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Lotta di classe?

La dura lotta de les gilets jaunes in Francia sta a dimostrare che le tensioni che pervadono l’Europa non sono solo riferite al tema dell’immigrazione. E’ bastato aumentare le tasse sul costo dei carburanti (più 14 per cento sul gasolio e sette sulla benzina) e tutti i direttamente interessati sono insorti. Duemila blocchi stradali, 283mila manifestanti in seicento città francesi, inviti alle dimissioni del governo, un morto e duecento feriti, rappresentano un bilancio sconvolgente, anche perché imprevisto. Anche la rivolta francese, come le recenti manifestazioni italiane, sono state promosse spontaneamente, senza capi e partiti e nemmeno sindacati. Ma é difficile ipotizzare che questa rabbiosa e improvvisa rivolta si sia alimentata solo dall’aumento del costo del carburante. Read the full story »

19 novembre 2018 No Comments 23 views

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Congresso nazionale il 29-30 e 31 marzo
Il Consiglio nazionale del Psi ha stabilito, con voto quasi unanime (una decina tra contrari e astenuti su oltre 300 componenti presenti), di svolgere il congresso del partito alla fine di marzo del prossimo anno. Solo cinque sono stati i voti contrari al documento della segreteria. Evidente che si apre una fase nuova da adesso, da subito, per tutti noi. Il convegno degli amministratori (circa mille sono i consiglieri e assessori socialisti sparsi in tutto il paese, con due presidenti di provincia, Perugia e Imperia, e diversi sindaci, in comuni medi e piccoli) ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che sul piano amministrativo la comunità socialista è radicata, presente, attiva.

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17 novembre 2018 No Comments 38 views

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Il nodo avviluppato

Mica é facile risolvere la questione Brexit in salsa irlandese. Nella sua Ceerentola Rossini si esalta col celebre coro: “Questo è un nodo avviluppato” cui ben si attaglia quello irlandese dopo la Brexit. Come é ovvio i confini della Gran Bretagna dovranno essere ripristinati per le persone e le merci. Ma se un confine con la terra ferma ë segnato dal mare, ce n’é uno che spacca un’isola. E’ quella irlandese, tuttora divisa tra Irlanda con capitale Dublino, indipendente da circa cento anni, e Irlanda del Nord, che ha acquisito una sua autonomia dopo anni di lotte cruente tra indipendentisti cattolici e unionisti protestanti, ma che ancora é collocata nel Regno Unito. L’Irlanda resta in Europa, quella del Nord esce con la Brexit. E dunque dopo avere abbattuto tutti i confini tra Nord e Sud si dovrebbe tornare a erigerne uno proprio all’interno della stessa area nazionale. Con tanti saluti per l’autonomia, l’indipendenza e l’unione irlandese. Questo é quel che non vuole il governo britannico e che ovviamente non vogliono l’Irlanda e i nordisti autonomisti. L’altra idea, suggerita da Bruxelles, é quella di uniformare Nord e Sud al mercato comune, di fatto distaccando l’intera Irlanda dal governo di Londra, e questo non possono accettare né gli unionisti irlandesi né il governo centrale. Intanto, dopo l’ipotesi di accordo di Teresa May proprio i ministri irlandesi e quelli che si occupavano di Irlanda hanno sbattuto la porta. Valli a capire i brexisti. Potevano mica pensarci prima? Recita un vecchio proverbio irlandese: “Che tu possa arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si sia accorto che sei morto”. Stavolta pare arrivato prima lui.

