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I rischi politici dopo i ballottaggi

I ballottaggi non hanno riservato molte sorprese. Generalmente li ha vinti chi già era in testa al primo turno. E al primo turno erano in testa i candidati sindaci meglio apprezzati dagli elettori. Il ragionamento secondo il quale l’elettorato italiano diversifica il suo voto, dando una certa prova di maturità, tra quello politico (dove vota i programmi e i comportamenti nazionali e la qualità dei diversi leader) e quello amministrativo (dove il giudizio é sul governo locale e sui candidati sindaci), lo abbiamo già svolto e viene confermato col voto di ieri. D’ora in avanti mai scambiare l’uno con l’altro. Si andrebbe incontro a spiacevoli sorprese. Anche quando il voto avviene nella stessa giornata l’elettorato non lo confonde e in molte realtà anzi lo capovolge. Read the full story »

11 Giugno 2019 No Comments 90 views

« Reggio Emilia

Il ballottaggio

Il ballottaggio è un po’ come un play off. E’ un altro campionato e si riparte da zero. Coloro che hanno ottenuto più o meno punti sono alla pari. Il ballottaggio é cosa inedita per Reggio. Nuova assai e mai sperimentata prima. Era tuttavia nel novero delle previsioni. Anzi, i sondaggi e soprattutto l’esito delle europee, davano alla coalizione del sindaco uscente alcuni punti in meno di quelli ottenuti e a quella del suo sfidante una percentuale leggermente superiore. Oggi stanno entrambi giocandosi le loro carte. Vecchi dovrà innanzitutto tenersi i suoi voti (e possono essere più che sufficienti se al secondo turno la percentuale dei votanti sarà in calo). Questi voti sono frutto, però, anche del contributo di centinaia di candidati che nel ballottaggio non saranno in lista. Per questo credo farebbe bene ad assicurare una presenza in giunta di tutte le liste che hanno ottenuto un consigliere. In fondo il superamento del 50 per cento é affidato al consenso di una coalizione larga e non del solo Pd, che é sceso al 38% dal 49 che aveva cinque fa. Salati dovrà invece tentare l’impossibile aggregando l’intera area di opposizione, anche se pare difficile che oltre alla civica della Rubertelli possa conseguire la totalità dei voti dei Cinque stelle, che hanno lasciato libertà di voto, e questo stona col fatto che due partiti, Lega e Cinque stelle, stanno al governo insieme. Sarà una sfida all’americana con un probabile esito già scritto. Nella scheda compariranno solo due nomi e l’interrogativo degli elettori sarà: cambiamo perché adesso é possibile o meglio non cambiare perché potrebbe essere peggio?

9 Giugno 2019 No Comments 113 views

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Socialismo e socialismi

Già nel corso del suo lungo e travagliato passato la storia del socialismo ha conosciuto divisioni, contrapposizioni, deturpazioni e il mio libro “L’Unità…” (coi tre puntini di sospensione che ne contraddicono l’aspirazione) ha descritto il suo sviluppo. Dopo la vittoria della leader socialdemocratica danese Mette Frederiksen alle elezioni politiche, anche in base alla sua proposta sull’immigrazione, mi sono venute in mente tutte le divaricazioni che sui temi più importanti si sono verificate in passato e si possono registrare ancor oggi in campo socialista. Read the full story »

8 Giugno 2019 No Comments 117 views

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Mini bot o mini spot?

Non devono averlo capito. Per questo insistono. Draghi glielo ha spiegato. I mini bot o comportano un aumento del debito o sono nuova moneta e in questo caso devono ritenersi illegali, Sconcertante il commento di Salvini: “Noi andiamo avanti perché piacciono agli italiani”. A parte il fatto che l’affermazione risulta quanto meno opinabile (quanti italiani sono stati consultati e quanti di loro sarebbero contenti di essere pagati così?), Salvini non risponde nel merito a un’obiezione che non gli viene rivolta da un italiano qualsiasi, ma dal presidente della Bce. Perfino il ministro Tria oggi li ha decisamente bocciati sostenendo che sono solo nel programma della Lega. Sbaglio o Tria é ancora ministro di questo governo? Per di più all’Economia? Non ne sapeva nulla di un atto economico così rilevante? Non é che Salvini, dopo le Europee, lo ha surrogato silenziosamente? Non c’è bisogno di mini bot e men che meno di mini spot. Le elezioni ci sono già state.

