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Il mio intervento in Direzione: “Un voto in autonomia per costruire il futuro”

Ribadisco la mia amicizia, solidarietà, affetto al nuovo segretario Enzo Maraio e al nostro valido senatore Riccardo Nencini. Nessuna intenzione di creare tendenze organizzate, correnti o frazioni di correnti. La mia é semplicemente una sincera ma ferma volontà di manifestare le mie idee, cosa che ho fatto a più riprese sull’Avanti suscitando molti apprezzamenti e qualche rimbrotto. Read the full story »

3 Settembre 2019 No Comments 99 views

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“Prendere o lasciare”, parole e musica di Luigi Di Maio

Tutto pare improvvisamente tornato in alto mare. Di Maio ha dettato le sue condizioni riassunte in venti punti consegnati al presidente incaricato, poi in conferenza stampa ha scandito un “o si accettano o il governo non nasce e si va al voto”. Un modo piuttosto esplicito quello del capo dei Cinque stelle per tentare di gettare tutto all’aria. Viene subito spontanea una domanda. Di Maio, in questa dichiarazione, rappresentava il suo stato d’animo, frustrato dai veto del Pd alla sua vice presidenza e al Viminale, o esprimeva la posizione del suo movimento? E’ evidente che tra i punti del giovane nocchiero ve ne siano molti di pleonastici: chi non é d’accordo di bloccare l’aumento dell’Iva, chi contesta che debbano essere abbassate le tasse, chi non vorrebbe cambiare il trattato di Dublino, chi non concorda con la difesa dell’ambiente? Ce ne sono però un paio che dovrebbero far raddrizzare i capelli: l’indisponibilità a rivedere i decreti Salvini sulla sicurezza e, la cosa é stata solennemente già più volte ribadita come una premessa indispensabile, l’assenso alla riforma costituzionale che prevede la netta diminuzione del numero dei parlamentari. Read the full story »

30 Agosto 2019 No Comments 88 views

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Un governaccio?

Siamo ancora in tempo per cambiare idea. Ma, come giustamente osservano gli amici di Più Europa, non mi pare che al momento i socialisti possano dichiarare alcun appoggio a questo governo. Avevamo chiarito di non essere disponibili ad un governicchio, cioè a un esecutivo che si fosse limitato ad una breve transizione per assicurare al paese il raffreddamento dell’aumento dell’Iva e la nuova legge di bilancio per poi passare la parola alle urne e a una probabile e certo più consolidata vittoria della destra. Abbiamo dato un assenso di massima, come gli amici e alleati di Più Europa, ad un confronto programmatico che portasse ad un eventuale governo di svolta e di legislatura. Read the full story »

27 Agosto 2019 No Comments 109 views

« Nazionale, Reggio Emilia

Il vile omicidio Farri

La sera del 26 agosto di 71 anni fa il sindaco socialista di Casalgrande Umberto Farri venne colpito a freddo da alcuni colpi di arma da fuoco dopo che tre individui col fazzoletto rosso avevano invaso casa sua. Morirà il giorno dopo all’ospedale di Reggio. Era un socialista riformista, un antifascista militante, un democratico contrario a tutte le violenze di un drammatico dopoguerra. I colpevoli non furono mai assicurati alla giustizia. Io l’ho sempre commemorato e ricordato nei miei scritti e sui miei libri e il confronto sul dopoguerra reggiano, col Chi sa parli di Otello Montanari del 1990, esplose dopo la commemorazione di Farri del 26 agosto di quell’anno. Lo farò ogni anno, E’ per me un imperativo morale e politico. Un impegno solenne preso coi suoi familiari, i suoi compagni, i cittadini del suo comune.

26 Agosto 2019 No Comments 117 views

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Conte, il Mundial e il governo

Certo che paragonare il prossimo governo coi Cinque stelle alla vittoria del Mundial (anche allora ci fu il silenzio stampa e le dichiarazioni vennero affidate al semi-muto Dino Zoff) appare azzardato e fantasioso, cari dirigenti del Pd, perché quello storico trionfo calcistico infiammò l’Italia intera, mentre, ben che vada, il prossimo governo meriterà una benevola posizione di attesa. Ma anche perché, qualora il governo giallorosso non dovesse prendere piede, si tratterebbe di una sconfitta, anzi di una debacle, stile Russia 2018. Anche il propagandato twit di Castagnetti, mio caro amico personale, che per accettare un Conte bis si rifaceva a Berlinguer del 1976 quando il leader comunista avrebbe preferito un governo Moro e dovette sorbirsi il governo Andreotti, mi pare fuori luogo. Il Pci avrebbe votato qualsiasi governo gli avesse permesso il rilascio di un passaporto di legittimazione democratica. Non mi pare questo il problema del Pd. Read the full story »

26 Agosto 2019 No Comments 108 views

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Numeri e politica

La politica dei numeri che per Pitagora erano all’origine di tutto… Il Pd lancia i 5 punti, il pentaprogramma, i Cinque stelle rispondono coi 10 punti, il decalogo. Mattarella dà i 5 giorni. Il Pd affina la sua azione coi 3 punti irrinunciabili, omne trinum est perfectum, la Santissima Trinità. I pentastellati (5 stelle) rispondono col punto unico e supremo. Il vero problema é che la somma Pd e Cinque stelle fa 158 e la maggioranza al Senato fa 161. Ne mancano 3. Ma col Misto che ne ha 12 e le Autonomie che sono 8 fa 178 e basta e avanza. Ci sono però i ministri. Faranno fifty fifty. Attenzione, direbbe Pitagora, la legge dei numeri é spietata. Il vecchio filosofo dicevano fosse allergico alle fave. Qui l’allergia ai determinanti potrebbe portare al tracollo. Se non fosse che nel misto ci stanno 4 di Leu, 1 di Più Europa, 1 del Psi, più espulsi e renitenti…

23 Agosto 2019 No Comments 122 views

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Torni Minniti agli Interni

Se mai dovesse prendere piede un governo politico Pd-Cinque stelle il tema della gestione dell’immigrazione diverrebbe fondamentale, assieme alla questione economica che vedrà probabilmente l’Europa in preda a nuovi fenomeni recessivi. I cinque punti proposti da Zingaretti, e approvati all’unanimità come inizio di un confronto coi grillini, mancano forse di due capitoli successivi. Il primo riguarda le infrastrutture. Non dimentichiamo che il Pd ha votato assieme alla Lega contro la mozione dei Cinque stelle che intendeva fermare irresponsabilmente la ferrovia ad Alta velocità Torino-Lione. Vero che questa  spinosa questione é ormai risolta, come risolte sono le vicende della Tap e dell’Ilva, ma nei cassetti di Toninelli giacciono ancora i blocchi a decine di opere utili agli italiani, allo sviluppo e all’occupazione. Read the full story »

23 Agosto 2019 No Comments 102 views