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Dal cappio al pugno

Mi sono imbattuto, nella mia esperienza parlamentare, in due tipologie diverse di leghisti. Quelli della prima ora, i celoduristi, personaggi da bar dello sport, grezzi come li ha descritti (forse un po’ meno) il film Sky sul 1993. Erano i leghisti del cappio di Orsenigo, i barbari alla conquista dell’Impero romano. Poi dal 2006 al 2008 ho incontrato un genere diverso di seguaci di Bossi. Giovani, laureati, incravattati, con congiuntivo facile, erano usciti da oltre un decennio di esperienze amministrative e da alcuni anni di governo del Paese. Avevano più che del barbaro il profilo del manager di stato. Oggi con Salvini l’aspetto primitivo della Lega é risorto. Dal cappio si è arrivati al pugno. E alla sceneggiata a mo’ di cartelli contro lo ius soli. Salvini si é lamentato perché i suoi senatori sarebbero stati picchiati dai commessi, commettendo due strafalcioni in salsa leghista. Primo, perché non si può fare del vittimismo da parte dei guerrieri di Alberto da Giussano. Secondo perché doveva informarsi meglio sulla vocazione dei commessi. Sono gli unici che quando menano un parlamentare non rischiano una denuncia. Anzi lo fanno di mestiere…

16 giugno 2017 No Comments 63 views

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Da il Resto del Carlino. Le crepe di Reggio. L’ex Opg: un luogo triste e vuoto nel cuore della città

Un grido. Quasi da luogo di tortura. Qualcuno ha parlato di lager. Non per responsabilità del personale e di un direttore che ha dedicato la sua vita alla struttura invocando aiuto, spesso inascoltato. Ma che in uno spazio in pieno centro storico della civilissima Reggio fosse collocato un manicomio criminale, dove la malattia era stoltamente coniugata non con la sua cura, ma con il reato compiuto, e dove dunque tutto aveva l’apparenza di un carcere della peggior specie, mi sembrò sempre un crudele paradosso. Ricordo di avere dedicato all’argomento una delle mie prime interpellanze quando, giovanissimo, entrai in Sala del tricolore alla metà degli anni settanta. Da allora di acqua sotto i ponti del Crostolo, che scorreva fino al Trecento proprio lungo il corso che diverrà poi della Ghiara (da ghiaia, del vecchio torrente, appunto) ne é passata parecchia e l’immobile del vecchio manicomio criminale, poi ospedale psichiatrico giudiziario, é oggi vuoto. Read the full story »

15 giugno 2017 No Comments 109 views

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Ius soli, ius Grilli

Dopo un anno e mezzo di rinvii la legge sullo ius soli é arrivata al Senato suscitando addirittura moti turbolenti e il leggero ferimento del ministro Fedeli. Questo avviene proprio nel momento in cui Grillo, alla luce della sconfitta alle elezioni amministrative, impone al suo movimento una svolta leghista. Tanto che i senatori pentastellati annunciano voto contrario al testo, già emendato ed edulcorato da revisioni alfaniane e di Scelta civica. L’obiezione di fondo alla legge, secondo la quale il rischio sarebbe quello di un massiccio ricorso alla cittadinanza da parte di immigrati irregolari, una sorta di post utero in affido, mi pare contrasti col testo della legge. Read the full story »

15 giugno 2017 No Comments 74 views

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La vittoria di Artioli

Sono molto contento dell’affermazione dell’amico e compagno Germano Artioli. Se penso che ha vinto a Campegine, il comune più inespugnabile d’Italia, ne deduco che il mondo é davvero cambiato. Germano Artioli non ha mai smesso di definirsi un socialista, (é tuttora iscritto al Psi) anche in piena campagna elettorale. É stato prima vice segretario e poi segretario del Psi di Reggio Emilia dal 1990 alla sua fine. Era, allora e lo ricordo come tale, uno dei giovani più preparati e impegnati, prezioso collaboratore del presidente della Provincia Ascanio Bertani. Germano é stato amministratore del suo comune, al quale è rimasto sempre legato. Se penso che Artioli ha vinto a Campegine ne deduco due riflessioni. La prima é riferita al fatto che i socialisti sono usciti finalmente dall’inferno che una manovra subdola e strumentale aveva contribuito a confinarli. Una piccola nemesi. La seconda é riferita alla crisi del modello cooperativo che in una realtà come Campegine ha certamente influito. Non a caso il competitore di Artioli, nonché già sindaco del Comune, era un ex dipendente della Coopsette, una cooperativa che ha recentemente chiuso i battenti, lasciando a casa centinaia di lavoratori. Penso che Campegine, in particolare, dimostri che anche a Reggio nulla è scontato, che nulla é come prima. Occorre che la sinistra reggiana ne tenga conto, che si interroghi sui suoi limiti, errori, deficienze, sufficienze e strumentali esclusioni e costruisca un futuro, anche in relazione alle successive scadenze amministrative, senza la presunzione della vittoria scontata. Non é più così. Questo il succo dell’insegnamento delle elezioni di Campegine che un uomo libero e coraggioso, di professione avvocato, ha saputo regalarci.

