla battaglia di Achille dopo la morte di Patroclo. E che, una volta ritiratosi nella tenda di Pontassieve, sfileranno carovane di fedeli che lo imploreranno di tornare. Tatticamente la scelta di Renzi, come quella di Achille, si rivelerà azzeccata. Intanto però, tra vittime, tende rifugio e coerenze personali, c’è un paese da governare e anche un partito da guidare in questo difficile labirinto post referendario. Read the full story »

5 dicembre 2016 No Comments 36 views

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La netta vittoria del no

I primi exit pol sono troppo netti, con un ventaglio a vantaggio del no talmente alto che non lascia speranze ai sostenitori della riforma. Prendiamo atto che il popolo italiano ha votato compatto, e credo che alla fine il dato si avvicinerà addirittura al 70 per cento. I primi dati danno una differenza tra no e si di 10-14 punti. Le prime proiezioni allargano ulteriormente il ventaglio. Una enormità, anche maggiore di quanto non sostenessero i sondaggi degli ultimi giorni. Evidentemente il maggior afflusso di votanti ha favorito il no. I partiti del no potevano contare infatti su un elettorato di circa il 65 per cento contro un 35 per cento dei partiti del sì. Read the full story »

5 dicembre 2016 No Comments 34 views

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Non si vota Antonio, si vota sì…

Domani, e aggiungo finalmente, si vota. Mai campagna elettorale é stata più lunga. E’ iniziata a giugno, pensando che si sarebbe votato a ottobre. Subito dopo le amministrative, che non sono state certamente positive per il governo e la sua maggioranza, si è lanciata la lunga volata in un rettilineo nel quale non si scorgeva il traguardo. Adesso che siamo solo in attesa del voto e dei suoi risultati è giusto svolgere poche ma lineari considerazioni conclusive. Partiamo da noi, da noi socialisti, dalla nostra piccola comunità. Read the full story »

3 dicembre 2016 No Comments 42 views

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“Meglio un sì”. Intervista di Del Bue a Nencini

Ormai il tour elettorale sta finendo. Ho incontrato Riccardo ad Arezzo dove eravamo impegnati insieme in una iniziativa politica referendaria promossa dal Psi locale, poi via, lui a Barberino e poi a Roma, io a Reggio e poi a Parma. Sappiamo di aver dato tutto, di aver fatto, il segretario in primis, il nostro dovere. Di avere dato riscontro a decisioni prese dal nostro partito e dai nostri parlamentari all’unanimità. Nencini ci tiene a sottolineare la coerenza del nostro comportamento. Poi, vada come vada. Read the full story »

3 dicembre 2016 No Comments 45 views