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Storia della sinistra delle divisioni

C’è qualcosa che caratterizza la sinistra italiana rispetto al resto del panorama politico. Ed è la propensione a dividersi. Questo è storicamente accertabile fin dalla nascita del movimento organizzato dei lavoratori. Il primo atto del congresso del primo partito d’origine internazionalista, e cioè il Partito dei lavoratori nato a Genova nel ferragosto del 1892, fu la scissione tra socialisti e anarchici. Questi ultimi avevano lanciato per primi l’Internazionale in Italia a partire dal congresso di Rimini del 1872 e avevano promosso due insurrezioni a Bologna e nel Matese in nome del profeta Bakunin e finanziate dal ricco Carlo Cafiero, che a forza di dilapidare il suo patrimonio finì in miseria e morì pazzo. Poi le lotte tra riformisti, nella doppia versione, alla Prampolini (il socialismo evangelico e costruito dal basso) e alla Turati (il socialismo come divenire, trasformazione continua “delle cose e delle teste), con i sindacalisti rivoluzionari, che lanciavano lo sciopero insurrezionale vaneggiando di ore X, sulla scorta dell’elaborazione del filosofo francese Jean Sorèl. Read the full story »

10 ottobre 2017 No Comments 115 views

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Il pentimento di Di Pietro e l’errore di Bobo

Vorrei essere capito e parto da una premessa. Gli errori o i meriti dei padri non ricadono sui figli. Figurarsi i convincimenti. Bobo non è Bettino e può pensarla come vuole. Anzi, sarebbe ora che anche lui si affrancasse dal cognome che porta. Lo ha penalizzato o avvantaggiato in questi vent’anni? E aggiungo che è bene che ognuno compia le scelte che ritiene giuste, e anche opportune. Non sono uno che si scandalizza se un uomo politico cerca una poltrona. La politica senza poltrone è roba da testimoni di Geova. Un partito senza parlamentari è senza voce. E infine personalmente penso che se uno della nostra vecchia famiglia riesce a rinascere non é un male per tutta la famiglia, se con essa, però, il rinato mantiene un tracciato di continuità. Read the full story »

9 ottobre 2017 No Comments 83 views

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E Commissione d’inchiesta su Tangentopoli sia

l Psi, con Enrico Buemi al Senato e Oreste Pastorelli alla Camera, ha depositato la proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta su Tangentopoli e i suoi effetti, anche a seguito delle clamorose dichiarazioni di Antonio Di Pietro, il magistrato milanese simbolo della stagione di Mani Pulite. Quest’ultimo ha speso queste parole, in un’intervista alla trasmissione “L’aria che tira”: “Ho fatto l’inchiesta Mani Pulite con cui si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima repubblica: il male, che era la corruzione e ce n’era tanta, ma anche le idee”. E ancora: “Ho costruito la mia politica sulla paura delle manette, sui concetto che erano tutti criminali”. Dunque Di Pietro ritiene la sua indagine un’iniziativa politica? Pensa che compito del Pool sia stato quello di perseguitare persone anche innocenti ritenendole a torto tutte criminali? Sostiene di avere fatto politica con la paura delle manette. Ma, visto che da politico non poteva ammanettare nessuno, ammette di avere svolto l’indagine seminando la paura delle manette. Cosa gravissima visto che non è previsto dal codice penale quello di indagare le persone minacciandole, ai fini di confessione, di metterle in gattabuia. Read the full story »

9 ottobre 2017 No Comments 87 views

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Catalogna: indipendenza o autonomia?

Il referendum convocato e svolto per sancire l’indipendenza della Catalonya dal governo centrale di Madrid ha provocato sul piano internazionale due reazioni abbastanza comuni. La prima é quella di opporsi a una decisione unilaterale, peraltro svolta con una consultazione senza adeguati controlli, semplicemente attraverso un sì o un no, la cui conseguenza inevitabile sarebbe quella, incostituzionale secondo il dettato della democrazia iberica del dopo franchismo, della rottura dell’unità nazionale. La seconda é relativa alle preoccupazioni per la repressione ordinata dal governo Rajoy e messa in pratica dalle forze dell’ordine nazionali, in contrasto con quelle catalane, ai fini di impedire lo svolgimento della consultazione. Read the full story »

2 ottobre 2017 No Comments 149 views

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D’Alema e Craxi (via Renzi)

Nell’intervista al Corriere Massimo D’Alema fa il punto sulla situazione. Leggo sempre con interesse le osservazioni del lider Massimo, perché quasi mai mi appaiono banali. Devo dire però che stavolta ogni suo appunto é sempre collegato a un unico obiettivo: colpire e sconfiggere Renzi. L’ossessione maschera un odio privato. Non mi scandalizzo giacché non é la prima volta che accade in politica. Penso al particolare astio che mosse Crispi contro Giolitti e viceversa. O a quello di Turati contro Enrico Ferri, del rapporto tra Moro e Fanfani, di quello tra Nenni e Basso, tra Mancini e De Martino. Tuttavia in nessuno di questi casi l’obiettivo fondamentale é mai stato dichiaratamente quello di sconfiggere quell’altro. Il rapporto personale veniva sempre celato dietro un dissenso politico e mai ostentato come primario.

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27 settembre 2017 No Comments 141 views

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Galli della Loggia e lo ius soli

Nel suo editoriale sul Corriere Ernesto Galli della Loggia svolge osservazioni di estremo interesse sullo ius soli e in particolare sul concetto di cittadinanza in riferimento ai migranti di cultura islamica. Vorrei tentare di approfondire la sua tesi di fondo. E cioè che coloro che provengono dall’islamismo e seguono la sharia propongono problemi di non facile soluzione ai fini di una reale integrazione nella (non con la) nostra società e nei suoi valori di fondo. Verissimo. Resta vero, e questo Galli della Loggia peraltro non propone, che non si possano affermare diritti selezionandoli per religione, etnia, provenienza. Read the full story »

27 settembre 2017 No Comments 144 views

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Frau Merkel, arriva Italia

Si sprecano oggi i rilievi sul risultato delle elezioni tedesche che ne sintetizzano l’andamento in questi dati inoppugnabili: il calo cospicuo di consensi alla Cdu-Csu di Angela Merkel, la netta sconfitta della Spd, l’ingresso nel Bundestag del partito di destra con un risultato superiore alle previsioni, il successo dei liberali, la tenuta dei verdi e della Linke. Ne esce un quadro di più difficile governabilità, in particolare per la dichiarata indisponibilità dei socialdemocratici, che flettono a poco più del venti per cento, di ripetere l’esperienza della grosse koalition. Più probabile che si delinei una nuova alleanza tra Cdu-Csu, liberali e verdi. Una soluzione però si troverà e la Germania, come la Francia, la Spagna e il Regno unito, avrà un governo democratico.

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25 settembre 2017 No Comments 166 views