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Cinque ragioni plausibili di una sconfitta

Lascerei stare temi come “la sinistra deve riappropriarsi della sua anima” (quale?), oppure “una sinistra che assomiglia alla destra tira la volata all’originale” (e allora Macron?), oppure “i provvedimenti del governo sono alla base della sconfitta” (quali, il jobs act o lo ius soli, che hanno radici diverse?”). Tento un’analisi con cinque motivazioni di base.

1) Mi pare che ovunque il tema più sentito sia la sicurezza. Ovvero la sua mancanza e il conseguente timore, paura sarebbe meglio dire, non più solo di scippi e di furti, ma di bombe, come il dramma di piazza San Carlo a Torino ha dimostrato. Su questo tema la sinistra viene giudicata, nonostante gli sforzi del ministro Minniti, meno affidabile della destra. Solo uno stratega della sconfitta poteva immaginare di votare una legge, condivisibile, sullo ius soli, a pochi giorni di distanza dai ballottaggi. Read the full story »

26 giugno 2017 No Comments 29 views

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La debacle del Pd

Inutile girarci attorno. Padova e Lecce non valgono Genova, La Spezia, Piacenza, Parma, Pistoia, Alessandria, Como, Monza, Lodi, perfino Sesto San Giovanni, la Stalingrado lombarda. Non valgono il 5 a 0 subito in Emilia dove dopo Piacenza e Parma cadono sorprendentemente Budrio, Riccione e Vignola (dopo che perfino la Campegine dei fratelli Cervi era stata espugnata). Non valgono la mancanza del ballottaggio nella popolosa Verona, dove la candidata appoggiata dal Pd é stata sconfitta dal centro-destra, e nemmeno la perdita di Carrara, unica città finita ai Cinque stelle. Read the full story »

26 giugno 2017 No Comments 26 views

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Il candidato che voleva abolire la morte

Ne hanno parlato i giornali. Ma é il caso di tornarci su. Questo signor Torre, piacentino, presenta una lista alle comunali con un programma tra l’allucinazione e la demenza: abolizione della morte, poi creazione in pieno centro di un vulcano, che serva come attrazione turistica ma pure come pista da sci e smaltimento dei rifiuti. Quindi risoluzione del traffico rendendo navigabile il centro storico, costruzione di un muro per evitare che quei rompicoglioni di Pontenure arrivino e rovinino la razza piacentina, Viagra gratuito per chi ha più di 45 anni, sostituzione dell’acquedotto con un vinodotto. E via di questo passo. Lui si presenta come un mago o un prestigiatore d’alto bordo con un cilindro alla Rino Gaetano. Non parla, sentenzia. Tutti capiscono che gioca con la follia. Invece in parte non ci fa. Ha una malattia rara e genetica fin dalla nascita, una sorta di distonia che gli blocca i movimenti. E’ stato operato recentemente e adesso vive con due computer a pile piantati nel petto che rischiano di scaricarsi ogni quattro o cinque anni. Nel frattempo ha deciso di sfidare il mondo, la logica, la razionalità e il buon senso. Presentandosi alle comunali di Piacenza. Ha avuto successo, raccogliendo il 4.28 per cento. Oltre 1800 piacentini che sperano nell’immortalità? No. Cittadini che dimostrano non solo che viviamo in un altro mondo, ma anche, forse, fuori dal mondo. Più che psicanalizzare il candidato, col dovuto rispetto per la mitica società civile, qui bisognerebbe psicanalizzare gli elettori. Messa in altro modo potremmo anche sostenere che quasi il 96 per cento dei piacentini preferisce morire. Una città di depressi?