17 novembre 2018 No Comments 31 views

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Tonino e il pugno chiuso

Qualcuno é rimasto favorevolmente impressionato. Si torna a salutare come un tempo facevano i vecchi socialisti. Anche Mitterand, Soares e Gonzales, e perfino il nostro Craxi, negli anni settanta alzavano il pugno. No, ragazzi, Tonino, che vede tunnel che non ci sono e nega ci siano quelli esistenti, non conosce la storia. Non credo abbia mai letto un libro. Forse Pinocchio. Non é socialista o comunista. Quel pugno lì, al Senato, lo ha alzato per esultare a mo’ di ultras. Come se avesse fatto gol la sua squadra. E aveva solo visto approvato il decreto per Genova. Che nostalgia per l’asciutto e anche un po’ algido comportamento dei vecchi democristiani. Che approvavano quel che volevano senza un sorriso, anzi dispiaciuti per finta di aver fatto un torto all’opposizione. Siamo oggi invece nella Repubblica dei buzzurri. La ragazza a Cinque stelle che sedeva accanto al Tonino (non ricordo il cognome, forse anche lei al governo) ha risposto alla reazione delle opposizioni con le dita della mano piegate per invitare tutti a levar le tende. Noblesse obblige, dopo gli insulti ai giornalisti (pennivendoli, corrotti, cani, puttane) ecco nuove oscenità nel linguaggio e comportamento parlamentare. D’altronde perché stupirsi. Trattasi di un partito nato non da un congresso, un convegno, un seminario, ma solo e proprio da un Vaffa…

17 novembre 2018 No Comments 35 views

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Il partito che non c’é

Le cosiddette sette sorelle sono riuscite a portare in piazza a Torino trenta, qualcuno dice quarantamila, persone per sostenere la Tav, che l’ignoranza e la supponenza dei Cinque stelle vorrebbero bloccare. Abbiamo letto il documento di adesione scritto dal nostro Francesco Forte e lo abbiamo trovato razionale e convincente. Ma l’aspetto politico più interessante di questa manifestazione, e di quella di Roma contro la giunta Raggi che l’ha preceduta, consiste nel fatto che nessun partito l’ha promossa, nessuna bandiera vi ha sventolato, nessun uomo politico vi ha aderito. Stiamo attraversando una fase nuova e inedita della storia della democrazia italiana, in cui per la prima volta l’opposizione é affidata al civismo, col consenso anche dei partiti di opposizione. Perché la si ritiene la formula migliore e più convincente.

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17 novembre 2018 No Comments 40 views

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Convenzione degli amministratori e Consiglio nazionale
Settimana intensa quella che si apre. Venerdì é fissata a Roma la convenzione degli amministratori socialisti, sabato il Consiglio nazionale (e una Direzione per approvare il bilancio). Due parole due. La convenzione degli amministratori propone una dimensione socialista tutt’ora viva e ben radicata su tutto il territorio nazionale. Sono addirittura un migliaio i nostri consiglieri o assessori comunali, provinciali, regionali, eletti ovviamente in vario modo. Chi in liste socialiste, chi in liste civiche, chi in liste di coalizione. Il consenso del nostro personale nei vari comuni e territori italiani é tuttora molto radicato. Vedremo che accadrà con le amministrative della prossima primavera e con le elezioni regionali che si svolgeranno in talune regioni nel 2019. Possiamo bene dire che sul piano amministrativo la nostra comunità é la sola viva, oltre al Pd, nell’intero centro-sinistra italiano.

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14 novembre 2018 No Comments 42 views

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La marcia dei 30mila

Come quella volta nel lontano 1980, durante un’occupazione politica della Fiat, scese in piazza una massa di cittadini e lavoratori stanchi di slogan e di lotte inefficaci e controproducenti, cosi oggi decine di migliaia di persone di buonsenso sono sfilate a Torino senza bandiere e simboli di partito contro un folle ideologismo antimoderno che blocca le opere pubbliche. Parliamo dell’assurda posizione dei Cinque stelle sulla Tav Torino-Lione, in costruzione da anni mentre la Francia che ha ormai quasi completato la tratta fino al confine. Nessuna persona di media intelligenza può battersi contro una ferrovia per la quale l’Europa ha stanziato risorse ingenti. Il suo percorso parte dagli anni novanta, le primw decisioni risalgno al 2001 le discussioni sono state infinite. Viene quasi la noia a ripeterle. Read the full story »

12 novembre 2018 No Comments 50 views