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Tavecchiopoli

Tavecchio si é dimesso. Solo uno sprovveduto poteva pensare di restare al suo posto. La verità é che non si capisce perché sia stato nominato. Non aveva la cultura per potere rappresentare il calcio italiano. Se ne va nel modo peggiore, accusando tutti e non prendendosi la responsabilità su niente. Anche Ventura esce molto male e non solo per il disastro sportivo. Non dimettersi per introitare 700mila euro in più é molto triste e la dice lunga sull’etica di questo sport. Ho conosciuto da vicino il mondo dello sport anche a livelli più bassi. A parte qualche ammirevole eccezione ne ho ricavato la sensazione che sia molto peggio, per egoismi, ipocrisie, gelosie, smanie di protagonismo del mondo politico. Che ci sia un vero ministro dello sport coi poteri di tutte le altre nazioni, che si formi una nuova generazione di dirigenti, che si approvi una radicale riforma del calcio, che si costruiscano nuovi impianti sia per lo spettacolo sportivo (col modello inglese) sia per il calcio di base, tutto questo é adesso indispensabile. Read the full story »

21 novembre 2017 No Comments 11 views

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Il percorso elettorale dei socialisti

Quel che sostengo da tempo é diventato non solo giusto politicamente, ma anche necessario elettoralmente. Col Rosatellum nella parte uninominale maggioritaria puoi avere candidati se presenti una lista sul proporzionale. Nessuno regalerà nulla, men che meno il Pd oggi accreditato della percentuale del 2013 e dunque, senza premio di maggioranza, in perdita secca di una caterva di parlamentari. Nello stesso tempo la nuova legge elettorale prevede le coalizioni e il voto unico. Voto la lista e prendo il voto sull’uninominale e viceversa. Che importa sottolineare che il voto unico e lo sbarramento nazionale sono di dubbia costituzionalità. Se non succede il finimondo con questa legge si affronteranno le elezioni di primavera. Read the full story »

18 novembre 2017 No Comments 33 views

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L’Italia (non) s’é desta

Non andremo ai mondiali russi. Non é la notizia peggiore, ma é pur sempre una sventura (senza usare una perifrasi) italiana. Non é un grande problema, ma non si vive solo di quelli. E fortunatamente. Se no dovremmo avere sempre pessimi umori. Non è la morte, la guerra, la fame, il terremoto. Ma è un’emozione. Opposta a quella che ci ha attraversato come un fremito quando, nel 1982 e nel 2006, dopo la vittoria dei mondiali, abbiamo invaso le nostre piazze manifestando gioia incontenibile e sventolando il nostro tricolore. Ricordo bene quando, dopo quell’Italia-Germania 4 a 3 di Messico 70, anche i sessantottini si trovarono uniti a inebriarsi in quella notte di quasi campioni. Read the full story »

14 novembre 2017 No Comments 58 views

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I promessi sposi…

Non si comprende se ognuno dei protagonisti della politica italiana si sia riservato una parte. Fossimo a teatro la recita sarebbe quella dei Promessi sposi. Renzi, come il quasi omonimo, nei panni del pretendente, Pisapia (il ruolo più confacente sarebbe forse quello di don Abbondio) in quello della sposa contesa, D’Alema e Bersani in quello dei “bravi” che il matrimonio non lo vogliono, Grasso in quello dell’Innominato. Ma non siamo in una sia pur artistica recita. Dobbiamo organizzare il campo del centro-sinistra. Con molta meno prosopopea. Read the full story »

14 novembre 2017 No Comments 60 views

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Il merito e il bisogno oggi (testo della mia relazione al convegno di Milano)

Come ho già confessato, siccome Renzi ha scritto Avanti io, che di questo giornale sono direttore, sto scrivendo l’Unità. Si tratta in realtà di un doppio paradosso. Con Avanti Renzi è andato indietro e parecchio in Sicilia, mentre il titolo L’Unità è volutamente provocatorio per raccontare le divisioni, le scissioni, le radiazioni in seno alla sinistra italiana. O meglio le diramazioni di quel maestoso fiume del quale ci parlava Filippo Turati, la cui sorgente fu la nascita, 125 anni fa, del primo partito dei lavoratori. Se queste divisioni appartenevano a conflitti storici, a diverse visioni del mondo, come mai oggi esse sopravvivono a loro stesse e nell’area della sinistra si affaccia un folto raggruppamento di sigle quale mai è esistito in passato? Read the full story »

10 novembre 2017 No Comments 82 views

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Ciao Vanda

Se n’é andata per sempre Vanda Giampaoli, già consigliere comunale di Forza Italia e poi dell’area renziana del Pd. Mia cara amica, avvocato di successo. Era anche componente di una importante commissione del Coni. Donna di sport, ha sempre seguito il basket col marito Roberto Rabitti, presidente del Panathlon club di Reggio Emilia. Poi si era convertita al calcio e veniva a tutte le partite della Reggiana. Se n’é andata dopo poche settimane di malattia a 56 anni. Mi restano impressi il suo sorriso e la sua gentilezza, ma anche il suo dinamismo, quasi volesse vivere la vita sempre di corsa. Forse col presentimento che non sarebbe stata troppo lunga. Ciao Vanda, goditi adesso il tuo meritato riposo.

9 novembre 2017 No Comments 77 views

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Renzi sì, Renzi no

Quel che mi ero permesso di anticipare e cioè l’idea di pensare a Gentiloni come candidato premier della coalizione, cioè alla personalità in questo momento più gradita dalla pubblica opinione, é diventato il tormentone della giornata. Ne ha parlato apertamente il capogruppo del Pd alla Camera Rosato, lo ha ipotizzato Emiliano, non lo ha escluso Franceschini nella sua intervista al Corriere, lo ha (forse da tempo) immaginato Orlando. Franceschini, uomo accorto, ha svolto un ragionamento che parte dalla legge elettorale, che non richiede un candidato premier (nessuna legge lo richiedeva, visto che la Costituzione non prevede la figura di un premier o candidato alla presidenza del Consiglio), e ha proposto di andare alle elezioni senza un candidato comune dell’alleanza di centro-sinistra. Read the full story »

7 novembre 2017 No Comments 97 views