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I diritti di un bambino che muore

Ho sempre sottolineato il fatto che uno stato laico debba garantire i diritti di tutti, senza violentare alcuna convinzione etica o religiosa. Dunque un cattolico che pensa che la vita non appartenga a noi ma a un essere superiore deve essere tutelato attraverso tutti gli strumenti necessari perché la sua convinzione non sia ignorata e la vita non venga interrotta neppure quando è solo artificiale. Ovvio che lo Stato debba garantire anche il principio opposto, quello di chi crede invece all’assoluta disponibilità individuale della vita di ciascuno e soprattutto alla legittima scelta di non subire invano i trattamenti della medicina quando la sua essenza, a mio avvviso la razionalità, viene sopraffatta senza possibilità alcuna di ripresa. Per questi obiettivi di tolleranza i laici si sono battuti, per questo lo stato laico é superiore alla teocrazia e anche allo stato etico. Compreso quello di stampo comunista che imponeva l’aborto, vedasi la Cina, anche a chi avrebbe voluto generare un figlio. Il caso di Alfie, il bimbo inglese a cui l’Italia ha offerto la cittadinanza su pressione della Santa sede, dovrebbe essere affrontato nello stesso modo. Il problema in questo caso é il diritto di scelta dei genitori al posto del bambino. I genitori hanno il pieno diritto di non far morire un essere umano purtroppo condannato senza speranza alcuna. Però non dovrebbero avere il diritto di far soffrire inutilmente un figlio costretto a una malattia senza spetanza. Attenzione quando si parla di diritti. Un bambino non é un bambolotto, ma una vita in essere che non può continuare a scapito di inutili e perduranti sofferenze. Se ne accertino bene i medici del Bambin Gesù. Dovremmo ormai essere in grado, con le moderne terapie, di annientare ogni dolore. Ma se così non fosse evitiamo questa assurda forma di egoismo che si scarica su un bambino indifeso in nome di un amore che potrebbe rivelarsi solo discutibile possesso. I genitori di Alfie hanno diritto di far vivere fino a quando sarà possibile il loro bimbo, ma quest’ultimo dovrebbe avere il diritto di non soffrire invano. Il diritto di Alfie é per me la chiave di tutto.

24 aprile 2018 No Comments 31 views

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La foglia di Fico

Nessuno può onestamente pensare che il nuovo presidente della Camera (ed ex “no global”) Roberto Fico riesca nell’intento di formare un governo col Pd. L’intento di Mattarella è chiarissimo. Dopo aver tentato la carta Casellati, per verificare le possibilità di formare un esecutivo del centro-destra unito ai Cinque stelle oppure di un governo tra la sola Lega e i grillini, adesso si sonda la possibilità opposta e cioè quella di formare un governo tra Cinque stelle e Pd. Tutto è possibile, ma dubitiamo fortemente che nel Pd (sarebbero necessari quasi tutti i parlamentari pidini per formare una maggioranza) si apra un concreto spiraglio. I renziani hanno mostrato la più assoluta contrarietà, nonostante le aperture di Emiliano e quelle, parziali, di Orlando e Franceschini. Read the full story »

24 aprile 2018 No Comments 30 views

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Trattativa stato-mafia. Mah…

Senza avere letto le motivazioni di una sentenza é molto difficile esprimere valutazioni. Si può tuttavia svolgere qualche ragionamento a proposito di quella di primo grado sulla supposta trattativa stato-mafia che avrebbe preso piede dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino nel 1992 e coinvolto alti funzionari pubblici. Il verdetto colpisce i vertici del Ros, dodici anni ai generali Mori e Subranni, otto a Del Donno, poi dodici ai mafiosi Bagarella e Cinà, otto a Massimo Ciancimino e otto anche a Marcello Dell’Utri, per avere tenuto i rapporti tra mafia e governo Berlusconi. Read the full story »

22 aprile 2018 No Comments 59 views

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Incasellati

L’incarico esplorativo al presidente del Senato (come ha scelto di definirsi la Casellati rifuggendo da storpiature grammaticali) era nell’aria. E’ la seconda volta per una donna. La prima fu l’analogo mandato affidato al presidente della Camera Nilde Iotti nel 1987. Fu un estremo tentativo per evitare le elezioni anticipate che si tennero pochi mesi dopo. Nella storia dei mandati esplorativi bisogna ricordare che nessuno andò a buon fine a partire da quello, il primo, affidato a Giovanni Leone nel 1960, fino all’ultimo, affidato a Marini, nel 2008. Anche quello alla Casellati non farà accezione. I partiti, meglio sarebbe dire i gruppi parlamentari, diranno alla Casellati quel che han già dichiarato al presidente Mattarella. Un gentile non possumus. E allora perché questa scelta? Read the full story »

19 aprile 2018 No Comments 64 views

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Generazione

Difendo la mia generazione dove individui con una o due lauree hanno sacrificato la professione per fare politica a tempo pieno. Hanno sfidato con la qualità delle idee e con una solida cultura ed esperienza politica, maturata nel movimento studentesco già a partire dai Licei, la generazione precedente sostituendola senza accantonarla e tanto meno rottamarla. Hanno saputo affermarsi cominciando ad attaccare i manifesti, a servire alle feste di partito e a scrivere e distribuire volantini, a girare per le sezioni con una cinquecento scassata, dove si trovavano compagni che brontolavano sempre, a organizzare congressi e campagne elettorali. Poi, dopo una dura selezione sul campo, qualcuno veniva eletto dirigente e se aveva i voti consigliere comunale della sua città. Read the full story »

18 aprile 2018 No Comments 67 views

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Otello Montanari è Reggio Emilia

Otello e Reggio sono stati la stessa cosa. Tutt’uno con la resistenza, il Pci, i morti del 7 luglio, il comitato antifascista e del primo tricolore, le mostre su Garibaldi e il Risorgimento, le manifestazioni del 7 gennaio, la fine del comunismo e la glasnost del dopo 89, il Chi sa parli. Read the full story »

17 aprile 2018 No Comments 97 views

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Berluscaz

Lo chiamava così Bossi dopo il litigio del 1994. Oggi ha cambiato idea ed é il più filo berlusconiano della Lega. Si é accorto, il cavaliere, che anche Mediaset ha tirato la volata ai Cinque stelle. Certo Belpietro e Giordano coi loro populistissimi intendimenti hanno dato sostanza alla lotta alla politica più o meno tradizionale e ai suoi interpreti. Tutti addosso a Renzi e al governo con motivazioni non dissimili da un Di Battista qualsiasi. Il cav non fa più sconti da adesso. E dopo il nuovo predellino molisano, si é preso tutta la scena alla conferenza stampa del trio di centro-destra dopo il colloquio col capo dello stato. Doveva essere Salvini il protagonista, ma Berlusca non può mai fare la parte del gregario. Di lui, si è detto, che quando va a un matrimonio deve essere lo sposo e quando va a un funerale deve essere il morto. Ecco su quest’ultimo assioma ho qualche dubbio. Vorrebbe sì essere il morto ma rinascere dopo tre giorni.

14 aprile 2018 No Comments 70 views