23 giugno 2017 No Comments 54 views

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Berlinguer, Almirante e la Dc. Grazie Di Maio

Forse per un livello molto alto di ignoranza storica, forse, ma non credo, solo per mostrare il suo volto interpartitico, ma questo Di Maio l’ha sparata davvero grossa. I precedenti dei Cinque stelle sono a suo dire niente popò di meno che (parafrasando il mitico Mario Riva) Berlinguer, Almirante e tutta la Dc. Lasciamo stare la Dc, partito complesso ove vivevano, in nome dell’unità politica dei cattolici, componenti di segno opposto, ma Berlinguer e Almirante cos’hanno in comune? Forse proprio l’opposizione ai governi Dc, tranne quelli di Andreotti in versione unità nazionale. Meno male che nel Pantheon dei Pentastellati Di Maio si è scordato di inserire Pertini, giacché Turati, Nenni e Saragat il nostro manco li conosce e Craxi é un cognome impronunciabile. Siamo fieri di non appartenere all’Album di famiglia di Di Maio, candidato alla presidenza del Consiglio del partito di Grillo. E forse un motivo c’é. La storia e la cultura del socialismo laico e riformista rappresentano il polo più lontano da chi pratica la politica dell’insulto e della nevrosi. Il valore della tolleranza é quello più alieno allo strepitio integralista che recupera vecchi dogmi per propinarcene uno nuovo, fondato sul nulla. E condito con la salsa dell’incapacità e dell’insipienza.

21 giugno 2017 No Comments 47 views

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Tamburrano, lo storico socialista

Si è spento Giuseppe Tamburrano, assieme a Gaetano Arfë lo storico socialista per antonomasia. Contrariamente ad Arfé, che abbandonò il Psi nel 1987 accettando un seggio da indipendente nelle liste del Pci, Tamburrano non ha mai lasciato il suo partito, nemmeno dopo la sue fine. I ricordi sono molteplici e si perdono nei primissimi anni della mia militanza socialista, quando Tamburrano scriveva uno dei suoi libri più famosi “Storia e cronaca del centro-sinistra” e, membro del Comitato centrale dopo la scissione del 1969, venne a far visita prima del congresso di Genova del 1972, alla federazione di Reggio Emilia. Avevo letto attentamente i suoi articoli assieme a quelli di Giuseppe Faravelli, il discepolo di Filippo Turati, sulla vecchia Critica sociale. Read the full story »

21 giugno 2017 No Comments 60 views

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Tra Prodi Vinavil e la scure del Brancaccio

Romano Prodi non accetta di fare l’attore, ma sta facendo il regista. Un ruolo più importante e significativo, perché a lui sono affidate le speranze di unire il centro-sinistra italiano. Si è autodefinito, con una buona dose di autoironia tipicamente emiliana, un Vinavil, un mastice potente. Il proposito é buono, ma la situazione è quanto meno complicata, per non dire disperata. Per ricomporre il centro-sinistra servirebbero due condizioni. La prima è che esista una legge elettorale che ammetta le coalizioni (si potrebbero ugualmente comporre liste di coalizione, ma sarebbe assai più complicato). La seconda é che esista la volontà dei soggetti di centro-sinistra di coalizzarsi. Read the full story »

19 giugno 2017 No Comments 55 views

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La Camusso e la guerra dei voucher

Parliamoci chiaro. Eliminare per legge i voucher per evitare al governo di perdere il secondo referendum e poi varare una legge che li ripristina, sia pure in modo più restrittivo, a me pare un po’ patetico. Dunque qualche ragione, se non altro metodologica, la Cgil di Susanna Camusso ce l’ha. Come non si può non darle torto, se i suoi dati sono esatti, che l’effetto sulla disoccupazione dei 216 miliardi spesi, é stato scarso, anche se non nullo, come la leader del maggior sindacato italiano ha dichiarato nel suo comizio durante la manifestazione di quest’oggi a Roma. Tutto sommato non possiamo non registrare qualche risultato positivo frutto di una ripresa che in questi mesi pare più marcata del previsto e in grado di garantirci, secondo le stime, un 1,3 su base annua. Read the full story »

18 giugno 2017 No Comments 63 views