 

12 giugno 2017 No Comments 94 views

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Le liste socialiste al 4,4%

Dati e riflessioni post elettorali. Sul piano generale emerge il crollo dei grillini che non vanno al ballottaggio neppure nella città di Beppe Grillo e nelle altre ritornano più o meno alle percentuali di una modesta lista civica locale. Di contro ecco riaffacciarsi il bipolarismo tradizionale tra centro-sinistra e centro-destra con quest’ultimo in netto, imprevisto vantaggio. Entrambe le coalizioni diventano competitive quando non sono imperniate su un solo partito (Pd e Forza Italia o Lega) e nel momento in cui si allargano agli alleati. A livello amministrativo le liste socialiste (del Psi e di area) ottengono nei comuni  in cui si sono presentate il 4,4 per cento, circa 45 comuni su oltre 140, escludendo le liste a partecipazione di candidati socialisti che sono oltre 80. Tutto questo non va automaticamente trasferito sul piano politico. Sappiamo che mai come ora le amministrative sono libere da condizionamenti politici e di partito. Eppure un segnale è pur stato lanciato in almeno due direzioni. Contrariamente alle amministrative di Roma e Torino, i Cinque stelle segnano il passo, dovuto al personale poco radicato e conosciuto, forse alla cattiva conduzione delle città amministrate, soprattutto Roma, ma anche al riemergere di uno scontro a due, tra centro-destra e centro-sinistra, che li ha messi almeno a livello amministrativo, fuori gioco. Read the full story »

12 giugno 2017 No Comments 62 views

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Matteotti 93 anni dopo

Son trascorsi 93 anni da quella calda giornata romana del 1924, quando il segretario nazionale del Psu, il partito dei socialisti riformisti espulsi dal Psi nell’ottobre del 1922 su ordine di Mosca, venne rapito, accoltellato e ucciso in corso Arnaldo da Brescia sul longotevere romano. Matteotti era reduce da un intervento coraggioso alla Camera che intendeva denunciare le irregolarità e i soprusi avvenuti durante le elezioni del maggio 1924, delle quali aveva chiesto l’invalidazione. Ma Matteotti era anche in procinto di denunciare le illecite responsabilità del regime, compresa la monarchia, nell’assegnazione alla società inglese Sanclair del monopolio delle escavazioni petrolifere nel nostro paese. I due motivi del delitto si accavallano oggi e si dividono i sostenitori del precipuo omicidio per ragioni squisitamente politiche e di coloro che sostengono ill motivo di carattere morale. Mia opinione é che entrambe abbiano influito e che la denuncia della corruzione costituisca non già un’attenuazione, ma un moltiplicatore del suo eroico comportamento. D’altronde la spasmodica ricerca e poi sparizione della sua borsa che evidentemente conteneva documenti compromettenti (per il governo o per la monarchia o per entrambi) induce a ritenere che il caso Sinclair non sia affatto estraneo alle ragioni del delitto. Un delitto che fece traballare il fascismo, contestato dai partiti democratici e dai comunisti, che abbandonarono la Camera per ritrovarsi, come si disse, “sull’Aventino”. I comunisti ruppero il fronte antifascista rientrando poi a Montecitorio, mentre gli altri non seppero andare oltre una fumosa verbosità. Di Matteotti sono ancora vivi non solo il suo temerario coraggio e la sua fede democratica, ma anche la sua vocazione riformista, che non accedeva alla rivoluzione come evento di un giorno sulla scia dell’infatuazione bolscevica che aveva diviso e illuso la sinistra italiana. Il suo socialismo, profondamente radicato col suo territorio, fatto di sindacati, cooperative, comuni, case del popolo, una rete pazientemente tessuta, é ancora vivo.

11 giugno 2017 No Comments 68 views

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Pisapia il nostro Corbyn?

Scrivo un fondo tutto da contestare. Esprimo solo la mia opinione, fuori dal coro. Come sempre. Mi aspetto reazioni a catena. Corbyn ha perso le elezioni in Gran Bretagna meravigliosamente. Si é trattato di una magnifica sconfitta. La May ha ottenuto una deprimente vittoria. Se togliamo gli aggettivi, però, la May ha vinto e governerà sia pure in coalizione, e Corbyn ha perso e starà all’opposizione (e tutto sommato per lui ë meglio così). Essere noi, partito invisibile, a criticare il leader del Labour, che ha ottenuto il 40 per cento dei consensi, fa ridere. Però io commento e ragiono di mia testa. E per me due più due fa ancora quattro. Read the full story »

11 giugno 2017 No Comments 64 views