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Gettati a mare Palach e Nagy assieme a 49 migranti

Zeman e Orban, rispettivamente a capo di Repubblica ceca e Ungheria, sono, coi due presidenti di Polonia e Slovacchia, i componenti dei cosiddetti paesi di Visegrad, a cui il nostro governo guarda con simpatia e amicizia. Dopo essere stato in Italia e aver tessuto le lodi di Salvini Orban, assieme a Kaczynski e a Pellegrini, ha votato con tutti i governi dell’Unione contro il bilancio dell’amico governo italiano e riconfermato la più assoluta contrarietà sua e dei suoi alleati a mutare anche di un solo comma il trattato di Dublino, rivisto solo per finta, che impone all’Italia di farsi carico della maggior parte di profughi, come paese di prima accoglienza. Read the full story »

7 Gennaio 2019 No Comments 58 views

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Dibba e Dimma

Ormai é chiaro che il traguardo sono le elezioni europee. Si tratta di un banco di prova assai significativo per gli sviluppi dell’Europa, ma anche di un termometro che segnerà i destini del governo italiano. Lega e Cinque stelle si guardano in cagnesco, si controllano, si inviano reciproci segnali di guerra, con messaggi tutt’altro che cifrati. Read the full story »

4 Gennaio 2019 No Comments 88 views

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La razza a Cinque stelle

L’odio dei Cinque stelle, che ha perso perfino l’acido sarcasmo di Grillo, é divenuto più serio, studiato, altezzoso. L’unica cosa che accomuna costoro a Salvini é infatti l’odio per i migranti e, anche se nella Lega pare più attenuato, quello per gli ex parlamentari. Scrive Di Maio che coloro che per anni sono stati in Parlamento sono “ladri di privilegi”, “parassiti sociali”, gente che “per anni ha mangiato sulle spalle dei cittadini”, “ex-disonorevoli”, “che non conoscono vergogna” e “che dovrebbero andarsi a nascondere il più lontano possibile, magari su un eremo”.“ Questo é dedicato ai rappresentanti del popolo italiano che hanno interpretato e difeso la democrazia nei decenni passati. D’altronde i proclami di superamento della democrazia rappresentativa, dell’inutilità del Parlamento, che dovrebbe essere frutto di un’estrazione a sorte, appartengono al loro vocabolario. Così come l’esigenza di superare un cardine della democrazia parlamentare, e cioè l’assenza di vincolo di mandato, per avere deputati e senatori obbedienti o decaduti. Read the full story »

1 Gennaio 2019 No Comments 93 views

« Nazionale, Reggio Emilia

Fiano e Prampolini

Emanuele Fiano, ebreo e profondo difensore della buone cause del suo popolo, si é improvvisato agguerrito difensore delle prerogative del Parlamento che sono state violentate dal governo gialloverde, almeno nelle procedure previste dall’articolo 72 della Costituzione che riguarda quelle, clamorosamente infrante, per l’approvazione della legge di bilancio. La Camera aveva discusso e approvato un testo, sostanzialmente mutato dopo l’accordo con la Ue, del quale i senatori non conoscevano il contenuto. Il testo é arrivato al Senato senza passare dalla apposita commissione ed é stato approvato poche ore dopo senza che l’Aula avesse la possibilità neppure di leggerlo integralmente. Alla Camera il nuovo testo é arrivato dopo l’approvazione del Senato a scatola chiusa e Fiano ha inteso manifestare il suo dissenso lanciando il malloppo addosso ai banchi del governo e colpendo il sottosegretario leghista Garavaglia, al quale poi ha chiesto scusa. Non é la prima volta che un deputato pacifico, per far valere i suoi diritti violati, compie un gesto simile. Torniamo al 1899, quando la Camera era intenzionata ad approvare le leggi liberticide del presidente Pelloux. Per uno strappo al regolamento, nella seduta del 30 giugno, Prampolini, il più pacifico dei socialisti, subito imitato da Giuseppe De Felice, da Leonida Bissolati e da Oddino Morgari, si recò nel bel mezzo dell’emiciclo per sollevare le urne. La seduta fu sospesa e Prampolini fu inquisito e incarcerato per circa un mese. Ecco, la differenza sta qui. Fiano può festeggiare la fine dell’anno in famiglia…

