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In quale mondo viviamo (e loro?)…

Molti parlano e taluni decidono senza capire il mondo di oggi. Senza afferrarne la natura, senza sapere decifrarne regole, senza riuscire ad anticiparne tendenze. Parlano di buoni principi che rischiano di trasformarsi in decisioni deleterie per quegli stessi a cui si tende provvedere. Insistono pensando a meccanismi che non esistono e ignorando quelli esistenti. Negli anni ottanta si ragionava in questo modo. Il mondo era più semplice, politicamente ed economicamente. Nel 1980 il debito italiano era al 60 per cento del Pil, il problema di fondo era l’inflazione che si annunciava a due cifre, mentre la Banca d’Italia comprava la parte di Bot e Cct che il mercato non assorbiva calmierando così gli interessi che restavano alti ma inferiori al tasso inflattivo. Non esisteva l’euro, né era presente alcun tipo di vincolo europeo (il trattato di Maastricht data 1992), ancora la globalizzazione non era divenuta preponderante e non era stato firmato il WTO (il trattato di commercio unico). Una parte di Europa era ancora sotto il giogo comunista e l’Urss, una repubblica che univa stati e che si configurava come la seconda potenza mondiale in un globo allora dominato dal bipolarismo Usa-Urss, univa in un vincolo militare e politico popoli e nazioni. Read the full story »

15 ottobre 2018 No Comments 23 views

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Pietro Artioli, il socialista anomalo (il testo della mia conferenza a Scandiano del 5 ottobre 2016)

Un libro di Marco Montipò, mio giovane amico, “Scandiamo e la grande guerra”, (Modena 2018) (1) propone la figura di uno scandianese, anzi per la precisione di un arcetano, che fu protagonista della nascita del socialismo reggiano e che é purtroppo stato dimenticato: Pietro Artioli. Lo avevo ricordato anch’io nel primo volume della Storia del socialismo reggiano (Montecchio 2009) (2). Marco d’altronde é uno storico che come me ama ricercare dove nessuno l’ha fatto o per negligenza o per scelta. Read the full story »

15 ottobre 2018 No Comments 22 views

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Quel che penso del congresso

In Baviera i Verdi sono il partito del momento, con oltre il 18%. In Italia i Verdi sono spariti. Ma in Germania vivono ancora democristiani e socialdemocratici. In Italia no. Vuoi che sia colpa di Bonelli, di Casini, di Nencini? Solo gli stolti lo possono pensare. In Italia é crollato un sistema e ne é nato un altro, dove i partiti identitari sono stati sostituiti da nuovi soggetti e sigle senza storia e cultura politica. Aver tenuto insieme la nostra piccola comunità con enormi sacrifici, é stato miracoloso, soprattutto dopo il 2008 e fino al 2013, senza un parlamentare, senza un soldo, senza null’altro che non fosse la nostra passione. Per questo sono diventato intollerante verso i cosiddetti socialisti di Facebook, che osservano noi nuotare contro vento e si divertono dal bordo del fiume a lanciare sassi. Con sadico piacere. Questo non significa che non si potesse far meglio e che non siano stati compiuti errori. Ma se ogni volta che nasce un dissenso, spesso per mancate candidature o per questioni personali, più raramente per diversità politiche, si sbatte la porta in faccia, non credo si dia un buon esempio. La porta oggi deve riaprirsi per tutti quelli che intendano tornare a far parte della nostra comunità accettandone le regole. A patto che non sia una porta girevole. Non è vietato sostenere di essere socialisti ma fuori dall’attuale Psi. E’ insostenibile dichiararsi fuori dal Psi perché si é socialisti. Read the full story »

14 ottobre 2018 No Comments 34 views

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L’unità… presentata con successo

Bene. Conclusa la presentazione del mio libro (L’unità… storia di divisioni, scissioni, espulsioni e sconfitte della sinistra italiana) in una sala che si é andata gradualmente riempiendo. Difficile tenere sessanta, settanta persone per due ore, sedute e attente. Molte ce l’hanno fatta. Bernardi, Intini, Covatta ed io abbiamo parlato della storia e anche della politica di oggi. Sono poi intervenuti il sen. Carri, Franco Cefalota, Domenico Savino, Silvio Minardi, Mario Guidetti. Ringrazio tutti. Erano presenti anche fotografi e giornalisti dei principali quotidiani.

13 ottobre 2018 No Comments 45 views

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S’i fosse sindaco….

Mi sono venute in mente da tempo alcune cose che farei e che non farei se fossi sindaco di Reggio a otto mesi dalle elezioni. Non farei 1) La raccolta Porta a Porta nel centro-storico, che rinvierei a inizio mandato e non alla fine per i problemi che crea 2) L’estensione anche ai diesel euro 1 del divieto che la Regione ha deliberato. Migliaia di reggiani sono costretti a cambiare auto a otto mesi dalle elezioni. Read the full story »

13 ottobre 2018 No Comments 63 views

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Caso Cucchi: finalmente la verità
Il caso, uno di quelli più delicati perché interessava le eventuali responsabilità di uomini dell’Arma dei carabinieri in relazione alla morte di un giovane romano, Stefano Cucchi, arrestato nell’ottobre del 2009 per spaccio di droga e deceduto in stato di detenzione, pare ormai al suo epilogo. Dopo un processo ultimato con un nulla di fatto e un’assoluzione dei presunti militari coinvolti, nel 2015 il carabiniere Casamassima, dopo sei anni di silenzio, ha aperto un nuovo fronte di indagini. Egli ha dichiarato di aver sentito nell’ufficio le confidenze del superiore- il maresciallo Roberto Mandolini- dei presunti colpevoli. Il maresciallo è divenuto così uno dei cinque indagati. A lui e a Vincenzo Nicolardi, é stato contestato il reato di falsa testimonianza. Per gli altri tre – Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Francesco Tedesco – i pm ipotizzano il reato di lesioni. Accusa che potrebbe mutare all’esito dell’incidente probatorio, se la nuova perizia dovesse stabilire che Cucchi sia morto a causa dei pugni e dei calci ricevuti.

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11 ottobre 2018 No Comments 46 views

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Cassese e la lezione a Di Maio

Non é la prima volta che Sabino Cassese insiste sull’argomento e dà una lezione di diritto costituzionale a Di Maio. Ogni tanto lui e Salvini se ne escono con la storia che loro sono stati eletti e gli enti dai quali proviene una critica o un attacco invece no. Dopo la Commissione europea, la Bce, l’Inps, la Corte, il Fmi, il ragioniere dello Stato, i burocrati del ministero dell’economia, adesso é la volta della Banca d’Italia. Ma che concezione della democrazia é mai questa? A parte il fatt che non é affatto vero che questo governo sia stato eletto dai cittadini, visto che in Italia si eleggono solo i parlamentari, e che Lega e Cinque stelle non si sono nemmeno presentati alleati, anzi erano in due opposti schieramenti, ma la democrazia non é la dittatura di una maggioranza. La nostra democrazia si fonda sulla Costituzione e prevede un equilibrio fondato sul rispetto delle sue diverse autonomie, quella del Parlamento, quella del presidente della Repubblica, quella della Corte costituzionale, quella del Csm. In materia finanziaria ci sono organi di controllo che vanno rispettati a cominciare dalla Banca d’Italia. Poi ci sono organi europei dei quali facciamo parte e che possiamo anche offendere ma che restano un punto di riferimento dei quali l’Italia é stata tra i soci fondatori. Basta dire fandonie, signori del governo. Prima o poi la cultura batterà l’ignoranza.

11 ottobre 2018 No Comments 56 views