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I responsabili

In ogni legislatura esiste sempre un gruppo di parlamentari che, non rassegnandosi ad andare a casa senza o con scarse possibilità di rielezione, forma un gruppo che solo nella legislatura 2008-2013 ha preso il nome di responsabili. Tra il 1994 e il 1996 fu Lamberto Dini, già ministro del governo Berlusconi, a trasferirsi di là, guidando un governo a pochi mesi dalla vittoria della Casa della libertà e del buon governo, che, dopo avere riscosso la fiducia bipartisan, finì con ottenerla solo da sinistra. Nella legislatura seguente, quella 1996-2001, è successo di tutto: tre presidenti del Consiglio per l’Ulivo, il primo, Prodi, con il consenso solo dei partiti che facevano parte dell’originaria coalizione più Rifondazione, che con l’Ulivo aveva contratto un patto elettorale di desistenza, poi D’Alema, con il consenso anche del partito di Cossiga e di Mastella, ma senza quello di Bertinotti, che si scisse in due facendo sorgere il Pdci di Diliberto e Cossutta, i responsabili del tempo. Poi Amato, che dopo le regionali del 2000, rilevò il dimissionario D’Alema, ma fu sostituito alle elezioni, come candidato premier, da Rutelli. Read the full story »

17 Febbraio 2020 No Comments 24 views

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Un favore a Salvini

Forse era inevitabile. Diciamo però che la sinistra o centro-sinistra o area di governo che dir si voglia, e che non sono la stessa cosa, ci ha messo del suo. Sul caso Gregoretti la procura di Catania ha aperto un’indagine per “sequestro di persona” nei confronti dell’ex ministro degli Interni e il connesso tribunale dei ministri della città siciliana ha poi chiesto al Senato, camera di competenza di Salvini, l’autorizzazione a procedere qualora, in base alla legge, non si fosse ravvisato un superiore interesse dello stato. Read the full story »

14 Febbraio 2020 No Comments 63 views

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Ma Di Pietro perché non parla?

In tivù, nella trasmissione del paradisiaco Purgatori dedicata a Tangentopoli, Antonio Di Pietro, parlando della cosiddetta tangente Enimont, ha precisato che dei 150 miliardi accertati, si é scoperta l’identità dei percettori solo della metà. E dove siano andati a finire gli altri 75 egli ha confessato di presumerlo. Ora, più di 25 anni dopo, qualcuno potrebbe anche chiedersi perché, se presume di averlo saputo allora, non abbia indagato per accertarlo. Ma che, dopo più di un quarto di secolo, il pm simbolo di Mani pulite si lasci andare in una affermazione del genere, lascia veramente attoniti.

14 Febbraio 2020 No Comments 54 views

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Prescrizione ai Cinque stelle

Ma sì, concediamogliela. Dopo tutto non hanno ammazzato nessuno. Solo portato il loro partito dal 33 al 14 per cento, con punte minime del 6-7 per cento alle regionali. Dovevano fermare la Tav, non firmare la Tap, non far ripartire l’Ilva ed é andato tutto all’opposto. Dovevano togliere ad Atlantia la gestione delle autostrade e non sanno cosa fare, rendendosi conto del costo altissimo per lo stato di questa operazione. Su Alitalia non sbattono la testa contro il muro. Dovevano abolire la povertà col reddito di cittadinanza e invece si sono resi conto che dei 5 milioni presunti di poveri accertati la metà lo rifiuta perché lavora in nero. Adesso il Senato vuole ripristinare i vitalizi e Renzi minaccia di non votare il nuovo accordo a tre sulla prescrizione. Cosa gli resta? Read the full story »

10 Febbraio 2020 No Comments 109 views

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Cavalleria e Pagliacci di successo

La produzione del teatro Comunale di Bologna ha fatto centro. La rappresentazione del solito binomio, un tandem necessario per due atti unici, é stata a dir poco sontuosa. Discutibile alcune scelte registiche, di Sonia Ganassi parlerò a parte, ma convincente sul piano musicale e del canto. Si sa, Mascagni non é Leoncavallo. Soprattutto Cavalleria non é Pagliacci, anzi Pagliaccio come l’opera era stata definita in origine dai suoi autori. Read the full story »

10 Febbraio 2020 No Comments 69 views

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Sanremo 2 “Un capolavoro in mezzo a molte banalità”

Il festival dei rimpianti é stato sfregiato. E adesso sconfina nel rancore. Anzi nel Rancore. Proprio come segnalava mesi addietro, a proposito dell’ispirazione del comportamento degli italiani, un’indagine mirata del Censis. Solo che questo sentimento é stato incarnato. Si é presentato un cantante chiamato proprio così. Piccoletto e vestito di nero (qualche analogia con le brigate di eguale colore?) e serio, anzi arrabbiatissimo, gli mancava solo il manganello, ha parlato di una storia senza fare intendere una sola parola. Si capiva ad occhio che era stato tradito, meditava vendetta, forse pugni in faccia. . . . E invece no, parlava, ho letto il testo neanche male, della storia del mondo. Umile. Read the full story »

7 Febbraio 2020 No Comments 78 views

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Sanremo 1 “Il festival dei rimpianti”

L’Italia dei rimpianti non può che apprezzare un Festival di Sanremo dedicato al passato. Alle canzoni che ne hanno segnato la storia e ai suoi protagonisti. Si apre, che originali, con Tiziano Ferro che canta (maluccio) Volare. Poi Albano e Romina che propongono i loro vecchi successi e ancora Ferro che intona, ma forse sarebbe meglio dire stona, “Almeno tu nell’universo”, una canzone che si può cantare solo al femminile per quel verso che precede la frase del titolo e con esso si congiunge in rima: “Tu che sei diverso”. Read the full story »

7 Febbraio 2020 No Comments 93 views