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Contro la dottrina Davigo

Camillo Davigo pensa che di innocenti per strada se ne incontrino pochi. Non credo giunga all’estremo limite fissato dal vecchio Miglio quando affermava: “Meglio un innocente in galera che un colpevole fuori”, ma insomma. Davigo non appartiene a Magistratura democratica, la corrente più radicale delle toghe italiane, che in più d’un’occasione ha praticato discutibili ingerenze nel potere politico. Ma il giustizialismo di destra e di sinistra han finito per convergere già in occasione di Tangentopoli. Tanto che Gherardo D’Ambrosio, poi senatore dei Diesse, ebbe a dire che nel Pool esisteva una destra e una sinistra. Inserendo però nella prima posizione solo Tiziana Parenti e promuovendo Davigo in una collocazione per lui assolutamente anomala e conseguita grazie al suo ruolo da Torquemada meneghino durante la rivoluzione giudiziaria.

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8 novembre 2018 No Comments 67 views

« Reggio Emilia

Non dimenticarsi dei 6mila morti reggiani (una critica alle istituzioni distratte)

E’ passata quasi sotto silenzio la data del 4 novembre del 2018, centenario della fine della prima guerra mondiale e della vittoria italiana con la ripresa di Trento e Trieste. E’ vero, la guerra fu un macello. Solo in Italia persero la vita 650mila giovani al fronte, il doppio delle vittime della seconda, frutto anche dei bombardamenti e della criminale avventura di Russia. A Reggio persero la vita 6mila persone, per lo più ragazzi, molti dei quali si erano arruolati volontari, animati da passione patriottica. Solo il Liceo Classico commemorò la morte di 40 studenti. Non c’era famiglia reggiana che non avesse perso in guerra un figlio, un nipote, un cugino. Il lutto attraversò l’intera provincia. Read the full story »

5 novembre 2018 No Comments 113 views

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Il centenario di una guerra vinta

E’ vero. Fu un macello. I 650mila morti italiani, quasi tutti giovani, ragazzi e anche ragazzini caduti al fronte in battaglie sanguinarie, sono circa il doppio dei morti, anche per i bombardamenti cruenti sulle città e a seguito della criminale offensiva di Russia, nella seconda guerra mondiale. E’ vero. La guerra era meglio evitarla come avrebbero voluto Giovanni Giolitti e la maggioranza dei socialisti, chi per ragioni morali come Turati e Prampolini, chi per l’indifferenza assoluta tra le parti in campo, come i rivoluzionari. Ma furono tanti coloro che alla guerra parteciparono con entusiasmo, pronti al sacrificio della propria vita. Furono tantissimi i volontari presi da motivazioni e da ispirazioni ideali diverse. Read the full story »

3 novembre 2018 No Comments 90 views

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I socialisti: da resistenti a esistenti

Mentre ci accingiamo, con il Consiglio nazionale del 17 novembre, a iniziare il percorso che ci porterà al congresso prima delle Europee, mi sembra giusto sviluppare qualche riflessione su di noi e sull’insieme dei soggetti del centro-sinistra, allargando ancora di più lo sguardo a tutte le forze dell’opposizione che appare oggi un po’ come l’Araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. Partiamo da noi, dalla nostra piccola, ma orgogliosa comunità di resistenti, di orfani di un vecchio Psi che non si può resuscitare, ma dal quale ancora oggi si possono trarre utili insegnamenti, il principale dei quali mi pare essere quello della capacità di lettura delle grandi trasformazioni economiche, sociali e politiche. Su questa capacità non mi dilungo, ma resta il fatto che il contributo che anche oggi larga parte del gruppo dirigente del nostro piccolo Psi potrebbe offrire è assai più elevata dei voti che sono stati rinchiusi nella nostra languente cassetta elettorale.

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2 novembre 2018 No Comments 88 views

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Emergenza verità (seconda puntata: l’immigrazione)
Se c’è una materia in cui numeri e impressioni fanno a pugni é proprio quella della immigrazione. E si tratta del tema che più di ogni altro sta orientando l’opinione dei popoli europei, ma anche di quello statunitense, verso posizioni di destra. Cerco dunque di dividere in due questo argomento, che nelle sensazioni generali é invece avvertito come unico: da un lato il fenomeno della immigrazione, dall’altro la sua gestione. Questa distinzione vale soprattutto per l’Italia dove numeri accettabili sono poi spesso confusi e moltiplicati a causa di una cattiva gestione del fenomeno.

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31 ottobre 2018 No Comments 104 views

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Salvonaro?

Questo nuovo presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ex militare, é davvero inquietante. La corruzione che ha investito il Paese e colpito anche il partito dei lavoratori e il suo leader Lula, sommata alla violenza dilagante con 62mila morti ammazzati l’anno, hanno spinto l’elettorato verso posizioni di estrema destra. Non basta però avere vinto democratiche elezioni col 55 per cento. Essere eletti democraticamente non garantisce la sopravvivenza della democrazia. Anche Hitler in Germania fu eletto democraticamente e il suo mandato a formare il governo era la conseguenza del voto del 1933 col quale conseguì la maggioranza relativa de voti. Anche Mussolini vinse le elezioni del 1924, svoltesi in quel clima di irregolarità e di violenze descritte da Giacomo Matteotti alla Camera, ma che convinsero oltre il 60 per cento degli italiani ad accordagli fiducia. Bolsonaro ha vinto le elezioni, ma i suoi intenti tutto appaiono tranne che ispirati a metodi e finalità democratiche. Read the full story »

29 ottobre 2018 No Comments 101 views

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Emergenza verità (prima puntata: l’economia)

Oggi sono passati come veri, grazie a un’informazione o disinformata o complice, messaggi assolutamente falsi che fanno opinione e che nessuno contesta. Vediamo di ristabilire la verità con questi due articoli, il primo dedicato all’economia e il secondo all’immigrazione. Cominciamo dall’economia. Read the full story »

26 ottobre 2018 No Comments 280 views