8 Giugno 2019 No Comments 119 views

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Togopoli

Hanno rivelato tutto quello che si sapeva. E cioè che le decisioni sulle nomine del Csm sono quasi sempre avvenute sulla base di volgari lottizzazioni tra i partiti dei magistrati, filtrati da contatti tutt’altro che segreti con questo o quel protagonista della vita politica. E che, più che per meriti acquisiti sul campo, tutto veniva deciso sulla base della fedeltà di questo o di quello ai vari capi delle diverse lobby. Si poteva perfino supporre che girasse denaro, che venissero contraccambiati i favori, che si elargissero compensi, Ma non si conoscevano due cose: che si invitasse ad aprire procedimenti penali (o d’altro lato che non li si avviasse) su chi si opponeva alla lobby. Nè si poteva supporre che alle confraternite notturne partecipasse anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, uomo invero a tutto campo. Sempre avvezzo a tutti i conciliaboli per tessere ragnatele di potere il presidente della Lazio pare mettesse a disposizione un certo numero di biglietti di tribuna d’onore ai magistrati compiacenti che s’erano anche comprati attici, ristrutturandoli coi soldi pubblici.

Non sono affatto stupito dei baratti, delle conventicole, dei favori, delle lottizzazioni, delle contropartite, ma di trovarci in mezzo a tutto questo anche Lotito, no, questo non l’avevo previsto. Cosi dopo il caso Palamara, con procedimento già aperto sul caso della nomina del procuratore di Gela e versamenti di 40mila euro, più anello per un’amica, più viaggi e cene, dopo le dimissioni dal Csm del suo amico, anch’esso indagato, Luigi Spina, a seguito della rivelazione della riunione segreta per chiudere la partita del procuratore di Roma, svolta a tarda sera in un albergo romano (c’erano il magistrato Luca Palamara, i due parlamentari del Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri e cinque consiglieri del Csm) si sono dimessi dal Csm Gianluigi Morlini di Unicost e Paolo Criscuoli di Magistratura indipendente, due dei cinque nomi rivelati (ne mancherebbero almeno due, se l’altro era Spina).

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5 Giugno 2019 No Comments 106 views

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A fianco delle forze armate

Tutta la mia, la nostra, solidarietà alle Forze armate italiane in questa solenne celebrazione della nostra Repubblica. Un sincero e commosso riconoscimento per l’impegno e la generosità che hanno saputo manifestare in tutte le missioni di pace nel mondo nelle quali sono impegnate su mandato del governo e del parlamento italiano. E ai tre ex capi di stato maggiore, che oggi sono assenti per protestare contro gli attacchi ignobili dei Cinque stelle, vada tutto il nostro sostegno e il vivo ringraziamento per quanto hanno saputo fare nel nome dell’Italia repubblicana. Read the full story »

2 Giugno 2019 No Comments 120 views

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Magistrati sull’orlo di una crisi di nervi

Ricordo bene il tempo in cui alla magistratura era stato affidato un potere catartico. Era il 1992 e iniziava l’opera purificatrice di Mani pulite. Il sistema politico italiano non reggeva più, costoso e invadente com’era, alla caduta dei calcinacci del muro di Berlino e alla fine del Pci e dopo i colpi inferti dall’avanzata leghista furono i magistrati a sferrare quello finale, reso immediatamente esecutivo dal referendum Segni contro il proporzionale. Di Pietro divenne l’eroe del fumetto italiano, amato, riverito e applaudito ovunque si trovasse, dal ristorante alla barberia. Le sue insufficienze grammaticali erano apprezzate perché considerate alla stregua di quelle dell’uomo di strada. L’aristocrazia politica fu decapitata, distrutta, vituperata e il vecchio sistema raso al suolo affinché, come affermò il capo del Pool Borrelli:”Ci si potesse cospargere il sale”. Read the full story »

2 Giugno 2019 No Comments 106 views