31 Dicembre 2018 No Comments 83 views

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Calcio, razzismo, criminali e modello inglese

Un altro morto per le violenze di criminali che si dicono tifosi. Aspettiamo le indagini delle autorità preposte, ma fin d’ora sappiamo che ci sono stati scontri tra interisti e napoletani, con questi ultimi aggrediti da quegli altri in via Novara presso San Siro, prima della partita tra Inter e Napoli. Leggiamo di accoltellamenti, di botte e di sprangate, e di uno di questi finito sotto un Suv che ha perso la vita mentre altri sono stati feriti. Questo, come gli incivili buu lanciati a Koulibaly durante la gara, non ha nulla a che vedere col mondo dello sport e del calcio, anzi ne rappresenta un’evidente negazione. Ritengo che vada rivoluzionata la legge italiana sul modello di quella inglese. Sono per punire severamente i responsabili, non gli innocenti. Si sciolgano le organizzazioni a cui questi criminali fanno capo e gli si impedisca per sempre l’ingresso agli stadi. Squalificare un’intera curva o giocare due partite a porte chiuse non serve a nulla. In Italia si usa sparare nel mucchio, altrove, in Inghilterra si puniscono i responsabili e si sciolgono i club di cui fanno parte. In Italia gli stadi sono militarizzati e i delinquenti proliferano, in Inghilterra non esistono barriere né biglietti nominativi e gli stadi sono pieni di intere famiglie e bambini. In Inghilterra anche nelle curve ognuno é controllato e deve rimanere al suo posto, in Italia nelle curve gli steward non ci vanno e le società sono complici coi violenti e i delinquenti che, come il caso della Juve insegna, vendono biglietti e droga. Basta, le autorità e le società facciano un esame di coscienza e prendano lezioni da chi questi problemi ha risolto da tempo. Chi ha il compito di legiferare impari l’inglese. Chi ha il compito di vigilare non si comporti con la comoda logica del “forti coi deboli e deboli coi forti”. Fuori per sempre i violenti e i razzisti dagli stadi e dallo sport.

27 Dicembre 2018 No Comments 96 views

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Lo scherzo di Natale

Dunque il bivacco. Non dei manipoli, ma dei senatori. Il bivacco di Natale. Non per affrontare, come è  già capitato, penso a qualche finanziaria degli anni ottanta, o addirittura alla battaglia contro la cosiddetta legge truffa del 1953, l’ostruzionismo dell’opposizione e i suoi emendamenti a raffica. No, il bivacco era solo d’attesa. Una lunga estenuante attesa di una legge di bilancio che non arrivava. Mai accaduto nella storia repubblicana che un governo non presentasse al Senato un testo da discutere e da votare. Mai accaduto che quel testo arrivasse in extremis e non passasse al vaglio della commissione preposta. Mai accaduto che il testo poi presentato in aula differisse nella sostanza da quello votato alla Camera. Ma questo é il governo del cambiamento, il governo del popolo. E la legge di bilancio era la legge del popolo. Diamo un’occhiata. Read the full story »

27 Dicembre 2018 No Comments 90 views

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Il nuovo Avanti

L’Avanti si rinnova, come da tempo abbiamo annunciato. Lo fa proprio partendo dal giorno di Natale, quando per la prima volta prese piede, nel 1896, la gloriosa testata diretta da Leonida Bissolati. Natale, giorno di nascita, come ferragosto, giorno di avvio del partito, come domenica, giorno di lettura dopo il settimanale lavoro, occasione per discutere e stare insieme tanto che l’Avanti usciva in edizione speciale. L’Avanti non fu in assoluto il primo quotidiano socialista. Nella mia provincia, quella di Camillo Prampolini, era sorto “Il punto nero”, quotidiano nato già nel 1893. La testata aveva assunto questo nome a causa dell’accusa, formulata dal “pedagogo” del giovane presidente del Consiglio Giolitti, Giovanni Chavez, che aveva definito la Valpadana “il punto nero” dell’Italia giolittiana. Il giornale finì presto sommerso dai debiti e dall’incipiente repressione crispina. Read the full story »

23 Dicembre 2018 No Comments 105 views